Per i medici neo laureati scatti subito la formazione lavoro

Per i medici neo laureati scatti subito la formazione lavoro

Per i medici neo laureati scatti subito la formazione lavoro

Gentile direttore,
da quasi un anno il nostro gruppo di medici neoabilitati, ER-Ex Rappresentanti in prima linea, sta cercando un contatto coi Ministeri della Salute e dell’Università per intavolare una riforma della formazione post-laurea in Medicina e Chirurgia. Sappiamo bene quanto sia stato importante il ruolo dei medici in questa pandemia e quanto abbiamo dovuto sacrificare, anche in termini di vite nei casi più tragici, per poter mettere delle toppe a un sistema che sta a poco a poco cedendo.
 
Noi ci siamo dedicati a lungo all’elaborazione di una riforma che permettesse ai medici di trovare la propria piena realizzazione professionale, entrando a far parte di quello che è il nostro Servizio Sanitario Nazionale. La nostra proposta nasce dal fatto che i problemi che viviamo ogni giorno come medici e che i pazienti vivono come utenti, nascono proprio nel post-laurea, vista la mancanza di una programmazione dei medici necessari che sta impedendo ogni anno a quasi 10.000 colleghi l’ingresso negli ospedali e nella formazione in medicina generale. Pensavamo che questa pandemia, questa tragedia, avrebbe spinto il nostro Governo a compiere un atto di responsabilità nei confronti del Servizio Sanitario, quantomeno ascoltando quello che avevamo da dire.
 
Invece, dal punto di vista di noi medici abilitati da poco, a fronte delle numerose proteste, mail e petizioni, abbiamo osservato pochissima attenzione nei nostri confronti; abbiamo ascoltato tanti proclami, ma senza che ne conseguisse qualcosa di concreto.
Crediamo che i richiami alla responsabilità del singolo abbiano poco valore, se non vengono inseriti nel contesto di uno sforzo volto a fornire ai cittadini un Servizio Sanitario solido, efficace e capace di gestire la pandemia non solo grazie ai sacrifici di noi operatori sanitari, ma anche a un sistema funzionante.
 
La nostra riforma prevede un ampliamento della rete formativa, che includa tutti quegli ospedali non universitari che lamentano una forte carenza di personale; una riforma del contratto di formazione lavoro; l’avvicinamento dei test per l’accesso alle Scuole di Specializzazione Medica e di accesso alle Scuole di Formazione in Medicina Generale; l’abbattimento dell’imbuto formativo conseguente a questi provvedimenti. Tutte queste cose, se fossero state fatte l’anno scorso, avrebbero permesso ai presidi sanitari di avere più forza lavoro inserita in un investimento in prospettiva, costituendo le basi per il turnover del nostro personale sanitario, che è tra i più vecchi d’Europa, con un’età media di 52 anni. E, soprattutto, ci avrebbero evitato mesi di polemiche sulla responsabilità dei singoli cittadini. Per quanto sia importante il comportamento del singolo, non ha nulla di risolutivo e contribuisce solo a spostare la responsabilità su chi in effetti poco può fare di fronte a una cosa così complessa e terribile.

Si sarebbero potuti porre in essere tanti provvedimenti emergenziali per permettere a noi medici neoabilitati di dare il nostro contributo. Eppure, il precedente Governo non ha accolto né ascoltato nessuna delle nostre richieste. Hanno lasciato tutto com’è di fatto, per quanto ci sia stato un aumento sostanzioso di contratti di formazione. Infatti, l’accumulo della scarsa programmazione negli anni precedenti ha portato a un numero enorme di partecipanti al test di specializzazione del 2020, 23.756, a fronte di appena 14.455 posti.
 
Ci teniamo a precisare che il problema non è solo la specializzazione medica, ma anche la medicina territoriale. Le varie Regioni pretendono di assolvere alle esigenze del fabbisogno di salute del nostro Paese con 1.800 futuri medici di famiglia. Sono numeri insufficienti.
 
Noi abbiamo scritto all’attuale Governo, ma senza ottenere alcuna risposta. Chiediamo solo che si risolva una volta per tutte la questione della formazione medica post-laurea, il tutto inserito in una riforma complessiva del Servizio Sanitario Nazionale, che miri a rafforzare il territorio, per una Sanità di prossimità efficace e solida. Tuttavia, per raggiungere questi obiettivi c’è bisogno di una premessa: che i medici neolaureati siano inseriti subito in un percorso di formazione lavoro come medici in formazione. Solo così si potrà costruire una Sanità universalistica e vicina a chiunque abbia una necessità di salute.
 
Si sono presi tanti provvedimenti emergenziali, sono stati stanziati tanti soldi, ma per la Sanità si sta facendo ancora troppo poco: vediamo pezze su pezze, a testimoniare che l’interesse del Governo pare essere di sopravvivere il meglio possibile fino alla fine di questa pandemia, cercando di trasporre sul singolo cittadino la responsabilità di questa pandemia. Noi abbiamo scritto e continueremo a scrivere alle Istituzioni per cercare di essere ascoltati. Ad ora non abbiamo ottenuto nemmeno l’ombra di una risposta. Continueremo a insistere.
 
Victor Attilio Campagna – Medico
Andrea Simone Dedato – Medico specializzando in Medicina d’Emergenza e Urgenza
Giulia Lamperti – Medico specializzando in Chirurgia Generale
Valeria Placenti – Medico specializzando in Psichiatria
Chiara Quisisana – Medico
ER – Ex Rappresentanti in prima linea

V.A.Campagna, A.S.Dedato, G.Lamperti, V.Piacenti, C.Quisisana

22 Marzo 2021

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