Quotidiano on line
di informazione sanitaria
Lunedì 06 APRILE 2020
Studi e Analisi
segui quotidianosanita.it

Coronavirus. Bilancio sempre più tragico: 793 morti in un giorno, 53.578 casi in totale, 6.072 guariti e 4.825 decessi. Borrelli: “Con chiusura totale difficile sostenerci”

Rispetto a ieri 6.557 casi in più. Ad oggi il numero di persone tuttora positive (esclusi deceduti e guariti) nelle singole Regioni risulta il seguente: 17.370 i malati in Lombardia, 5.661 in Emilia Romagna, 4.214 in Veneto, 3.506 in Piemonte, 1.997 nelle Marche, 793 in Campania, 1.159 in Liguria, 1.905 in Toscana, 1.086 nel Lazio, 666 in Friuli Venezia Giulia, 458 in Sicilia, 642 in Puglia, 494 in Abruzzo, 720 nella Pa di Trento, 47 in Molise, 447 in Umbria, 600 in provincia di Bolzano, 225 in Calabria, 321 in Sardegna, 304 in Valle d’Aosta e 66 in Basilicata. Salgono a 4.268 gli operatori sanitari contagiati. IL REPORT

21 MAR - I casi di nuovo Coronavirus in Italia sono saliti a 53.578 (+6.557 rispetto a ieri), tra cui 6.072 persone guarite (+943 rispetto a ieri) e 4.825 deceduti (+793 rispetto a ieri). Le persone attualmente positive sono quindi 42.681 (+4.821 rispetto a ieri). Complessivamente sono stati effettuati 233.222 tamponi, dei quali circa 160 mila in Lombardia, Emilia Romagna, Lazio e Veneto.

Questi i dati principali dell'aggiornamento odierno forniti dal capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli durante il punto stampa delle ore 18.
 
Ad oggi il numero di persone tuttora positive (esclusi deceduti e guariti) nelle singole Regioni risulta il seguente: 17.370 i malati in Lombardia (+1.950 rispetto a ieri), 5.661 in Emilia Romagna (+572), 4.214 in Veneto (+537), 3.506 in Piemonte (+262), 1.997 nelle Marche (+193), 793 in Campania (+91), 1.159 in Liguria (+158), 1.905 in Toscana (+192), 1.086 nel Lazio (+174), 666 in Friuli Venezia Giulia (+111), 458 in Sicilia (+79), 642 in Puglia (+91), 494 in Abruzzo (+72), 720 nella Pa di Trento (+120), 47 in Molise (+8), 447 in Umbria (+63), 600 in provincia di Bolzano (+70), 225 in Calabria (+24), 321 in Sardegna (+33), 304 in Valle d’Aosta (+47) e 66 in Basilicata (+14).
 
Le vittime sono 3.095 in Lombardia (546 in più di ieri), 715 in Emilia Romagna (+75), 146 in Veneto (+15), 154 nelle Marche (+17), 238 in Piemonte (+29), 152 in Liguria (+33), 50 nel Lazio (+7), 42 in Friuli Venezia Giulia (+4), 22 in Abruzzo (+5), 72 in Toscana (+25), 22 in Campania (+5), 8 in Valle d’Aosta (+1), 28 nella Pa di Trento (+15), 20 nella Pa di Bolzano (+3), 6 in Sicilia (+2), 4 in Sardegna (+2), 5 in Calabria (+1), 7 in Molise (+2), 10 in Umbria (+3) e 29 in Puglia (+3).
 
Delle persone attualmente positive (42.681) sono ricoverate con sintomi 17.708 (+1.688), 2.857 (+202) sono in terapia intensiva, mentre 22.116 (+2.931) si trovano in isolamento domiciliare.
 
“Le misure adottate limitano al massimo gli spostamenti. Ci sono esigenze che vanno assicurate. Sono state previste limitazioni alle attività lavorative non essenziali, ma ci sono una serie di filiere, alimentare, servizi pubblici essenziali e dei servizi, che devono essere garantite. Credo che si siano adottate le misure massime che si potevano adottare, dopodiché viene la chiusura totale del Paese ma mi chiedo come potremmo sostenerci”. Ha detto il Capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli che ha voluto anche ringraziare “tutti quelli che hanno risposto alla nostra chiamata, medici per Covid: ieri abbiamo lanciato il nostro appello intorno alle 20 e abbiamo ricevuto un numero molto alto di adesioni. Coloro che hanno aderito saranno prontamente destinati ai territori in cui c'è bisogno”.
 
Borrelli ha poi fatto il punto su uomini e mezzi messi in campo. “Come sapete il Dipartimento sta acquisendo mascherine su canali diversi per usi diversi. Per il personale sanitario acquistiamo le Ffp2 e le Ffp3. Per tutti gli altri abbiamo destinato mascherine non chirurgiche, che servono al personale sanitario. Abbiamo oltre 7mila volontari e un totale di 690 tende per il pre-triage in Italia. Ad oggi il numero dei pazienti trasferiti dalla Lombardia è di 61 e stiamo lavorando per trasferirne altri. Abbiamo organizzato con Regione Lombardia il viaggio per far arrivare un team di 52 medici cubani che arriveranno domani”
 
Il Capo della Protezione civile ha poi ribadito che “bisogna evitare gli assembramenti, quindi personalmente penso che se l'orario di apertura dei negozi è un po' più ampio si riduce la concentrazione ed eventuali code e disagi per la popolazione. Sicuramente dobbiamo avere una uniformità di comportamenti - ha aggiunto - tutti devono sapere che per andare a fare la spesa ci sono degli orari. Sicuramente misure uniformi rendono a tutti più agevole la vita”.
 
