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Puglia. Nasce il Consiglio sanitario regionale

Ieri il via libera definitivo alla proposta di legge. La finalità principale è coinvolgere le professionalità del servizio sanitario regionale nei processi di riforma in materia di tutela della salute, attraverso un organismo tecnico consultivo della Giunta e del Consiglio.

16 MAR - All'unanimità il Consiglio regionale della Puglia ha dato il via libera alla proposta di legge che prevede la nascita del Consiglio sanitario regionale (Csr). La finalità principale come spiega una nota del Consiglio, è coinvolgere le professionalità del SSR nei processi di riforma condivisi in materia di tutela della salute attraverso questo nuovo organismo tecnico consultivo della Giunta regionale e del Consiglio.
 
IL CSR è presieduto dall’assessore regionale alla Sanità che ne coordina i lavori  ed è affiancato dal vice presidente vicario, nella persona del presidente dell’Ordine dei Medici designato dal coordinamento regionale degli stessi ordini provinciali.

Nel dettaglio, il nuovo organismo è composto dall’Ufficio di presidenza e dall’assemblea. Del primo fanno parte (oltre al presidente e ai due vice presidenti di cui uno vicario),  3 componenti in rappresentanza degli Ordini dei Farmacisti, Veterinari e  Psicologi, 4 componenti per le aree infermieristica e ostetrica, riabilitativa, tecnico-sanitaria e della prevenzione; i presidi delle facoltà di Medicina delle Università pugliesi e  2 componenti in rappresentanza delle associazioni di volontariato.


L’assemblea, oltre che dall’Ufficio di Presidenza, è composta dai Presidenti degli Ordini dei Medici;  da 9 medici, di cui 5 operanti nella medicina territoriale (1 di medicina generale, 1 di pediatria di libera scelta, 1 della medicina preventiva, 1 di organizzazione sanitaria distrettuale ed 1 di medicina specialistica ambulatoriale) e 4 di medicina ospedaliera (3 di strutture pubbliche e 1 di strutture private);  da due psicologi; due farmacisti di cui uno dipendente del SSR; due odontoiatri; due medici veterinari di cui uno dipendente della sanità pubblica veterinaria;  otto operatori sanitari di professioni non presenti nell’Ufficio di Presidenza: biologi, chimici, ostetriche, tecnici di radiologia, tecnici di laboratorio bio-medico, tecnici della prevenzione, fisioterapisti, dietisti;  tre componenti designati dai Tribunali dei diritti del malato; due  dalle Associazioni malattie rare (CoReMaR e  AMaRe Puglia); due dalle Associazioni donatori di organi operanti sul territorio regionale; da un rappresentante del Coordinamento Regionale Ente Ausiliario (CREA) e uno dell’Agenzia Pugliese per l’Intervento e lo Studio delle Dipendenze (APIS); da due componenti in rappresentanza dalle Associazioni di trapiantati presenti sul territorio regionale; da tre indicati  dalle organizzazioni del privato sanitario e socio-sanitario riconosciute presenti in Puglia;  due Direttori Sanitari designati dalle Associazioni rappresentative degli Istituti privati; dai  Direttori Generali dell’ARPA e dell’ARES e dal Direttore di Dipartimento dell’Assessorato alla Sanità e alle Politiche Sociali.

I compiti principali del CSR
-    Fornire pareri sugli effetti e sui risultati prodotti dalle deliberazioni di Giunta e dalle leggi del Consiglio in materia di tutela della salute, contribuendo all’innovazione ed allo sviluppo della qualità dei servizi sanitari e socio-sanitari
-    Svolgere attività di valutazione della qualità dei percorsi formativi relativi alle figure professionali che intervengono nelle attività sanitarie e socio-sanitarie; elaborare linee-guida e pareri sugli aspetti di carattere strettamente tecnico-scientifico sulle attività sanitarie
-    Fungere da Osservatorio sulle attività di ricerca medico-scientifica condotte nella Regione Puglia.

Il CSR dura in carica tre anni ed i relativi oneri finanziari sono a carico dei rispettivi ordini e collegi professionali. Per la formulazione dei pareri il presidente dell’assemblea si avvale, ai fini dell’istruttoria, del personale del SSR o di esperti, si indicazione delle società scientifiche di settore (con oneri a carico di queste ultime). Inoltre alle sedute dell’assemblea possono partecipate i dirigenti e i funzionari regionali e delle aziende sanitarie interessate.

16 marzo 2016
© Riproduzione riservata


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