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Fumo. Tobacco Endgame: “Dal Governo necessario un nuovo slancio per proteggere la salute degli italiani dal tabacco”

Aumentare di 1 euro a pacchetto le accise; no a fumo e sigarette elettroniche nei luoghi pubblici; no pubblicità anche sui social media; no alle interferenze delle industrie del tabacco; aprire a coltivazioni alternative al tabacco; far funzionare il Piano nazionale di prevenzione. Questi i punti sui quali il Gruppo Tobacco Endgame, collegato alle società medico scientifiche della sanità pubblica italiana impegnate nel controllo del tabacco, chiedono un impegno al Governo.

04 OTT - "Si sta allontanando il raggiungimento dell’obiettivo per lo sviluppo sostenibile riguardante il fumo: nel 2030 la frequenza di fumatori nella popolazione sopra i 15 anni sarebbe dovuta calare al 19%, invece in questi giorni le proiezioni dell’autorevole Institute of Health Metrics and Evaluation, mostrano che, continuando così, nel 2030, i fumatori saranno il 22% e solo nel 2060 si raggiungerà il 19%. Il processo di riduzione è troppo lento. Diversi problemi affliggono le politiche per ridurre la diffusione del tabacco in Italia: politiche fiscali inefficaci, inerzia dell’azione regolatoria di fronte a un mercato dinamico e innovativo e alle interferenze dell’industria del tabacco".
 
 il Gruppo Tobacco Endgame, collegato alle società medico scientifiche della sanità pubblica italiana impegnate nel controllo del tabacco. Da qui la richiesta al Governo di ridare slancio alle politiche di contrasto al tabacco attraverso una serie di punti:
- Aumento delle accise di 1 euro al pacchetto E’ necessario far aumentare i prezzi di tutti i prodotti del tabacco, incluso il tabacco sciolto. E’ un misura per la salute, che comunque non danneggia le entrate fiscali considerata la scarsa elasticità della domanda di tabacco rispetto al variare del prezzo.

 
- No fumo no svapo nei luoghi pubblici. Le sigarette elettroniche e quelle a tabacco riscaldato devono essere sottoposte alle stesse limitazioni di fumo nei luoghi pubblici ed in quelli di lavoro. Si ampli il campo di applicazione della Legge Sirchia;
 
-  No pubblicità: per i produttori di sigarette elettroniche e di quelle a tabacco riscaldato devono valere i divieti completi di pubblicità e sponsorizzazione in vigore per i prodotti del tabacco.
 
-  No al farwest pubblicitario sui social media. E’ necessario impedire la pubblicità di tabacco, sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato sui social media. Il Governo associ la sua voce a quella dei tanti soggetti che in questi giorni stanno chiedendo agli Amministratori dei social media di impedire questo scempio.
 
- No all’interferenza dell’industria del tabacco. Si deve contrastare l’interferenza dell’industria del tabacco e dei produttori di sigarette elettroniche nella ricerca, nella formazione biomedica e nelle politiche del Governo che riguardano il tabacco.
 
- Sì a coltivazioni alternative al tabacco, per liberare l’agricoltura dalla dipendenza dagli investimenti delle multinazionali (come l’accordo con Japan Tobacco e quello con PMI) che rendono il Paese ricattabile dall’industria più letale al mondo.

- Stare Allerta! Il Servizio Sanitario Nazionale venga ben informato sul focolaio epidemico di malattie polmonari associate all’uso di sigarette elettroniche, in corso negli USA, fin quando non saranno chiarite entità e cause dell’epidemia.
 
- Far funzionare il Piano Nazionale della Prevenzione per potenziare la capacità del Servizio Sanitario di aiutare i fumatori che vogliono smettere.
 
Leggi qui il documento integrale di Tobacco Endgame

04 ottobre 2019
© Riproduzione riservata


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