Essere sedentari uccide: ogni anno in Italia muoiono quasi 90mila persone perché fanno poco moto, sono il 14,6% di tutte le morti 

Essere sedentari uccide: ogni anno in Italia muoiono quasi 90mila persone perché fanno poco moto, sono il 14,6% di tutte le morti 

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Gli italiani sono troppo sedentari: solo la metà degli adulti raggiunge il livello minimo consigliato di attività fisica. E tra i bambini va anche peggio: solo uno su quattro dedica almeno un'ora a settimana a giochi in movimento. Le evidenze emergono dai dati riportati nel Rapporto Istisan “Movimento, sport e salute: l’importanza delle politiche di promozione dell’attività fisica e le ricadute sulla collettività”, realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità, dal Ministero della Salute e dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano e presentato oggi in un convegno all’Iss dedicato all’argomento. IL RAPPORTO

Solo un italiano su due tra gli adulti raggiunge i livelli raccomandati di attività fisica e un bambino su quattro dedica al massimo un giorno a settimana (almeno un’ora) allo svolgimento di giochi di movimento. Inoltre, circa un italiano su tre pratica sport nel tempo libero, anche se tale pratica interessa maggiormente le fasce d’età più giovani. Sono questi alcuni dei dati riportati nel Rapporto Istisan “Movimento, sport e salute: l’importanza delle politiche di promozione dell’attività fisica e le ricadute sulla collettività”, realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss), dal Ministero della Salute e dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano (Coni) e presentato oggi in un convegno all’Iss dedicato all’argomento.

“La promozione dell’attività fisica – sottolinea Walter Ricciardi, Presidente dell’Iss – è sicuramente importante a livello del singolo, ma anche e soprattutto in una visione societaria, per la quale diventa necessario un approccio multi-disciplinare e multi-settoriale, frutto della collaborazione di varie istituzioni e del coinvolgimento di diversi settori (educazione, trasporti, ambiente, politiche fiscali, media, industria, autorità locali), affinché l’attività fisica possa diventare direttamente integrata nella quotidianità di ognuno e affinché il singolo individuo possa farsi promotore della propria salute adottando uno stile di vita “attivo”. Non è, infatti, solo un’attività sportiva di tipo strutturato o agonistico a mantenere il cittadino in buona salute ma tutte le occasioni in cui si può combattere la sedentarietà (come ad esempio camminare, andare in bicicletta, fare giardinaggio, portare il cane a passeggio, ecc)”.

La giornata è perciò un’importante occasione d’incontro per condividere il ruolo fondamentale dei programmi e delle politiche intersettoriali per promuovere l’attività fisica ma è anche un momento di confronto tra tutti gli attori che, a diverso titolo, si occupano di promozione dell’attività fisica, movimento e sport. Tra gli argomenti trattati: le politiche internazionali di promozione dell’attività fisica; le linee di indirizzo sull’attività fisica e motoria per le differenti fasce di età; la strategia nazionale di promozione dell’attività fisica; l’importanza del movimento sulla salute; la promozione dell’attività fisica a livello locale; l’attività fisica e sportiva in Italia; il diritto allo sport e all’effettivo svolgimento di attività fisica quale corollario del diritto alla salute.

I numeri
Nel Rapporto Istisan si legge che la sedentarietà è responsabile del 14,6% di tutte le morti in Italia, pari a circa 88.200 casi all’anno, e di una spesa in termini di costi diretti sanitari di 1,6 miliardi di euro annui per le quattro patologie maggiormente imputabili ad essa (tumore della mammella e del colon-retto, diabete di tipo 2, coronaropatia). Un aumento dei livelli di attività fisica e l’adozione di stili di vita salutari determinerebbero un risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) pari a oltre 2 miliardi e 300 mila euro in termini di prestazioni specialistiche e diagnostiche ambulatoriali, trattamenti ospedalieri e terapie farmacologiche evitate.

Anche i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) parlano chiaro: si stima che nel mondo un adulto su quattro non è sufficientemente attivo e che l’80% degli adolescenti non raggiunge i livelli raccomandati di attività fisica. In particolare, in Europa oltre un terzo della popolazione adulta e due terzi degli adolescenti non sembrano svolgere abbastanza attività fisica.

Riguardo l’Italia, i dati raccolti dai sistemi di sorveglianza di popolazione (dedicati a diverse fasce di età e basati su indagini campionarie di popolazione condotte dalle Asl, coordinate dalle Regioni, con il supporto tecnico scientifico e il coordinamento dell’ISS) riferiscono che solo il 50% degli adulti raggiunge i livelli raccomandati di attività fisica [fonte: Passi, 2017], che un bambino su quattro dedica al massimo un giorno a settimana (almeno un’ora) allo svolgimento di giochi di movimento [fonte: OKkio alla Salute, 2016], che tra gli adolescenti meno del 10% raggiunge le raccomandazioni dell’Oms e che i maschi sono più attivi delle femmine (anche se usano maggiormente i computer)[fonte: Hbsc, 2014] e che fra gli ultra 64enni il livello di attività fisica svolto dagli anziani diminuisce all’avanzare dell’età ed è significativamente più basso tra le donne, tra le persone con svantaggio socio-economico e tra i residenti nel meridione [fonte: Passi d’Argento].

14 Novembre 2018

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