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Omeopatia. Un dibattito inutile

03 FEB - Gentile direttore,
desideravo rispondere alla lettera della dott.ssa Nencioni, dirigente dell’azienda produttrice di omeopatici Boiron che, comprensibilmente, cerca di difendere i propri interessi ogni volta che un medico spiega la vera natura dell’omeopatia. Una pratica nata nell’ottocento, epoca molto lontana dalla medicina moderna e che si accontentava di sensazioni e magia.
 
L’omeopatia, pratica basata proprio su quest’ultima (il preparato omeopatico, diluito progressivamente, andava battuto 100 volte su una Bibbia rivestita di crine di cavallo per attivarne i poteri miracolosi), era un tentativo per quegli anni eroici.
 
Le cose sono cambiate (fortunatamente) e nel tempo la scienza ha fatto passi avanti conoscendo la chimica, la fisica, il metodo scientifico e si è preferito l’esperimento alle pozioni magiche. Così ai pazienti, noi medici, riusciamo a fornire rimedi per la salute che funzionano e che mostrano, finché possibile, adeguata sicurezza. Bisogna stare però molto attenti ai trucchi del marketing, alle strategie delle aziende farmaceutiche e alla pubblicità, i produttori hanno un legittimo e giusto scopo di lucro, guadagnano dalla vendita di medicine ma non devono, per rispetto del singolo paziente e della salute pubblica, mentire vendendo farmaci finti, cure fasulle o pericolose, cosa successa tante volte e che succede ancora. Per questo vorrei ricordare qualcosa a proposito di quello che è stato detto sul tema.

 
Chi ne ha interesse, quando si parla di omeopatia si perde in chiacchiere, l’omeopatia è descritta come "terapia efficace", liste di fantomatici studi scientifici che avrebbero dimostrato chissà cosa o strani meccanismi d’azione mai confermati, dimenticando di andare al sodo e guardare ai fatti: l’omeopatia è basata sul principio delle diluizioni, in pratica il principio attivo è diluito in acqua, dieci, cento, mille volte, fino anche alla sua sparizione. In un globulo omeopatico oltre la 12ma diluizione non c’è più traccia del principio attivo.
 
Per questo non funziona, non contiene nulla. Possiamo usare mille artifici (uno degli studi indicati dalla dottoressa, per esempio, dice che l’omeopatia avrebbe funzionato esattamente come i farmaci per i dolori, trasmettendo un’idea di efficacia ma non dicendo che i farmaci non avevano funzionato) ma senza dimenticare che i prodotti omeopatici non possono avere effetti sulla salute.
 
Questo succede proprio perché un prodotto omeopatico, come detto, non contiene più principio attivo ma solo eccipienti (le sostanze che compongono la "pillola", quasi sempre zucchero). È una normale caramella di zucchero. La cosa è talmente assurda e celata tra le righe (e certo non ce lo dirà chi la produce) che in pochi ci credono. Quale azienda potrebbe vendere vino senza vino? Compreremmo una bottiglia d’acqua senza acqua? Dire che del vino senza vino è da preferire al vino vero perché costa meno sarebbe etico? E dire che una bottiglia d’acqua senza acqua avrebbe delle proprietà idratanti sarebbe corretto? E se questo fosse permesso come lo giudicheremmo? Furbata? Truffa?
 
Non lo so, questo devono dirlo le autorità. Sicuramente però si può dire che dietro le parole deve restare il rispetto per il consumatore e, prima di tutto, per il paziente. Se questo non può dirlo la rappresentante di un’azienda farmaceutica io, da medico, Io posso dichiarare fermamente e posso sottolineare che un prodotto omeopatico oltre la 12ma diluizione non contiene "poco" principio attivo o "pochissimo", non ne contiene nulla, è solo zucchero e non deve essere spacciato come curativo. Bisogna essere chiari, discutere di studi sulla capacità di curare malattie o di strani poteri delle caramelle sono trovate commerciali che non rispettano il paziente, parliamo di caramelle dai poteri magici, non di medicina, non è forse giunto il momento di dirlo al paziente?
 
Anche la presunta convenienza dell’omeopatia è una trovata del marketing. Curarsi con l’omeopatia non conviene, è pericoloso e ha un costo maggiore (per vari motivi) che farlo con i farmaci veri. Non per niente, tutti i servizi sanitari nazionali nel mondo, la stanno depennando tra i trattamenti da offrire al pubblico.
 
Alla luce di questo, credo, ogni discussione sia inutile, risulta irrispettosa per chi ha malattie e per chi spende soldi per curarsi e, soprattutto, non tiene conto del dovere di giusta informazione e correttezza da parte dei produttori di medicinali, che siano normali o omeopatici. Prima il paziente, poi il guadagno.
 
Quello che ha fatto un omeopata, anzi, uno dei più importanti omeopati al mondo, Anthony Campbell, medico in pensione del London Homeopathic Hospital e direttore di Homeopathy, la più importante rivista di omeopatia: "se è impossibile dire con certezza che nessun rimedio sia efficace, qualsiasi effetto è piccolo e senza importanza. Almeno la grande maggioranza dei miglioramenti che riportano i pazienti, è dovuta a cause non direttamente collegate [all'omeopatia]".
 
Bene fa, quindi la multinazionale a pubblicizzare i suoi prodotti ma, prima che al guadagno, si pensi al paziente informandolo onestamente.
 
Salvo Di Grazia
Medico, divulgatore scientifico, saggista

03 febbraio 2019
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