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La replica degli Omeopati italiani


19 MAR - Di seguito, il comunicato divulgato dall'Amiot in occasione della pubblicazione del report australiano.
 
"L’Associazione Medica Italiana di Omotossicologia (Amiot) prende una posizione chiara e forte nei confronti delle notizie di stampa circolate in questi giorni sui risultati di un documento completato a marzo 2015, critico sull’efficacia dell’omeopatia, confezionato dal National Health and Medical Research Council (NHMRC), Istituto australiano di ricerca medica, secondo il quale l’omeopatia sarebbe una pratica inefficace per il trattamento delle patologie mediche e potrebbe mettere a rischio la salute di chi la utilizza. Gli esperti e ricercatori dell’AMIOT sottolineano come il rapporto Australiano non sia uno studio basato su prove scientifiche di efficacia, e ne contestano anche il carattere di novità.
 
“Si tratta banalmente della riproposizione e completamento di un’analisi già ampiamente pubblicizzata a settembre dell’anno scorso - ha dichiarato Leonello Milani, medico specializzato in Neurologia e membro del Comitato scientifico AM - che non apporta alcun elemento innovativo o prova significativa nel più ampio panorama della letteratura scientifica. Stupisce che alcune riviste strumentalizzino la vicenda ‘strombazzando’ di un ‘nuovo studio scientifico’: la scientificità di una ricerca è determinata in via esclusiva dalla pubblicazione su riviste indicizzate peer-reviewed. Dove è stato pubblicato il documento Australiano? Su nessuna rivista scientifica, solo sul sito dell’istituto di ricerca stesso che l’ha prodotto: penso non occorra aggiungere altro”. Il documento Australiano - come precisato dall’Homeopathy Reserch Institute, una delle più prestigiose organizzazioni per la ricerca scientifica di alta qualità in omeopatia - “non riflette in modo accurato i risultati degli studi di ricerca originari sull’omeopatia, e la conclusione che non vi siano evidenze per dimostrare che l’omeopatia sia un trattamento efficace per le patologie cliniche riportate è fortemente esagerata; inoltre, le reazioni pubblicate su alcuni mass-media hanno interpretato tale conclusione ‘a senso unico’, sottendendo che non esistano studi positivi che dimostrino che l’omeopatia è efficace, è questo è falso”.

 
Le parole del Prof. Paolo Roberti di Sarsina, dell’Osservatorio Metodi per la Salute dell'Università di Milano - Bicocca, Medico ed esperto di fama internazionale nell'ambito delle Medicine Non Convenzionali - confermano peraltro i dubbi di Milani: “Gli studi negativi presi ad esempio da questo documento Australiano utilizzano sempre l’omeopatia in modo difforme dal protocollo della corretta pratica omeopatica, pertanto i risultati non potranno che essere che scarsi. Ma le prove di efficacia della medicina complementare e non convenzionale sono ormai così numerose e solide che solo chi è in mala fede può ignorarle. Così facendo, non si aiuta certamente il progresso della scienza e della ricerca, e si ostacola la libertà di scelta terapeutica degli stessi medici e pazienti”.
 
Seguendo questo metodo davvero discutibile - hanno aggiunto gli esperti AMIOT - certamente l’omeopatia risulterà inefficace, ma seguendo il medesimo metodo anche qualunque medicinale allopatico risulterebbe “inefficace” o poco efficace. “Ormai - aggiunge Roberti di Sarsina - sono numerosi, nonostante i pregiudizi e l’assenza di finanziamenti per la ricerca, gli studi scientifici pubblicati che confermano la superiorità delle Medicine Non Convenzionali rispetto al placebo, prova ne sia che la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha emanato di recente il nuovo piano strategico mondiale pluriennale per la valorizzazione della Medicina Non Convenzionale”.
 
Anche Simonetta Bernardini, Medico e responsabile dell’Ospedale pubblico di Pitigliano, il primo Centro in Italia di Medicina Integrata che prevede l’uso di medicine complementari in corsia, conferma le critiche al documento Australiano: “Il peggiore ‘bias’ scientifico è il pregiudizio, ovvero il giudizio confezionato a prescindere, basato su informazioni parziali: è incredibile che per l’analisi australiana siano stati presi in esame, non si capisce in base a quale criterio, 225 studi - guarda caso tutti critici verso l’omeopatia! - a fronte di migliaia di lavori scientifici che documentano al contrario quanto siano efficaci i medicinali omeopatici per diverse patologie”. In Italia i farmaci omeopatici sono parte della categoria dei farmaci non convenzionali per la cura delle malattie - si tratta di farmaci, così classificati dalla Direttiva Europea sul farmaco, non di “rimedi” - che vengono impiegati con successo da 11 milioni di italiani e prescritti da 20.000 medici iscritti all'Albo, segno di una vera e propria apertura alla medicina complementare per la cura e per la prevenzione delle malattie e per il mantenimento in buon equilibrio dell’organismo.
 
L’Amiot è convinta del fatto che l’omeopatia può essere “pericolosa” solo nel momento in cui viene utilizzata da “mani non mediche”: l’Associazione ha quindi come priorità la formazione e valorizzazione di una classe medica di professionisti in grado di utilizzare al meglio le metodiche della medicina complementare, per garantire ai pazienti corrette diagnosi e trattamenti appropriati che rendano l’accesso ai farmaci non convenzionali estremamente affidabile, sicuro e funzionale al miglioramento del loro stato di salute".

19 marzo 2015
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