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Informatore Scientifico del Farmaco. Perché è importante ‘ibridizzare’ la figura

12 SET - Gentile Direttore,
la lettera del Presidente di Fedaiisf, Dott. Antonio Mazzarella, ci induce ad un paio di considerazioni ulteriori rispetto a quanto esposto nel nostro studio. Il piacere per una replica così autorevole e dettagliata, come quella svolta dal dottor Mazzarella, non elimina, anzi, acuisce l’interesse per qualche nota a margine rispetto ai tanti punti su cui le opinioni nostre e del Presidente divergono.

A volere giungere subito al nocciolo della divergenza, si ha la sensazione che la convinzione esposta dal Dott. Mazzarella secondo cui l’ISF avrebbe un profilo “chiaro” non tenga adeguatamente conto di tre profili: il primo riguarda l’ambivalenza del dettato legislativo che all’art. 112 del d.lgs. 24 aprile 2006 n. 219 parla di “lavoro”, senza alcuna qualificazione ulteriore, il secondo concerne la posizione assunta da tempo dalla Corte di Cassazione e dalle Corti di merito (dalla risalente sentenza del Trib. Firenze 12 luglio 1985 in Giustizia Civile, 1985, I, pag. 2861 alla recente pronuncia del Trib. Milano, 30 dicembre 2015 in Rassegna di Diritto Farmaceutico, 2016, 1, 29 vi è un filo ininterrotto di pronunce sulla autonomia del rapporto dell’informatore), il terzo ha ad oggetto la prassi contrattuale che da tempo depone nella direzione dell’ammissibilità di un ISF-agente ed, in molti casi, di un ISF-procacciatore.


In altri termini, la posizione del Presidente di Fedaiisf, sostanzialmente negatoria dell’esistenza di un “problema ISF” sarebbe condivisibile se la legge stabilisse a chiare lettere la necessaria natura subordinata dell’ISF, se univoca fosse la prassi contrattuale sviluppata dalle case farmaceutiche ed, infine, se consolidata fosse la giurisprudenza. Sfortunatamente, nessuna delle tre condizioni è oggettivamente presente. Da lì una proposta, la nostra, che, come tutte le proposte, non ambisce ad essere portatrice di verità, ma che sicuramente non sconta il limite di alcuna norma imperativa.

Ibridizzare la figura, lungi dal costituire una soluzione “sterile” avrebbe probabilmente il pregio di regolamentare in modo migliore l’attività che in molti casi viene svolta di fatto dagli ISF contemperando meglio la vocazione scientifica con il tratto commerciale che è proprio della propaganda, con positive ricadute anche sul piano della certezza dell’obbligazione contributiva.
 
Lorenzo Maratea
Maurizio Campagna

12 settembre 2019
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