Infine sullo stato del potenziamento degli ospedali. “Si sta facendo una corsa contro il tempo e un lavoro senza sosta e tregua. I numeri che registriamo nel Sud sono fronteggiabili con tutto quello che è stato messo in campo. Tutte le Regioni hanno avviato un programma di potenziamento delle strutture sanitarie, sulle terapie intensive si è passati da 5.400 posti letto a circa 7.700 di oggi. E con il commissario Arcuri si sta lavorando insieme per potenziare le strutture. Ricordo che sono stati potenziati anche altri reparti come pneumatologia e anche altri reparti”.

Il notevole aumento dei deceduti `con´ coronavirus, lo ha spiegato, il presidente dell'Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro: “I dati si basano su un'analisi precisa delle cartelle cliniche. Quello che avviene, soprattutto quando si è avanti negli anni e portatrici di patologie, è che una polmonite crea quel livello di insufficienza che sommandosi alle altre insufficienze finisce per sbilanciare la capacità di mantenere un equilibrio”.
 
Insomma, “abbiamo evidenza – ha detto Brusaferro - che la polmonite scompensa una situazione, dove l'elemento aggiuntivo fa da elemento scatenante”. Da qui il numero impegnativo di decessi fra gli anziani o chi ha patologie pregresse: “Tutte le vite sono preziose ma questo è il target di questo virus. Anche per questo abbiamo sempre detto `state a casa´. Questa proibizione parte dall'assunzione che queste persone sono veramente fragili” ed è facile che si contagino.
 
Il presidente ha poi rimarcato come “c'è ancora un tempo mediano tra sintomi e diagnosi di cinque giorni. Questa è la sfida che abbiamo davanti. Prima intercettiamo e isoliamo le persone con sintomi e meglio è”.
 
“Bisogna essere tassativi nel rispetto delle misure – ha detto -. Ci sono ancora situazioni in cui con la scusa di fare due passi si coglie l'occasione di fare assembramenti, due passi sono sacrosanti ma dobbiamo farli da soli. Ogni scappatoia danneggia noi stessi ma soprattutto i nostri cari e le persone più fragili. Gli anziani è bene che stiano a casa. Bisogna trovare meccanismi di rispetto sistematico di queste misure”.
 
Rispetto a possibili nuove strette Brusaferro ha detto che “il distanziamento è l'elemento chiave, si possono fare altre riflessioni ma ribadisco che ci può essere un impatto attenuato con comportamenti consapevoli. Siamo in una fase in cui la curva cresce, vedremo nei prossimi giorni l'impatto delle misure”.
 
“Tutte le Regioni – ha ricordato - hanno una circolazione locale. Il problema è qual è la curva in cui si diffonde. In questo momento è un numero di infezioni sostenibile dal servizio sanitario nazionale in molte regioni. Però questa curva è quella che censiamo oggi, sappiamo che passano giorni da infezione a sintomi e da sintomi a ricovero. I decessi che censiamo sono un portato di alcuni giorni orsono. La scommessa delle regioni del Sud è che il numero di casi possa essere limitato”.
 
Brusaferro rispetto all’alto numero di casi di Bergamo ha ipotizzato che uno tra gli elementi che possono aver contribuito alla diffusione del virus è la partita di Champions League Atalanta-Valencia.
 
Rispetto poi alla mutazione del virus ha precisato: “Dai dati di studio virologico degli isolati a oggi non abbiamo evidenze che ci siano mutazioni del virus, né da noi né negli altri paesi europei. Dico a oggi perché questa epidemia è nuova, stiamo studiando e imparando”.
 
Su un possibile vaccino ha infine precisato che “il vaccino al Coronavirus è un obiettivo che i migliori gruppi di ricerca e le aziende hanno, ma svilupparlo richiede tempo, non lo avremo fra un mese. A fine anno forse sarà possibile. Il che significa averlo testato e disponibile in milioni di dosi”
 

 
 


21 marzo 2020
© Riproduzione riservata


Altri articoli in Studi e Analisi

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWS LETTER
Ogni giorno sulla tua mail tutte le notizie di Quotidiano Sanità.

gli speciali
Quotidianosanità.it
Quotidiano online
d'informazione sanitaria.
QS Edizioni srl
P.I. 12298601001

Via Boncompagni, 16
00187 - Roma

Via Vittore Carpaccio, 18
00147 Roma (RM)


Direttore responsabile
Cesare Fassari

Direttore editoriale
Francesco Maria Avitto

Direttore generale
Ernesto Rodriquez

Redazione
Tel (+39) 06.59.44.62.23
Tel (+39) 06.59.44.62.26
Fax (+39) 06.59.44.62.28
redazione@qsedizioni.it

Pubblicità
Tel. (+39) 06.89.27.28.41
commerciale@qsedizioni.it

Copyright 2013 © QS Edizioni srl. Tutti i diritti sono riservati
- P.I. 12298601001
- iscrizione al ROC n. 23387
- iscrizione Tribunale di Roma n. 115/3013 del 22/05/2013

Riproduzione riservata.
Policy privacy