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Medico scolastico. Bartoletti (Omceo Roma): “Solo come referente per i presidi. Per i bambini c’è il pediatra”

Il vicepresidente Omceo Roma interviene sulle polemiche sollevate dai pediatri e si schiera contro un “ritorno al passato”. Per Bartoletti si può pensare a un medico scolastico “legato soltanto all'emergenza Covid”. Ma “se deve essere una figura che, come accadeva in passato, segnala per esempio le scoliosi, questa è roba vecchia, di cinquant'anni fa, quando non esisteva la figura del pediatra di libera scelta”. Per Bartoletti, insomma, il medico scolastico “sarebbe un esperto della gestione delle misure anticovid”, la alla salute del singolo bambino ci pensa il pediatra.

04 SET - “Le polemiche non mi interessano. Quello che mi interessa è capire se una figura medica a scuola può essere d'aiuto come riferimento diretto per i dirigenti scolastici, per varie motivazioni. Secondo me potrebbe essere assolutamente utile, ma non deve accavallarsi con i pediatri, perché non ha nulla a che vedere con gli scolari. Diciamo che sarebbe un esperto della gestione delle misure di distanziamento che viene dato a disposizione delle scuole”. I bambini, invece, “seguiti dal pediatra”. Dunque, “se per medico scolastico si intende il medico dello scolaro, non serve, perché c’è già il pediatra”. Così il vicepresidente dell'Ordine dei medici di Roma, Pier Luigi Bartoletti, interpellato dall'agenzia Dire, è intervenuto nelle polemiche con i pediatri in merito all’istituzione del medico scolastico nell’ambito delle misure anticovid per il rientro a scuola.

“Se non definiamo prima le funzioni del medico scolastico, poi quel medico a scuola non saprebbe che fare”, secondo Bartoletti. Che spiega: “oggi a livello di Asl ci sono già strutture aziendali, composte da varie figure professionali, deputate al rapporto con le scuole. Il problema vero è che affronteremo per la prima volta un autunno/inverno con una pandemia in corso. Al di là dell'ansia per quello che accadrà, mi concentrerei piuttosto su quello che sarebbe utile fare. Personalmente credo che serva la possibilità di intervenire, da un punto di vista medico-sanitario ma anche organizzativo, qualora si dovessero verificare dei piccoli focolai. Gestire situazioni di contagio Covid non è una cosa banale, è necessario un personale formato e preparato. Serve gente capace. E non ce n'è tantissima”.

“Ma poi - si chiede Bartoletti - quale sarebbe esattamente la funzione del medico della scuola? Dovrebbe valutare le varie situazioni? Anche per questo già esistono strutture deputate. Penso invece che sarebbe opportuno specializzare alcune figure: se avessimo riferimenti capillari, di diretta consultazione dai presidi, il medico scolastico in questo caso potrebbe essere utile se ci sono dubbi, richieste o verifiche di congruità per esempio sul distanziamento. Ma per quanto riguarda lo scolaro, lui il suo medico già ce l'ha ed è il pediatra”, ribadisce il vicepresidente Omceo, che si chiede anche: “Per quanto tempo, poi, dovrebbe rimanere il medico scolastico? Un mese, due mesi, tre mesi?". La questione in realtà è reintrodurlo in maniera permanente, perché è una figura che potrebbe intercettare nei bambini anche eventuali altre patologie distinte dal Covid, come per esempio il diabete, la scoliosi, ecc... Ma così diventerebbe il medico dello scolaro e non della scuola. E per lo scolaro, ripeto, esiste già il pediatra".

Diverso sarebbe, secondo il vicepresidente Omceo Roma, “un medico scolastico, che lavora tutte le mattine a scuola, legato soltanto all'emergenza Covid. Ma se deve essere una figura che, come accadeva in passato, segnala per esempio le scoliosi, questa è roba vecchia, di cinquant'anni fa. Onestamente sarebbe un ritorno al passato. Tant'e' che il medico scolastico esisteva quando non c'erano i pediatri: il pediatra di libera scelta, che abbiamo solo noi, e' stato introdotto nel 1999, quindi è una figura che esiste dove non c'è il pediatra di base. Dove c'è il pediatra è stata eliminata, perché sarebbe un doppione, che tra l'altro lavorerebbe su popolazioni molto numerose, senza un rapporto fiduciario”.

04 settembre 2020
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