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Spesa farmaceutica cresce del 7,8% e arriva a 21,3 miliardi. Pani (Aifa): “Paghiamo impatto nuovi farmaci ad alto costo”. I primi dati Osmed

Boom per la classe A in distribuzione diretta o per conto (+37,4%) e cresce anche l’ospedaliera del 12,8% mentre la convenzionata è in lieve calo. Antineoplastici e immunomodulatori si confermano categoria a maggior spesa pubblica. Ticket in crescita dell’1,4%. Ancora progressi da fare sull’aderenza terapeutica. Pani: “Dati riflettono chiaramente l’impatto, soprattutto sull'ospedaliera, dei medicinali innovativi ad alto costo immessi sul mercato lo scorso anno”. IL RAPPORTO OSMED GENNAIO/SETTEMBRE 2015

27 GEN - L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha pubblicato oggi il Rapporto Osmed sull’uso dei farmaci relativo ai primi nove mesi dell’anno 2015, che descrive l’utilizzo dei medicinali in Italia, a livello nazionale e regionale.

Nei primi nove mesi del 2015 la spesa farmaceutica nazionale totale (pubblica e privata) è stata pari a 21,3 miliardi di euro, di cui il 76,5% è stato rimborsato dal SSN (+7,8% rispetto al 2014). La spesa farmaceutica territoriale pubblica si è attestata a quota 9.727 milioni di euro (circa 159 euro pro capite), con un aumento del +9,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Tale aumento è dovuto principalmente alla crescita del +37,4% della spesa per medicinali di classe A erogati in distribuzione diretta e per conto  per l’erogazione attraverso questo canale dei farmaci più costosi; la spesa farmaceutica convenzionata  ha, invece, registrato un lieve calo (-0,7%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

I consumi. Gli italiani hanno consumato 1.041,1 dosi ogni mille abitanti in regime di assistenza convenzionata con un lieve incremento rispetto all’anno precedente (+0,5%). I consumi crescenti sono in linea con la tendenza generale dell’invecchiamento della popolazione e della cronicizzazione delle patologie.

Per quanto riguarda il focus sulle diverse realtà regionali, i più alti livelli di consumo in regime di assistenza convenzionata sono stati osservati nel Lazio (1.191,9 DDD/1000 ab die), in Calabria (1.171,8 DDD/1000 ab die) e in Puglia (1.149,6 DDD/1000 ab die), mentre i consumi più bassi sono stati riscontrati nella Provincia Autonoma di Bolzano (773,0 DDD/1000 ab die), in Liguria (875,4 DDD/1000 ab die) e in Veneto (933,1 DDD/1000 ab die).

Spesa nelle regioni. Le tre Regioni che hanno fatto registrare la spesa farmaceutica convenzionata di classe A-SSN più elevata sono state la Campania con 167,5 euro pro capite, la Puglia con 161,6 euro e la Calabria con 158,6 euro; al contrario la Provincia Autonoma di Bolzano, l’Emilia Romagna e la Toscana hanno mostrato la spesa pro capite più bassa, pari rispettivamente a 97,0 euro, 103,0, euro e 108,0 euro; tali valori si assestano ben al di sotto della media nazionale di 134,4 euro.

 I farmaci a maggior spesa. I farmaci antineoplastici e immunomodulatori si confermano anche nel 2015 la prima categoria a maggior spesa pubblica (comprensiva della spesa farmaceutica convenzionata e della spesa per l’acquisto dei farmaci da parte delle strutture sanitarie pubbliche), mentre i farmaci del sistema cardiovascolare vengono superati nella spesa dai farmaci antimicrobici.
 
Appropriatezza. Gli indicatori di appropriatezza hanno mostrato un livello non sempre ottimale dell’aderenza al trattamento. In particolare, per quanto riguarda il sistema cardiovascolare, il 58,9% dei pazienti è risultato aderente agli ipertensivi, mentre meno della metà dei pazienti (47,4%) ha assunto regolarmente il trattamento con gli ipolipemizzanti. Relativamente al trattamento dell’ipertensione, è stato confermato l’uso inappropriato, già evidenziato negli anni precedenti, delle associazioni fisse di calcio-antagonisti con molecole attive sul sistema renina-angiotensina. Per quanto riguarda l’utilizzo dei farmaci inibitori della pompa acida, sebbene ancora distanti da livelli di appropriatezza accettabili, l’indicatore ha mostrato nel 2015 un trend verso l’appropriatezza. Il monitoraggio dell’appropriatezza ha evidenziato, inoltre, un andamento temporale crescente dell’uso dei biosimilari nei pazienti naïve, sebbene ci siano ancora spazi di miglioramento.

Ticket. Nel 2015 l’incidenza della compartecipazione a carico del cittadino (comprensiva del ticket per confezione e della quota a carico del cittadino eccedente il prezzo di riferimento sui medicinali a brevetto scaduto) sulla spesa convenzionata lorda mostra un leggero aumento pari al 13,9% rispetto al 13,3% registrato nel 2014. L’ammontare complessivo della spesa per compartecipazioni a carico del cittadino sui medicinali di classe A è risultata pari a 1.136 milioni di euro, in aumento, anche se contenuto, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente del +1,4%. Resta costante la riduzione del ticket fisso per ricetta (-2,4%) mentre è stato evidenziato un incremento della quota a carico del cittadino eccedente il prezzo di riferimento per i medicinali a brevetto scaduto (+3,5%), sebbene più contenuto rispetto allo scorso anno. L’incidenza percentuale della quota a carico del cittadino eccedente il prezzo di riferimento per i medicinali a brevetto scaduto è pari al 64,7% con un valore di spesa pari a 735 milioni di euro, mentre il ticket per confezione, ha pesato per il 35,3%, con un valore di spesa di 401 milioni di euro.
 


27 gennaio 2016
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