Gentile direttore,
parlare di temi cruciali per il futuro del Paese significa parlare di innovazione, accesso e sostenibilità nel settore farmaceutico e delle scienze della vita.
Partiamo da tre concetti inseparabili: non c’è innovazione se non arriva ai pazienti, non c’è accesso stabile senza sostenibilità e non c’è sostenibilità senza investimenti in ricerca, produzione, competenze, dati e capacità industriale.
Le priorità sono:
1) stabilità regolatoria e semplificazione delle procedure, in coerenza con il quadro europeo.
2) accesso più rapido e uniforme all’innovazione, con particolare attenzione ai pazienti senza alternative terapeutiche.
3) progressiva evoluzione dal payback a una governance value-based, fondata su esiti, appropriatezza e programmazione.
4) rafforzamento della ricerca clinica e attrazione degli studi in Italia.
5) valorizzazione dei dati sanitari, dell’intelligenza artificiale e della real world evidence, con piena tutela dei cittadini.
6) sicurezza delle forniture e rafforzamento della produzione nazionale ed europea.
L’industria “life science” collega salute, ricerca, manifattura avanzata, export e lavoro qualificato. Nel 2025, il mercato interno ha raggiunto 29 miliardi, l’export farmaceutico 69 miliardi, contribuendo in maniera decisiva alla crescita complessiva dell’export italiano. Ma la forza industriale acquisita va difesa e sostenuta.
Il contesto internazionale è cambiato: USA e Cina accelerano su accesso, innovazione e ricerca, mentre l’Europa resta indietro, con ritardi nell’accesso ai farmaci innovativi, minore peso nella ricerca clinica globale e dipendenza da Paesi terzi per princìpi attivi e segmenti essenziali della filiera.
La delega farmaceutica in esame alla Commissione che presiedo rappresenta un’opportunità: il ddl mira a rivedere e razionalizzare le regole del settore, introducendo strumenti moderni di governance. Tra gli emendamenti presentati, alcuni condivisi con Farmindustria, ci sono: revisione della spesa farmaceutica, superamento progressivo dei meccanismi di payback, valutazione basata sugli esiti dei percorsi diagnostico-terapeutici e promozione della ricerca clinica in Italia.
L’Italia ha una tradizione importante nella ricerca clinica, ma va consolidata. Ogni sperimentazione significa accesso anticipato all’innovazione, crescita delle competenze, investimenti e rafforzamento del SSN. Il Testo Unico introduce semplificazione e coordinamento dei procedimenti autorizzativi.
Sostenibilità significa appropriatezza, misurazione degli esiti e programmazione. Diagnosi precoce, tecnologie efficaci e migliore organizzazione riducono ospedalizzazioni e costi evitabili. Il Documento di Finanza Pubblica 2026 riconosce le terapie avanzate come spese di investimento, segnando un cambio di paradigma.
Dati e intelligenza artificiale sono strumenti chiave per migliorare assistenza, diagnosi precoce e medicina personalizzata. Ma servono dati sanitari di qualità e interoperabili, con equilibrio tra privacy, cura e ricerca. Il progetto europeo European Health Data Space promuove accesso controllato e uso responsabile dei dati.
Infine, la sicurezza delle forniture richiede una strategia nazionale per le scienze della vita, coordinata tra Ministeri, AIFA e Regioni. Non bastano scorte: serve proteggere l’intera catena del valore, dai principi attivi ai prodotti finiti, dai vaccini alle terapie avanzate e digitali.
L’obiettivo è costruire un sistema innovativo, sostenibile e sicuro, che valorizzi il capitale umano e industriale dell’Italia, garantendo ai cittadini accesso alle migliori cure e autonomia strategica al Paese.
Senatore Francesco Zaffini
Presidente della Commissione Sanità, Lavoro e Previdenza Sociale del Senato