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27 MAGGIO 2018
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Indispensabile una riforma nazionale del 118

Solo una chiara, decisa e sostanziale riforma della legislazione vigente potrà sanare tutte le incongruenze e condurre alla definitiva omogeneità tra i diversi sistemi dell’emergenza. Di certo sono da bocciare tutti gli indirizzi ampiamente ed innaturalmente demolitivi ed economicamente svantaggiosi varati dalle gestioni politiche precedenti

17 MAG - Non esiste allo stato attuale un sistema 118 che possa definirsi, in assoluto, quale modello ideale da portare ad esempio per il resto d’Italia.

Tutti i sistemi 118 nazionali presentano lacune, per un verso o per l’altro, e solo una chiara, decisa, sostanziale riforma della legislazione vigente potrà sanare tutte le incongruenze e condurre alla definitiva omogeneità.

La SIS118 si è già posta, da anni, il problema ed ha già analizzato a fondo le criticità dei Sistemi 118 italiani.

Utilizzando l’esperienza ventennale di tutti i suoi operatori, medici, infermieri e soccorritori, il 4 luglio 2012 è giunta all’approvazione dei ‘Criteri e Standard del SET-118’, condivisi da tutti i rappresentanti di tutte le categorie di operatori della quasi totalità dei SET-118 italiani, successivamente raccolti in un unico documento e regolarmente pubblicati, alle cui indicazioni tutti i 118 tendono ad uniformarsi, ognuno sforzandosi di superare le differenti difficoltà interne.

Relativamente al dibattito nazionale al riguardo emerso in questi giorni, vanno operate una serie di precisazioni:

1) Tempi di intervento allarme-target nei codici gialli e rossi. Questi interventi, caratterizzati da codici di alta gravità, relativi a situazioni in cui qualcuno è, rispettivamente, in potenziale (codici gialli) o evidente imminente (codici rossi) pericolo di vita, richiedono più degli altri la presenza di personale sanitario, insieme medico ed infermieristico, a bordo dei mezzi di soccorso, che sia in grado di effettuare diagnosi e terapia di emergenza potenzialmente salvavita.
 
Le realtà di Sistema 118 che, per modello organizzativo, inviano sempre tale personale sanitario qualificato in queste situazioni di rilevante obiettivo pericolo di perdita della vita hanno, in alcuni casi, tempi leggermente più lunghi rispetto alle altre quando riferite a contesti operativi in cui sia presente una orografia ed una viabilità di maggiore complessità e che, proprio per questo, dimostrano, dati alla mano, la necessità organizzativa di disporre di un numero di mezzi di soccorso avanzato in numero percentualmente maggiore rispetto ad altre.
 
Le realtà, invece, che riescono ad ottenere tempi più contenuti hanno, a seconda dei casi, una condizione viaria migliore e/o, avendo scarsa disponibilità di ambulanze avanzate con medico ed infermiere, suppliscono con una maggiore presenza di ambulanze di base, con a bordo autisti – soccorritori che, in modo encomiabile, effettuano al meglio possibile anche la maggior parte degli interventi in codice giallo ed in codice rosso, però con i limiti – obiettivi – dello specifico ruolo.

2) Interventi per popolazione servita. La media nazionale di interventi rispetto alla popolazione servita è dell’8% (80 interventi ogni 1.000 residenti). Tutti i SET-118 si avvicinano a questa percentuale e questo dimostra che non vi è inappropriatezza, se non in margini percentuali accettabili. Le variazioni riscontrate dipendono da fattori locali e dalle funzioni svolte (interventi di soccorso, trasporti secondari, trasporto sangue, trasporto équipe per trapianti, ecc.). È quindi arbitrario, azzardato, ingiustificato e fuori luogo affermare, come recentemente affermato da un quotidiano nazionale, che al sud vi sia una minore fiducia nel 118 e nessun tecnico, realmente competente della materia, si sognerebbe mai di sostenerlo.
 
3) Numero di Centrali Operative 118. Se le Centrali Operative 118 fungessero solo da meri “call centers”, altrimenti definibili quali “rispondifici telefonici”, ne basterebbe una centralizzata per tutta l’Italia. Invece, ai sensi delle norme di legge ed in nome della funzionalità del SET-118, la Centrale Operativa 118, che rappresenta il fulcro strutturale in cui insiste il “centro giuridico di responsabilità” dell’intero sistema e, quindi, il centro direzionale di tutta l’attività sanitaria e del soccorso, deve mantenere un ambito operativo complessivo in grado di consentire di svolgere con efficacia ottimale l’attività istituzionale di governo clinico del Sistema, che non è affatto esercitabile, con pari livello qualitativo, quando le dimensioni territoriali sono troppo vaste, allontanando – di fatto ed innaturalmente – la dirigenza dalle linee operative.
 
