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Baby boomers alla guida: ecco i rischi

di Lisa Rapaport

I baby boomers cominciano a confrontarsi con i problemi legati all’invecchiamento. Tre questi ci sono le performance alla guida e un maggior numero di incidenti. Tuttavia, in uno studio condotto su oltre 12 mila persone, i ricercatori hanno scoperto che diverse condizioni potenzialmente rischiose che hanno portato i più anziani a ridurre le distanze percorse o i tempi passati al volante – come malattie cardiache, infarto, ictus e glaucoma – in realtà non sembravano rendere gli incidenti più probabili.

13 FEB - (Reuters Health) – Nonostante passino poco tempo al volante, alcuni autisti della generazione dei baby boomers, con problemi di salute cronici, corrono un rischio aumentato di incidenti. È quanto emerge da uno studio pubblicato da Prejury Prevention.
 
“Sappiamo che le capacità di guida sono influenzate dal processo di invecchiamento – dice Junaid Bhatti, uno scienziato di Toronto specializzato nella ricerca sulla prevenzione degli infortuni, non coinvolto nello studio – Condizioni croniche specifiche potrebbero accelerare la manifestazione delle difficoltà di guida, specialmente in circostanze difficili, ad esempio traffico, buio o pioggia intensa”.
Queste condizioni includono problemi di udito, disturbi articolari e muscolari e depressione, ansia e stress, secondo quanto hanno scoperto gli autori dello studio.

“Sono risultati importanti perché il numero di guidatori anziani sulle strade è aumentato e si prevede che continuerà a crescere, poiché i baby boomer invecchiano e vivono più a lungo di quanto non facessero le persone una generazione fa”, hanno osservato i ricercatori su Injury Prevention.


Di contro, i ricercatori hanno anche scoperto che diverse condizioni potenzialmente rischiose che hanno portato i più anziani a ridurre le distanze percorse o i tempi passati al volante – come malattie cardiache, infarto, ictus e glaucoma – in realtà non sembravano rendere gli incidenti più probabili.

Lo studio
Il team ha esaminato i dati relativi 12.460 conducenti per vedere chi ha avesse avuto incidenti, quali fossero i problemi di salute comuni e se avessero interrotto la guida o smesso di guidare del tutto per motivi medici. I conducenti avevano un’età compresa tra i 55 e i 70 anni all’inizio dello studio. I ricercatori li hanno seguiti dal 2007 al 2014.

Durante questo periodo, la percentuale di autisti che ha segnalato almeno un incidente nell’anno precedente è passata dal 2,8% al 3,2%. I problemi di salute più comuni erano dolore alla schiena e al collo, che affliggevano circa un terzo dei partecipanti, seguiti da disturbi articolari e muscolari (per il 31% delle persone), pressione alta (20%), disturbi dell’udito (19%) e difficoltà del sonno (11%).

Alcune condizioni mediche sono diventate più comuni durante il periodo di studio, tra cui la Malattia di Parkinson, la cataratta, il diabete, il glaucoma, la gotta, l’ictus, l’ipertensione e la compromissione dell’udito.

Lo studio ha riscontrato che le persone con problemi di udito hanno avuto il 19% di probabilità in più di subire un incidente rispetto a chi non aveva questo problema. L’aumento del rischio di incidente associato a disturbi articolari e muscolari è stato del 17%, mentre il rischio associato a depressione, ansia o stress è stato del 23%.

Fonte: Prejury Prevention
 
Lisa Rapaport
 
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

13 febbraio 2020
© Riproduzione riservata


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