Covid e Oncologia. Bezzini: “La rete oncologica consente più di altri modelli di essere vicini ai bisogni sociosanitari dei pazienti, anche durante la pandemia”

Covid e Oncologia. Bezzini: “La rete oncologica consente più di altri modelli di essere vicini ai bisogni sociosanitari dei pazienti, anche durante la pandemia”

Covid e Oncologia. Bezzini: “La rete oncologica consente più di altri modelli di essere vicini ai bisogni sociosanitari dei pazienti, anche durante la pandemia”
Per la presa in carico del paziente oncologico la Toscana ha compiuto, oltre vent’anni orsono, la scelta di un modello a rete che prevede accessi diffusi nel territorio in grado di avviare percorsi multidisciplinari omogenei e di qualità. Intervista all'assessore al Diritto alla salute e alla sanità della Regione Toscana,

“In tutte le raccomandazioni della Regione, anche in pieno lockdown, c'è sempre stata la volontà di mantenere in essere tutte le attività oncologiche. Ciò è stato possibile grazie al grande impegno degli operatori e alla loro capacità di esplorare alcune modalità innovative di presa in carico, quali la televisita e in alcuni casi anche la delocalizzazione a domicilio di alcuni trattamenti”. Così l’Assessore al Diritto alla salute e alla sanità della Regione Toscana, Simone Bezzini, nell’intervista rilasciata a Quotidiano Sanità nell’ambito del più ampio progetto di approfondimento, sostenuto incondizionatamente da MSD, dedicato alle Reti Oncologiche in Italia
 
Assessore, che posto occupa la gestione e presa in carico del paziente oncologico in era Covid-19 nell’agenda di governo regionale? Avete anche voi constatato e nel caso misurato questo gap assistenziale?
Ci sono stati sicuramente due aspetti negativi rappresentati da due mesi di sospensione degli screening, in tutte le regioni, ed un minor ricorso agli approfondimenti diagnostici di sintomi suggestivi anche di patologia oncologica. Quindi c'è stata una riduzione della domanda legata a questi due fattori, ma sostanzialmente della presa in carico dei soggetti con diagnosi già avvenuta.
Quali sono le difficoltà, di carattere organizzativo o geografico che caratterizzano il territorio della sua Regione e che state cercando di affrontare in questo ambito per assicurare la tempestiva diagnosi e la continuità assistenziale del paziente oncologico.
La Regione Toscana ha un territorio variegato con zone di urbanizzazione alternate ad aree di campagna, in genere ben servite, ed alcuni territori più isolati anche per motivi orografici. Per quanto riguarda il rapporto del nostro territorio con l'offerta oncologica, occorre ricordare che questa Regione ha fatto da ormai più di 20 anni la scelta di un modello a rete che prevede accessi diffusi nel territorio (CORD) in grado di avviare percorsi multidisciplinari (GOM) omogenei e di qualità. La rete consente più di altri modelli di essere vicini ai bisogni sociosanitari di questi pazienti anche in momenti di criticità quali quelli della pandemia.
 
Quali strategie avete messo in campo per tutelare la presa in carico dei pazienti oncologici, fragili per definizione, nella “normalità” dei percorsi assistenziali ma anche nella malaugurata ipotesi di una recrudescenza della pandemia? In sintesi, come si può garantire a tutti i pazienti in generale, ma soprattutto ai pazienti fragili, quali quelli con carcinoma metastatico, il trattamento più appropriato alla luce della disponibilità di terapie innovative, quali l’immunoterapia?
Il nostro modello, coordinato da ISPRO, prevede accessi al sistema diffusi nel territorio in grado di garantire una visita multidisciplinare e la collocazione del paziente nella sede più opportuna per il tipo di bisogno assistenziale che presenta, in un'ottica di appropriatezza e di omogeneità dell'offerta garantita da PDTA condivisi da tutti i professionisti coinvolti, che sono garanzia anche del diritto all'innovazione per tutti i nostri pazienti. Nello specifico del tumore della mammella abbiamo istituito 14 Breast Unit che rispondono ai criteri di sicurezza e di qualità previsti dalla normativa nazionale (volumi, personale dedicato, multidisciplinarietà strutturate) e che costituiscono riferimenti ben distribuiti nel territorio. Gli Aiuto Point presenti in tutta la rete oncologica facilitano il contatto specie nel follow-up tra pazienti e strutture oncologiche. Un sistema così capillarmente diffuso e interconnesso è una garanzia di presa in carico anche in situazioni di criticità quali quelle generate dalla pandemia.
 
Alla luce delle nuove terapie immunoncologiche, che hanno dimostrato un beneficio clinico senza precedenti per il paziente oncologico, con particolare riferimento ai tumori metastatici, la rapidità e precisione di diagnosi per impostare un corretto percorso terapeutico è fondamentale. Che processi avete in essere per una rete efficiente e in grado di valorizzare queste terapie? Quali strategie di governance avete consolidato o intendete implementare per rendere protagonisti attivi clinici, strutture sanitarie, pazienti e, naturalmente la Regione, nella presa in carico dei pazienti oncologici e garantire anche l’eventuale attuazione di un piano di gestione dell’emergenza?
Da sempre la Toscana è al passo con le nuove acquisizioni terapeutiche, con livelli altissimi di omogeneità dell’offerta, anche innovativa. Aver previsto all'interno del Ssr un Ente, l'ISPRO, dedicato al Coordinamento di tutte le attività oncologiche, dallo screening alla cura, dalla riabilitazione alla ricerca di base, è un elemento di garanzia per l'omogeneità delle cure e soprattutto il lavoro di squadra di tutto il sistema. I pazienti toscani hanno accessi vicini alla residenza, valutazioni multidisciplinari con tutti i professionisti necessari, percorsi di cura condivisi in tutte le strutture, accesso garantito quanto necessario all'attività di alta specializzazione. Ogni 15 giorni si riuniscono presso ISPRO tutti i dipartimenti oncologici della regione per monitorare le azioni in essere e coordinare interventi di sistema. Questo è avvenuto anche durante l'emergenza pandemica ed ha consentito di produrre, in accordo con l'Assessorato, raccomandazioni per la presa in carico del paziente oncologico con le restrizioni imposte dal Coronavirus. Proprio per queste esperienze è emersa la volontà per il futuro, di lavorare per un nuovo impulso ai servizi territoriali con effettiva integrazione ospedale/territorio proprio in campo oncologico.

23 Dicembre 2020

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