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Adolescenza. Nelle realtà povere, i genitori “positivi” fanno la differenza

Un atteggiamento affettuoso e motivante da parte dei genitori riduce notevolmente le difficoltà di  vivere in un ambiente socio-economicamente svantaggiato, che tuttavia determina modificazioni anche a livello cerebrale. E i risultati si vedono soprattutto nei successi scolastici.

03 LUG - (Reuters Health) – Un atteggiamento positivo e affettuoso dei genitori può compensare i disagi che comporta vivere in uno stato di povertà. A questa conclusione è giunto uno studio australiano, appena pubblicato da Jama Psychiatry. “Sappiamo dalle scienze sociali che crescere in un ambiente socio-economicamente svantaggiato è dannoso per lo sviluppo”, dice l’autore principale dello studio, Nick Allen, professore di psicologia presso l’Università di Eugene, Oregon,  affiliata all’Università di Melbourne, Australia.”Con il nostro studio abbiamo cercato di capire come i bambini vengano colpiti da questa condizione e quali risposte possiamodare”.

Lo studio
I ricercatori hanno analizzato i dati relativi a 166 adolescenti di Melbourne, di età compresa tra gli 11 e i 20 anni, che già avevano preso parte uno studio più grande. Tutti i ragazzi sono stati sottoposti a tre MRI nel periodo iniziale, intermedio e finale dell`adolescenza. I ricercatori hanno anche analizzato l’ ambiente familiare e il quartiere di residenza sotto l`aspetto socio-economico. Ulteriori valutazioni sono state condotte sul rendimento scolastico e sul comportamento dei genitori. I dati relativi ai genitori comprendevano il livello di istruzione, il reddito e lo stato socio-economico della famiglia. Per valutare i comportamenti genitoriali, i ricercatori hanno osservato l’interazione degli adolescenti con le loro madri in due sedute della durata di 20 minuti. Queste includevano pianificazioni di cose da fare o risoluzione di problemi. I comportamenti parentali considerati positivi consistevano in approvazione, convalida, osservazioni affettuose o simpaticamente ironiche.


Le evidenze
Il gruppo di ricerca ha scoperto che il livello economico del quartiere, non quello familiare, è associato a differenze di sviluppo cerebrale nel periodo compreso tra l`ìnizio e la fine dell’adolescenza. I bambini più svantaggiati hanno mostrato, in particolare, differenze nei lobi temporali del cervello; differenze che potrebbero influenzare la gestione dello stress, la memoria e l`espressione verbale. “L’adolescenza è un momento importante per lo sviluppo del cervello. In questo periodo avvengono cambiamenti che influenzano la vita, fornendo la capacità di adeguare il comportamento e di relazionarsi con gli altri”, ha sottolineato Allen. I comportamenti genitoriali positivi, tuttavia, sembrano moderare gli effetti negativi di un ambiente povero. Questi effetti negativi colpiscono specialmente una regione del cervello, l`amigdala, che ha un ruolo centrale nel regolare le emozioni.

Al contrario, la combinazione tra crescita in un quartiere economicamente svantaggiato e scarsa positività del comportamento parentale è legata a maggiori probabilità di abbandono della scuola, soprattutto nei maschi. “Siamo rimasti sorpresi nello scoprire che la genitorialità può effettivamente cambiare sviluppo e comportamenti”, conclude Allen. “Dobbiamo ancora lavorare su cambiamenti politici e sociali per allontanare le persone dalla povertà, ma sostenere le famiglie potrebbe essere una parte importante di questo quadro di azione”.

Fonte: JAMA Psychiatry 2017

Carolyn Crist

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

03 luglio 2017
© Riproduzione riservata


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