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Lazio. Storace: “Sanità regionale non è di proprietà di Zingaretti, Padoan e Lorenzin”

E' il duro commento formulato dal vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio e segretario nazionale de La Destra dopo aver appreso che il decreto di riforma delle Asl ha ricevuto il placet ministeriale. “Si dicono d'accordo fra loro senza tener conto che chi deve essere d'accordo è solo l'assemblea legislativa competente. Reagiremo adeguatamente. La sanità non è cosa vostra. Neppure nel territorio di Mafia capitale". 

15 OTT - "La sanità e le regole non sono proprietà di Zingaretti, Padoan o Lorenzin. Quello che sta avvenendo è un abuso evidente e spetterà al giudice stabilire se è un abuso con rilevanza penale". Lo afferma Francesco Storace, vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio e segretario nazionale de La Destra, commentando, si legge nella nota, "il presunto 'via libera” che i Ministri della Salute, Lorenzin, e dell'Economia, Padoan, avrebbero dato al programma di Zingaretti di ristrutturazione delle Asl".

"Non discutiamo che le Asl vadano riviste. Nel mio programma per le regionali, infatti, sostenevo la necessità di ridurre le Asl di Roma a una sola. E' il metodo che è sbagliato ed è un abuso: la modifica degli assetti della sanità laziale sarebbe legittima, ancorché non sia certo una rivoluzione, se seguisse il percorso legislativo segnato da norme precise”.

Storace sottolinea poi che in base alla normativa vigente “la ripartizione territoriale di Asl e Ospedali è materia del Consiglio regionale. Zingaretti, a dicembre, impose alle 4 di notte al consiglio regionale un subemendamento, che non può essere modificato, presentato dalla Giunta senza alcuna discussione di merito, al solo scopo di sottrarre la competenza proprio all'aula della Pisana. Poi ha iniziato a varare i decreti attuativi, prima accorpando la Roma A e la Roma E, poi declassando il Forlanini, e ora con l'accorpamento della Roma B con la C”.


Per l’ex governatore l'opposizione “ha costretto la giunta a presentare una proposta di legge per abrogare l'articolo finalizzata a ritirare i provvedimenti amministrativi del governatore, ma ieri la sorpresa: Zingaretti si è fatto spalleggiare dai Ministri dell'Economia e della Salute che si sono permessi di mettere becco in quella che è materia regionale. Zingaretti, Padoan e Lorenzin se ne fregano delle regole, si dicono d'accordo fra loro senza tener conto che chi deve essere d'accordo è solo l'assemblea legislativa competente. Reagiremo adeguatamente. La sanità non è cosa vostra. Neppure - conclude Storace - nel territorio di Mafia capitale".
 

15 ottobre 2015
© Riproduzione riservata


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