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Diabete 1. Una terapia genica per combattere la malattia

Un gruppo di ricercatori del San Raffaele di Milano e di altri Istituti ha messo a punto una nuova terapia genica, studiata su modello animale, che potrebbe in futuro essere utile per ripristinare la tolleranza all’insulina. In pratica, questa terapia, mirata sul fegato, potrebbe combattere il meccanismo, alla base della malattia, per il quale i linfociti T distruggono le cellule beta produttrici dell’insulina. Lo studio** su Science Translational Medicine

01 GIU - Una particolare terapia genica potrebbe ripristinare la tolleranza all’insulina, bloccando la progressione del diabete 1. Lo afferma uno studio, condotto su modello animale di topo, che è stato realizzato da un gruppo di scienziati in parte italiani affiliati all’Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica (TIGET) dell’IRRCS Istituto Scientifico universitario San Raffale di Milano, all’Università Vita-Salute San Raffaele dello stesso Istituto e alla Stanford School of Medicine, a Stanford. I risultati dello studio sono pubblicati sulla prestigiosa rivista Science Translational Medicine.
 
Il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune, nella quale il sistema immunitario non riconosce particolari cellule, chiamate cellule beta, che producono insulina all’interno del pancreas: scambiandole come estranee all’organismo, il sistema immunitario le attacca, distruggendole.

L’insulina è un ormone molto importante, dato che aiuta le cellule ad assorbire lo zucchero, regolando i livelli di glucosio nel sangue (favorisce il trasferimento del glucosio alle cellule), e in sua assenza si verifica un aumento di tale glucosio ematico.
Nei pazienti diabetici, le immunoterapie che agiscono tentando di regolare questo sistema immunitario, ‘iperattivo’ rispetto alle cellule beta, si sono finora dimostrate inefficaci, spiegano gli autori dello studio.
Secondo i ricercatori, questa nuova terapia genica potrebbe offrire una strategia per trattare il diabete di tipo 1, bloccando l’azione del sistema immunitario che distrugge le cellule beta produttrici dell’insulina.
 
Da anni, diversi gruppi di scienziati studiano la possibilità di utilizzare terapie fondate sull'impiego di materiale genetico, che svolgano un intervento sui meccanismi alla base della malattia.
Nello studio odierno, Mahzad Akbarpour e i suoi colleghi hanno messo a punto una trattamento specifico che punta a combattere l’azione dei linfociti T (specifiche cellule del sistema immunitario) diretta contro le cellule beta produttrici dell’insulina, per far sì che essi non distruggano più tali importanti cellule.
 
Tale terapia ha come bersaglio il fegato, un organo noto per ospitare un ambiente particolarmente immunosoppressivo. In pratica, gli scienziati hanno utilizzato una forma innocua di lentivirus (virus della famiglia dei Retroviridae) che serve per veicolare ed inviare nelle cellule del fegato un gene che codifica per ('produce') un antigene* di insulina, noto come insulina B catena 9-23.
La chiave, dunque, consiste nell’invio di questo nuovo gene (infatti si tratta di una terapia genica) e nell’antigene citato: in pratica, tale antigene mobilita un particolare gruppo di linfociti T, i linfociti T regolatori (Treg), coinvolti nei processi regolatori e in particolare nella soppressione della risposta immunitaria. Questi ultimi Treg sopprimono, nel fegato e nei tessuti vicini, incluso quello del pancreas, le cellule T ‘nemiche’ che attaccano le cellule beta.
Dunque, i linfociti T regolatori assumono una parte centrale in questo processo e tale studio conferma il loro ruolo nel produrre la tolleranza immunologica (tolleranza alla base della quale vi è appunto il processo di soppressione delle cellule immunitarie che si attivano contro le cellule beta).
In base ai risultati della ricerca, nel topo questo meccanismo ha arrestato la progressione della malattia e ha favorito il ripristino di livelli di glucosio normali nel sangue. Combinando la terapia genica con un trattamento anticorpale esistente a basse dosi, inoltre, nell’animale è stato possibile invertire la progressione del diabete già avanzato.
Con ulteriori sviluppi, spiegano gli scienziati, questa nuova terapia genica basata antigene potrebbe aiutare a ripristinare la tolleranza immunologica sia al momento della comparsa che in una fase avanzata di diabete di tipo 1. 
 
*In generale, un antigene è una sostanza ‘estranea’ che, introdotta nell’organismo, comporta la formazione di anticorpi e, reagendo con tali anticorpi, la produzione di una risposta immunitaria.       
 
Viola Rita
 
**Mahzad Akbarpour, Kevin S. Goudy, Alessio Cantore, Fabio Russo, Francesca Sanvito, Luigi Naldini, Andrea Annoni e Maria Grazia Roncarolo, Insulin B chain 9–23 gene transfer to hepatocytes protects from type 1 diabetes by inducing Ag-specific FoxP3+ Tregs, Sci. Transl. Med. DOI: 10.1126/scitranslmed.aaa3032     

01 giugno 2015
© Riproduzione riservata


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