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“Armonizzare le 19 professioni, Ordine autonomo dei fisioterapisti e sblocco dell’iter per Osteopati e Chiropratici. Siamo pronti”. Intervista alla neo presidente della Fno Tsrm e Pstrp, Teresa Calandra

di Lorenzo Proia

La neo-presidente illustra le linee guida del proprio mandato: “Lavoreremo in stretta sinergia con il Ministero competente al fine di agevolare il percorso di creazione dell’Ordine dei Fisioterapisti” sviluppando anche “azioni di comunicazione, interna ed esterna, finalizzate a una diffusa e corretta conoscenza delle professioni rappresentate” e per ciò che riguarda Osteopati e Chiropratici “faremo quanto nelle nostre competenze per creare i giusti presupposti affinché si possa concretizzare quanto indicato dalla normativa”

23 APR - Teresa Calandra è la nuova Presidente della Federazione nazionale Ordini TSRM e PSTRP, referente della lista “Armonia” vincitrice con più del 75% delle preferenze alle scorse elezioni, svoltesi tra il 17 e il 22 aprile. Questa è la sua prima intervista da presidente.
 
Presidente Calandra il suo ruolo nella Fno Tsrm e Pstrp e nei Tsrm viene da lontano.
In questi ultimi 15 anni mi sono messa a disposizione della mia comunità professionale, cominciando nell’ex Collegio dei TSRM di Palermo, con delega alla formazione, e continuando nella Federazione nazionale, prima come Consigliere con delega alla comunicazione ed agli aspetti giuridico-medico-legale, poi con la carica di Segretario nel secondo triennio ed infine con quella di Tesoriere nell’ultimo mandato, concluso qualche giorno fa, in cui siamo cambiati profondamente a seguito della riforma voluta dalla legge 3/2018: siamo cresciuti, passando da una popolazione di circa 28.000 soli Tecnici di radiologia ad una di più di 200 mila iscritti appartenenti a ben 19 differenti professioni sanitarie.


Rispetto alla precedente presidenza Beux, ha in mente dei cambiamenti, o agirà nella linea della continuità?
Ho vissuto 9 anni della Presidenza Beux e tutto il lavoro che abbiamo portato avanti l’ho sempre condiviso e sostenuto, anche attraverso le attività riferire ai ruoli che ho ricoperto.

Pertanto, la mia Presidenza beneficerà della continuità dei progetti e delle visioni che hanno caratterizzato la precedente. Naturalmente, a fare la differenza sono le persone, soprattutto nei modi con cui si relazionano ed affrontano le numerose sfide che certamente ci attendono; è quindi naturale che ci saranno cambiamenti che confido potranno portare con sé un valore aggiunto alla comunità professionale ed al nostro Sistema sanitario.

Tra le novità alcune che riteniamo significative: formare i nostri quadri dirigenti affinché acquisiscano le competenze necessaria a chi rappresenta e opera all’interno di un’Istituzione; rendere più frequente e intensa, seppur nel rispetto dei ruoli, la collaborazione tra Ordini, Cda nazionali e Federazione; promuovere iniziative utili a far conoscere il mondo delle professioni nella loro diversità e peculiarità. Tutto ciò per raggiungere il traguardo della sfida più audace: armonizzare le 19 professioni e consolidare il nostro gruppo attraverso una fattiva e prospera sinergia di valori e obiettivi.

Considera queste elezioni un passo importante per la coesistenza fra le 19 professioni?
Queste elezioni rappresentano un ulteriore passo verso un modello inclusivo: il primo Comitato centrale e Collegio dei Revisori dei conti con componenti che provengono da professioni differenti.

Sono stati mesi impegnativi durante i quali ho avuto modo di relazionarmi con i Presidenti sia degli Ordini che delle Cda nazionali.
Con i primi, quasi esclusivamente TSRM, abbiamo ritenuto di dover garantire la continuità operativa della nostra Istituzione; questo ha determinato la scelta di avere all’interno del gruppo un adeguato numero di TSRM, i quali portano con sé l’esperienza pluriennale vissuta all’interno prima dei Collegi e poi degli Ordini, rispetto alle altre professioni che solo negli ultimi mesi hanno potuto partecipare alla vita ordinistica a seguito della legge di riforma.

