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Anaao Veneto: “Sconcertante che i medici in formazione vengano ingiustamente indicati come capro espiatorio”


04 MAG - L’Anaao aziendale e regionale del Veneto definisce “inaccettabili” le dichiarazioni del Direttore sanitario dell'Ao di Padova, Daniele Donato, che ha nei fatto accusato gli specializzandi di avere favorito la diffusione del coronavirus con i loro "momenti di socializzazione". Per l'Anaao, infatti, "se da un lato analizzare gli errori e le responsabilità della catena decisionale per migliorare il sistema organizzativo è importante, è profondamente sconcertante che solo in questa Azienda Ospedaliera, una delle più grandi d’Italia, i medici in formazione – la categoria indiscutibilmente e politicamente più debole in quanto ultimo gradino gerarchico – siano stati ingiustamente indicati come capro espiatorio per giustificare i contagi verificatisi”, scrivono in una nota congiunta Antonella Muraro, segretario Anaao Aou di Padova; Mirko Schipilliti, coordinatore provinciale Anaao Ausl, 6 Euganea, Azienda Ospedaliera-Università, IOV; e Adriano Benazzato, Segretario Anaao Veneto.
 

Il sindacato evidenzia come in molte occasioni erano state segnalate “le molteplici e importanti criticità inerenti la sicurezza sul lavoro, evidenziatesi nelle prime settimane dell’epidemia. Nella drammaticità del momento sono riemerse le note gravi carenze di organico medico, la scarsità o mancanza di dispositivi di protezione e di istruzioni – anche logistiche – definite e coerenti. In conclusione, sembrava mancare un programma operativo strutturato e tempestivo”.
 
Ma la responsabilità è “di chi deve saper ottemperare al proprio ruolo e prendersi carico dell’evento, con rispetto di tutti gli operatori e delle loro competenze secondo uno spirito autentico fiduciario di cautela del Datore di Lavoro. L’ assunzione efficace di questa responsabilità è l’unica che può trasformare anche un’emergenza in un’opportunità di rafforzamento per la nostra Azienda e non di indebolimento. Chi non è in grado di recepire la sfida professionale e morale di questo tipo di responsabilità nella condivisione, dovrà considerare realisticamente di non avere più alcuna legittimazione di credibilità e di ruolo istituzionale”.

Per l’Anaao, in definitiva, “non è più tollerabile che si continuino a far ricadere le responsabilità dei contagi intraospedalieri su chi è coinvolto nelle attività assistenziali, colpevolizzandolo e delegittimandolo”.

04 maggio 2020
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