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Infermieri pediatrici. Quell'ospedale "per bambini" che non li vuole

03 OTT - Gentile Direttore,
l'Infermiere Pediatrico, una delle 23 professioni sanitarie non mediche operanti nel SSN, è la figura che il DM 70/1997 ha indentificato come quella responsabile dell'assistenza infermieristica ai soggetti in età evolutiva. Gli Infermieri Pediatrici attualmente sono circa 12.000 in Italia e sono formati per mezzo di un corso di laurea specifico (raggruppamento SNT/1) nel quale l'intero percorso educativo è incentrato esclusivamente sul bambino e sull'età evolutiva. Questo fa sì che l'Infermiere Pediatrico sia in modo indiscutibile la figura professionale con la migliore preparazione possibile nell'assistenza infermieristica pediatrica.

Secondo il DM 793/1994 anche la figura professionale dell'Infermiere (Infermiere di cure generali) può assistere pazienti bambini -in quanto genericamente abilitata all'assistenza infermieristica dei soggetti di ogni età- ma ovviamente con una preparazione nello ambito pediatrico molto diversa per specificità ed approfondimento. E' proprio per questa differenza che il nostro ordinamento prevede saggiamente (e direi quasi, ovviamente) il principio della precedenza degli Infermieri Pediatrici nell'assunzione in tutti i contesti clinici pediatrici. Tale principio è stabilito dalla L.1098 del 1940, istitutiva della figura della Vigilatrice d'Infanzia. La legge, tuttora vigente, stabilisce all'art. 9 che "Il possesso del diploma di Stato di vigilatrice dell'infanzia costituisce titolo di preferenza per l'assegnazione a posti di servizio di assistenza all'infanzia presso ospedali, o reparti ospedalieri infantili". Per l'equipollenza stabilita nel 2000 tra il titolo di Vigilatrice d'Infanzia e quello di Infermiere Pediatrico, il dispositivo della L.1098/40 si estende evidentemente a questi ultimi. Ed infatti tutti i maggiori ospedali pediatrici Italiani, ottemperando alla Legge ma soprattutto operando secondo buonsenso, bandiscono regolarmente concorsi per l'assunzione di Infermieri Pediatrici.


Tutti tranne uno: l'Ospedale Pediatrico Burlo Garofolo di Trieste, che ormai da anni recluta il proprio personale infermieristico per mezzo di bandi e concorsi riservati esclusivamente a Infermieri di cure generali. Anche un recente bando per assunzione a tempo determinato con scadenza 30/9/2013 era riservato ai solo Infermieri di cure generali. Non si può fare a meno di chiedersi perchè il Burlo Garofolo si assuma la non piccola responsabilità di non tenere nel debito conto una Legge dello Stato e di rinunciare all'elevata preparazione specifica garantita da una laurea triennale interamente dedicata al nursing del bambino. E ciò è ancor più sorprendente se si considera che l'assunzione di un Infermiere Pediatrico costa all'Ospedale esattamente quanto quella di un Infermiere di cure generali ! E' pur vero che il Burlo è Ospedale Materno-Infantile e quindi ha tra i prori pazienti anche adulti, l'assistenza ai quali è riservata agli Infermieri di cure generali, ma è comunque "ospedale ad alta specializzazione e di rilievo nazionale nel settore pediatrico" e potrebbe facilmente bandire sia concorsi per Infermieri che per Infermieri Pediatrici.

Certamente, per chi in un ospedale deve governare il personale, è molto più agevole gestire un solo tipo di infermieri e usarli indifferentemente sia nell'assistenza ai bambini che in quella degli adulti ma ci rifiutiamo di credere che questo sia il motivo per cui il Burlo non bandisce concorsi per Infermieri Pediatrici: ciò significherebbe infatti porre la qualità dell'assistenza e l'ottemperanza delle norme in secondo piano rispetto all'esigenza di semplificare il lavoro di gestione del personale.

Gli Infermieri Pediatrici sono una grande risorsa per il SSN e la Legge ne tutela chiaramente il ruolo. E' ora che tutte le istituzioni sanitarie di interesse esclusivamente o prevalentemente pediatrico ne prendano atto e si adeguino alle norme vigenti, coinvolgendo in modo adeguato questi professionisti.

Filippo Festini
Infermiere
Professore Associato di Scienze Infermieristiche
Presidente della Società Italiana di Scienze Infermieristiche Pediatriche


03 ottobre 2013
© Riproduzione riservata


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