Non entro nel merito secondo cui, laddove le centrali Operative 118 siano in numero ridotto ed ognuna copra un ambito sovraprovinciale, possano esistere motivazioni locali che hanno richiesto, magari anche forzosamente, questa organizzazione. Preciso, invece, in conformità piena agli indirizzi del DPR del 27/03/1992, che ricordo è tutt’ora pienamente in vigore, che le Centrali Operative 118 di livello provinciale sono nelle condizioni di qualità gestionale e soprattutto - dati contabili alla mano – nelle condizioni di economicità gestionale, di rispettare in modo ottimale l’esigenza di governare con autentica eccellenza il sistema afferente ad ogni SET-118.
 
4) Percentuale di accessi in ospedale. Le realtà che hanno una maggiore disponibilità di equipaggi di soccorso sanitario, con medico ed infermiere a bordo, possono più facilmente risolvere a domicilio le urgenze minori ed evitare che questi pazienti affollino i Pronto Soccorso ospedalieri, con percentuali di filtro assai significative, in ambito statistico e di risparmio della spesa, secondo le quali, dati regionali alla mano, nei rispettivi territori vengono visitati, trattati e lasciati a casa anche e addirittura il 30 – 50% di tutti i pazienti per i quali sia stato richiesto l’intervento di soccorso del SET.

5) Introduzione del “112”.  Affermare che l’introduzione del 112 non allunghi i tempi di soccorso è una vera e propria eresia. È ovviamente facile per tutti, anche per i non addetti ai lavori, comprendere che un doppio passaggio di telefonate non può che ritardare, oggettivamente, i tempi dell’attivazione del soccorso.
 
È ineluttabile che il cittadino/utente ha diritto di avere la migliore qualità possibile di prestazioni nelle situazioni critiche in cui è a rischio la sua vita.

Il Sistema “118”, dal canto suo, ha il dovere di essere sempre, comunque e pienamente all’altezza del suo compito, specialmente nelle occasioni di estrema gravità.

In questo senso, nelle patologie tempo-dipendenti del “Quintetto dell’ora d’oro” (arresto cardiaco, infarto del miocardio, ictus, trauma maggiore con lesioni craniche, toraciche e addominali, insufficienza respiratoria da edema polmonare, broncospamo, pneumoptorace) è irrinunciabile effettuare un intervento di soccorso al massimo entro 15 minuti, altrimenti non vi è alcuna possibilità di salvare i soggetti che ne sono compiti.
 
È evidente che, in questi casi, l’intervento, per essere concretamente utile, deve essere effettuato da un equipaggio di soccorso sanitario costituito da medico ed infermiere, che possa porre la diagnosi, effettuare il trattamento immediato, recuperare le funzioni vitali, laddove perse, o stabilizzarle, laddove instabili, onde consentirgli di poter raggiungere ancora in vita, e nelle migliori condizioni cliniche possibili, l’ospedale idoneo per il trattamento successivo e definitivo.

L’arrivo, anche precoce, di un’ambulanza di base con soli soccorritori o comunque senza medico, non sempre è in grado di consentire a questi pazienti che si trovano – obiettivamente - in condizioni di elevata criticità clinica, quindi gravissime, di avere salva la vita ma, al contrario, può addirittura allungare i tempi della somministrazione  della terapia di emergenza, e pertanto della stabilizzazione, che sarebbe rimandata al loro arrivo al Pronto Soccorso, a cui, nei casi di maggiore gravità, si può rischiare, anche con elevate probabilità, a seconda dei casi, di non giungere vivi.

In virtù di ciò, ribadisco la necessità di dare ai SET-118 italiani la definitiva più adeguata stabilizzazione di organico professionale medico ed infermieristico che, con l’appoggio dei soccorritori laici, garantisce – “de facto” -  l’efficacia del servizio ed il più elevato grado di sicurezza per i pazienti.
 
È, pertanto, necessario che il legislatore si adoperi per raggiungere questo obiettivo attraverso una nuova e qualitativa riforma del Sistema 118 nazionale che vada nella direzione di un suo netto potenziamento rispetto a tutti gli indirizzi ampiamente ed innaturalmente demolitivi ed economicamente svantaggiosi varati dalle gestioni politiche precedenti, e che riconosca e stabilisca, tassativamente, attraverso l’attenta analisi ed il sereno confronto delle esperienze, nazionali ed internazionali, le caratteristiche di qualità e di funzionalità del SET-118, riconoscendo, nella concezione e nella struttura degli impianti di governo strategico e degli assetti operativi sul campo, il ruolo squisitamente sanitario che gli compete.
 
Mario Balzanelli
Presidente nazionale SIS 118


17 maggio 2018
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