Garattini all’Aifa. Un ritratto del Guru del farmaco in “dolcevita”
Un’icona anche estetica. Il suo perenne “dolcevita” (quasi sempre bianco) ha anticipato di decenni il maglioncino di Marchionne e ha contribuito a dare all’uomo quell’alone di austerità quasi ascetica che ne ha fatto per tutti questi anni il “Catone censore” del farmaco.
Memorabili le sue prese di posizione degli anni’90 contro l’eccessivo numero di farmaci in commercio in Europa che lo portarono a sostenere che la lista dei 300 farmaci essenziali dell’Oms fosse più che sufficiente anche per i ricchi Paesi occidentali.
Chiamato alla Cuf (Commissione unica del farmaco) del Ministero della Salute, antesignana dell’Aifa, subito dopo lo scandalo di Farmacopoli dei primi anni ’90, non riuscì a coronare il suo sogno della lista dei magnifici “300” ma si deve comunque a lui la prima grande sfoltita del prontuario farmaceutico dopo decenni di immissioni facili.
Bestia nera, osteggiata ma anche molto corteggiata, per l’industria farmaceutica, Garattini è sempre andato avanti per la sua strada di ricercatore e soprattutto di analista del farmaco e delle sue politiche.
Un cammino sempre interno all’Istituto Mario Negri, dal nome del filantropo milanese scomparso nel 1960 che, con un apposito lascito testamentario, rese possibile la costituzione dell'Istituto fondato dallo stesso Garattini nel 1963.
“Siamo partiti in 22 – si legge nel sito web dell'Istituto – il gruppo attivo all'Istituto di Farmacologia dell'Università di Milano e siamo cresciuti nel tempo e nello spazio: siamo oggi quasi 900 in quattro sedi. Abbiamo creato un centro al servizio delle conoscenze scientifiche e degli ammalati. Oltre 11.000 pubblicazioni in riviste scientifiche internazionali hanno riscosso interesse tanto che, tra i 50 ricercatori italiani di tutte le discipline scientifiche più citati nel mondo, quattro appartengono al Mario Negri”. E, poi, con orgoglio: “le difficoltà sono state molte, perché viviamo in un Paese dove la ricerca non è mai stata una priorità. Abbiamo sempre posto in primo piano la libertà, anche se ciò ha comportato sacrifici economici. Non abbiamo debiti”.
Da questa postazione Garattini ha dominato con alterna visibilità l’evoluzione delle politiche farmaceutiche italiane. Non facendo mai mancare la sua vena corrosiva quando si parla di sprechi o, suo nemico giurato, di omeopatia e medicine alternative varie.
Gratificato di moltissime onorificenze tra cui spicca la Legion d'Onore della Repubblica Francese per meriti scientifici, ha annoverato un’infinita d’incarichi prestigiosi ed è tuttora: Presidente dell'Associazione "Via di Natale" e della Fondazione Angelo e Angela Valenti; Presidente della Commissione Tecnica per l'Assistenza Farmaceutica, Regione Autonoma della Sardegna; Componente Comitato Strategico per il Welfare, Regione Lombardia; Componente del Consiglio Superiore di Sanità e Membro del Comitato Nazionale di Bioetica; Membro Comitato Scientifico AISLA; Membro Comitato Scientifico Internazionale, Centro di Riferimento Oncologico, Aviano; Membro Comitato Scientifico del Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri; Membro Consiglio Direttivo Associazione ADAMO Onlus; Membro Commissione ‘Recommendation for the Call’, Wemos Foundation, Amsterdam; Membro Development Advisory Board of the International Center for Biomedical Sciences (ICBMS), Luxu Town, Wujiang City, China. Fellow della New York Academy of Sciences, dell' American Association for the Advancement of Science e di numerose società scientifiche nazionali ed internazionali. Honorary Fellow Royal College of Physicians (Pharmaceutical Medicine).
Ora, alla veneranda età di quasi 84 anni, portati magnificamente, è stato scelto dal ministro della Salute Balduzzi per sostituire l’economista Claudio De Vincenti (nel frattempo nominato sottosegretario nel Governo Monti) quale membro del Consiglio di amministrazione dell’Aifa di nomina ministeriale.
Una nomina annunciata oggi pomeriggio con un comunicato di tre righe del ministro, asciutto e senza fronzoli, come sarà senz’altro piaciuto a Garattini. Tutti contenti? Vedremo a breve, dalle prime mosse del “Guru in dolcevita”.
Cesare Fassari
16 Febbraio 2012
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