Quotidiano on line
di informazione sanitaria
Martedì 24 SETTEMBRE 2019
Regioni e Asl
segui quotidianosanita.it

Lombardia. Bresciani: “Rivedere numero chiuso in medicina”

L'assessore alla Sanità lombardo Luciano Bresciani torna a lanciare l'allarme sulla futura carenza di camici bianchi che "solo in Lombardia creerà un buco negli ospedali di 7.600 specialisti entro il 2015”. E lo fa a margine del 113° Congresso nazionale del SIC (Società Italiana di Chirurgia) in corso a Firenze in cui sollecita pure di “aprire ai finanziamenti privati i corsi di specialità”.

04 OTT - "Se non modifichiamo il numero chiuso alla Facoltà di Medicina - dice Bresciani - la Lombardia rischia di restare senza medici e di doverli importare da altre regioni, se non addirittura dall'estero, dove non abbiamo garanzie sugli standard di qualità". Quindi Bresciani rilancia con forza una proposta che farà discutere: ripensare il numero chiuso, per contrastare l'emergenza medici, dando il via a una esperienza pilota in Lombardia. "Nella nostra regione - denuncia - gli ospedali si stanno svuotando: entro il 2015, con tutti i camici bianchi che andranno in pensione, ne avremo 7.600 in meno. Una voragine, pari al 40 per cento di quelli in servizio nel 2010".
Tante, troppe le specialità a rischio: medicina interna, anestesia e rianimazione, chirurgia generale, ginecologia e ostetricia, cardiologia, ortopedia e traumatologia, pediatria, psichiatria e nefrologia. I posti disponibili per i corsi post laurea in tutte queste specialità in Lombardia oggi sono appena 750. Troppo pochi, tanto che la Regione da tempo ha chiesto che vengano portati a 1.277.
"Qui è in discussione il federalismo in sanità", sottolinea Bresciani, che, a sostegno della sua proposta per far partire in Lombardia una sperimentazione pilota alle facoltà di Medicina, cita un altro dato: "La Lombardia, con i suoi 9 milioni e 743.000 abitanti, ha il 12,46 per cento dei corsi di medicina in Italia, mentre il Lazio, che ha una popolazione di 5 milioni 727.000 persone, ne ha più del 16 per cento. Uno squilibrio assurdo". Bresciani va avanti: "E' una battaglia federalista, basata sulla forza dei numeri, che parlano da soli".

Ad aggravare la sproporzione tra le necessità del sistema ospedaliero e i giovani medici ci sono anche le percentuali di chi abbandona: una cifra che sfiora il 6 per cento.
"Basta con una cultura chiusa nel mortaio del finanziamento statale. Si deve avere il coraggio e la lungimiranza - conclude l'assessore - di ripensare il cosiddetto 'numero chiuso' a Medicina e aprire ai privati i corsi di specializzazione. Altrimenti tra qualche anno saremo ancora qui a discutere sulla fuga dei nostri cervelli".

04 ottobre 2011
© Riproduzione riservata


Altri articoli in Regioni e Asl

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWS LETTER
Ogni giorno sulla tua mail tutte le notizie di Quotidiano Sanità.

gli speciali
Quotidianosanità.it
Quotidiano online
d'informazione sanitaria.
QS Edizioni srl
P.I. 12298601001

Via Boncompagni, 16
00187 - Roma

Via Vittore Carpaccio, 18
00147 Roma (RM)


Direttore responsabile
Cesare Fassari

Direttore editoriale
Francesco Maria Avitto

Direttore generale
Ernesto Rodriquez

Redazione
Tel (+39) 06.59.44.62.23
Tel (+39) 06.59.44.62.26
Fax (+39) 06.59.44.62.28
redazione@qsedizioni.it

Pubblicità
Tel. (+39) 06.89.27.28.41
commerciale@qsedizioni.it

Copyright 2013 © QS Edizioni srl. Tutti i diritti sono riservati
- P.I. 12298601001
- iscrizione al ROC n. 23387
- iscrizione Tribunale di Roma n. 115/3013 del 22/05/2013

Riproduzione riservata.
Policy privacy