Ai secondi è stato chiesto di indicare le disponibilità a far parte del gruppo, perché nessuno meglio di loro aveva una piena conoscenza della rispettiva comunità professionale e le eccellenze che in essa insistevano. Partendo dalla rosa dei nominativi, la mia scelta ha tenuto conto di diversi fattori, alcuni dettati dalla legge 3/2018, altri che garantissero una quanto più ampia partecipazione.

In particolare, l’equilibrio di genere: il 34% sono donne e il 50% delle cariche è a loro assegnato; il ricambio generazionale: rispetto al Comitato centrale precedente, l’età media si è abbassata di quasi 5 anni e 4 suo componenti hanno meno di 40 anni; l’area professionale: oltre ai TSRM, 3 sono dell’area tecnica, 3 dell’area della riabilitazione ed 1 dell’area della prevenzione; ed infine la distribuzione territoriale: 10 Regioni, 4 del nord, 2 del centro e 4 tra sud e isole.

Il perfezionamento dell’architettura della nostra Istituzione è solo l’inizio del cammino il cui traguardo dovrà essere anche quello di superare gli individualismi delle professioni, assicurando a tutte pari dignità.

Quali sono gli obiettivi per il futuro?
Oltre alle funzioni proprie della Federazione indicate dalla legge 3/2018, abbiamo ritenuto di sintetizzare nel nostro programma elettorale alcuni punti prioritari:
⁃ promuovere una relazione efficace ed efficiente tra gli organi della Federazione e quelli degli Ordini;
⁃ continuare lo sviluppo e la semplificazione dei percorsi amministrativi e burocratici, promuovendo corsi periodici rivolti ai componenti dei Consigli direttivi, dei Collegi dei Revisori dei conti, delle Commissioni di albo, locali e nazionali, e delle Commissioni di laurea e abilitanti,
⁃ definire lo statuto per la costituzione delle Federazioni regionali;
⁃ promuovere l’ammodernamento dei profili professionali;
⁃ favorire la revisione e l’armonizzazione dei programmi di studio universitari e incentivare lo sviluppo di tematiche ECM coerenti con le esigenze del SSN e dei SSR;
⁃ favorire e sostenere l’inserimento dei nostri migliori professionisti nel mondo dell’Università e della ricerca, anche attraverso il finanziamento di appositi progetti;
⁃ valorizzare le competenze e il peso di sistema delle professioni; costituzione di una cassa previdenziale di riferimento;
⁃ sviluppare azioni di comunicazione, interna ed esterna, finalizzate a una diffusa e corretta conoscenza delle professioni rappresentate.

Infine, lavoreremo in stretta sinergia con il Ministero competente al fine di agevolare il percorso di creazione dell’Ordine dei Fisioterapisti, affinché si possa realizzare ciò che da loro è stato legittimamente richiesto già all’inizio di dicembre 2020.

E per ciò che riguarda l’inserimento di Osteopati e Chiropratici nel “multi-albo”?
La legge 3/2018 ha previsto anche l’individuazione di queste due nuove professioni sanitarie, pertanto, per loro faremo quanto nelle nostre competenze per creare i giusti presupposti affinché si possa concretizzare quanto indicato dalla normativa.

Veniamo infine all'emergenza Covid-19. Crede che il vostro impegno, gravoso, sia valutato a livello mediatico e istituzionale? O si rientra ancora in un generico “operatori sanitari”?
L’emergenza pandemica è arrivata all’improvviso e tutti, operatori sanitari compresi, siamo stati chiamati ad affrontare una situazione che mai avremmo immaginato. Almeno nella prima ondata nessuno di noi era pronto, pertanto abbiamo dovuto rispondere tempestivamente con quel che avevamo a disposizione, spesso in modo poco coordinato. Ognuno di noi ha dato e continua a garantire il suo prezioso contributo. Purtroppo, ancora oggi registriamo una parziale conoscenza delle professioni e delle loro specificità ed importanza. Confidiamo che quanto è accaduto e sta ancora accadendo sia utile a sensibilizzare i decisori affinché investano in modo coraggioso sulle professioni sanitarie, tutte, poiché una buona sanità è il risultato di un lavoro inter-professionale, che punta sulla prevenzione.

Lorenzo Proia

23 aprile 2021
© Riproduzione riservata


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