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Emilia Romagna. Demenze, sanità e sociale in un trattamento unico. Un nuovo progetto d’integrazione

La Regione ha avviato un nuovo progetto per il trattamento delle demenze. Non solo cure strettamente sanitarie, ma anche integrazione con il lavoro degli assistenti sociali. Grazie alle Case della Salute migliora l’offerta dei servizi territoriali. Riorganizzati i centri per i disturbi cognitivi e le demenze.

10 MAR - Integrazione dei servizi sanitari, sociali e socio-sanitari, con una presa in carico congiunta del paziente. Case della salute a disposizione dei pazienti per migliorare l’offerta territoriale. Sono queste le principali strategie messe in pratica dalla Regione Emilia Romagna che ha aggiornato l’assetto organizzativo ed operativo dei centri per i disturbi cognitivi e demenze. Il tutto attraverso una normativa che aggiorna il progetto regionale demenze (DGR 990/16). A presentare la nuova veste dell'iniziativa regionale, ieri 9 marzo, a Parma, è stata Antonella Carafelli del Servizio Assistenza Territoriale Regione Emilia-Romagna.
 
Già pronti anche i programmi futuri: uno dei terreni di impegno per i prossimi anni è l’attuazione della legge regionale sul caregiver. “Nelle linee regionali – ha spiegato Carafelli - sono state date delle indicazioni affinché il servizio sociale venisse integrato all’interno delle case della salute. Oltre il 70% di queste ha l’assistente sociale, figura fondamentale per il trattamento delle demenze in un’ottica di integrazione”.

Nel luglio dello scorso anno, con la delibera della Regione, si è vissuto un momento decisivo per il futuro dei Centri. Attraverso questo documento è stato inviato a tutte le Direzioni Sanitarie il Piano Nazionale delle demenze, all'interno del quale è posto il PDTA delle demenze della R.E-R, che ha visto impegnate per 2 anni 10 commissioni con tutti gli operatori che nei Centri dei Disturbi Cognitivi.
 
“Lo stesso si può dire del Progetto regionale delle Case della Salute che la Regione sta portando avanti in questi anni - ha sottolineato Enrico Montanari, del Polo neurologico interaziendale AUSL AOU Parma - e che sta ridefinendo la Rete dei servizi che a livello territoriale assolve all’assistenza specie in quelle patologie croniche di cui la Demenze è parte importante la realizzazione di questa innovazione organizzativa è avvenuta particolarmente nelle Aziende sanitarie di Parma e Modena”.
 
“L' AUSL di Modena – ha continuato Andrea Fabbo, del Programma Aziendale demenze AUSL Modena - attraverso il Programma Demenze, coordina la rete dei servizi dedicata alle demenze che è costituita da 10 CDCD, 7 Distrettuali e 3 ospedalieri di 2 ° livello, da un Nucleo Ospedaliero Demenze di 20 p.l. destinato alle emergenze comportamentali, un Day Service per i disturbi cognitivo-comportamentali, 4 Nuclei Alzheimer per assistenza residenziale temporanea (c/o case- residenza), 2 Centri Diurni Demenze ed il progetto demenze per la medicina generale che ha arruolato 6.800 persone nel 2016”.

Il progetto è stato realizzato grazie il contributo non condizionato di Mylan.

10 marzo 2017
© Riproduzione riservata


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