Dalla manovra una soluzione per la sanità della Calabria

Dalla manovra una soluzione per la sanità della Calabria

Dalla manovra una soluzione per la sanità della Calabria
Mi riferisco a quanto previsto dall’emendamento approvato dalla Commissione Bilancio che prevede la possibilità, anche per la Calabria, la possibilità di accedere alla Cassa Depositi e Prestiti per far fronte al suo indebitamento verso professionisti e fornitori

Le Regioni e le Province di Trento e Bolzano potranno chiedere alla Cassa Depositi e Prestiti SpA l'anticipazione delle somme occorrenti per saldare i loro debiti commerciali e professionali della sanità nonché assolvere ai relativi obblighi di natura fiscale, contributiva e assicurativa.
 
E' quanto approvato (comma 10-bis e successivi) nella mattinata di domenica scorsa dalla Commissione Bilancio della Camera, su proposta dell'on. le Roberto Occhiuto (vedi emendamento 154.35).
 
 
Un tale assunto diventerà un articolo della legge di bilancio 2021, atteso che la stessa è destinata ad essere verosimilmente approvata, in entrambi i rami del Parlamento, con ricorso al voto di fiducia.  
 
Pertanto, aziende e professionisti, erario e sistema contributivo/assicurativo potranno fare (quasi) prontamente cassa, in un momento nel quale è ovunque vuota, risolvendo così ai primi situazioni di serio imbarazzo gestionale.
 
Ciò in quanto sarà loro corrisposta, di qui a non molto, dal sistema sanitario nazionale ogni somma vantata a tutto il 31 dicembre 2019, a fronte di crediti certi, liquidi ed esigibili.
 
Una opzione legislativa  – decisa in continuità con i decreti legislativi nn. 35/2013, 66/2014 e 78/2015 – che offrirà l'occasione agli enti territoriali interessati di effettuare tempestivamente i pagamenti dei debiti, altrimenti impossibili ad essere soddisfatti, impegnandosi alla restituzione dell'importo relativo da effettuarsi  in un trentennio in ratei costanti e paritetici. Una tale operazione comporterà ovviamente effetti negativi sui saldi di finanza pubblica del prossimo anno, quale saldo netto da finanziare di consistenza pari a quello delle anticipazioni richieste e perfezionate. Con questo non sarà affatto ampliata la capacità di spesa delle Regioni beneficiarie, attesa la manca accensione di nuovi capitoli di spesa, bensì sarà offerta l'occasione di accelerare il pagamento del debito, già compreso nei rispettivi bilanci.
 
Una soluzione per la sanità Calabria
Il neo introdotto comma costituisce una occasione irripetibile per la Regione Calabria, assurta agli onori della cronaca per le difficoltà registrate nell'individuazione del nuovo commissario ad acta per il piano di rientro della sua sanità disastrata, da ultimo individuato nel prefetto Guido Nicolò Longo.
 
Finalmente, viene offerta a siffatta Regione l'occasione per risolvere il suo indebitamento, allo stato non ancora determinato.
 
Ebbene, nella circostanza al nominato commissario ad acta vengono, nella contemporaneità, offerte e imposti, rispettivamente:
a) l'opportunità di godere del cash necessario a finanziare il saldo del debito pregresso complessivo del servizio sanitario regionale valorizzato a tutto il 2019;
 
b) l'ineludibile obbligo di effettuare la puntuale ricognizione dello stesso a tutto il 31 dicembre 2019. Un adempimento, quest'ultimo, non facile da perfezionare, considerato il noto stato di indeterminatezza contabile della sanità calabrese. Un problema non facile a risolversi, dal momento che la stesso è appesantita dall'intervenuto scioglimento per condizionamento della 'ndrangheta di due importanti aziende sanitarie territoriali (Asp di Catanzaro e di Reggio Calabria), finanche gravate dall'applicazione delle disciplina prevista per il dissesto degli enti locali e dall'assenza di bilanci non approvati, in quella reggina, dal 2013.  
 
Ettore Jorio
Università della Calabria

Ettore Jorio

21 Dicembre 2020

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