Reclutamento etico contro scorciatoie politiche: la vera sfida della sanità post-pandemia

Reclutamento etico contro scorciatoie politiche: la vera sfida della sanità post-pandemia

Reclutamento etico contro scorciatoie politiche: la vera sfida della sanità post-pandemia

Gentile Direttore, mentre il dibattito pubblico si concentra sulle cifre della carenza di personale nei nostri ospedali, nelle corsie si consuma una partita silenziosa che riguarda la qualità e la sicurezza dell’assistenza. Al centro di questa crisi c’è la gestione dei flussi di professionisti sanitari provenienti dai paesi extra-UE...

Gentile Direttore,
mentre il dibattito pubblico si concentra sulle cifre della carenza di personale nei nostri ospedali, nelle corsie si consuma una partita silenziosa che riguarda la qualità e la sicurezza dell’assistenza. Al centro di questa crisi c’è la gestione dei flussi di professionisti sanitari provenienti dai paesi extra-UE: un tema cruciale, spesso affrontato dalla politica con logiche emergenziali.

La questione non è recente. Già nel 2016, dai banchi del Consiglio dell’IPASVI di Firenze, sollevai insieme all’Ordine provinciale la necessità di vigilare su quello che definimmo un “reclutamento non etico”. All’epoca, la nostra era una denuncia aperta contro l’operato di alcune agenzie private e cooperative. Queste realtà, offrendo contratti al ribasso, non solo impoverivano il tessuto sanitario delle nazioni d’origine, ma aggiravano le tutele contrattuali del nostro Paese. Quella battaglia, condotta anche attraverso un convegno nazionale nel 2017 volto a ridefinire il ruolo degli infermieri cooperanti, non nasceva da una chiusura preconcetta. Al contrario, era mossa dalla volontà di tutelare la legalità, la dignità del lavoro e la sicurezza dei pazienti, imponendo un controllo rigoroso su titoli di studio, competenze professionali e padronanza della lingua italiana.

A un decennio di distanza, le dinamiche sono cambiate, ma le criticità di fondo rimangono le stesse. Ciò che un tempo contrastavamo nel settore privato, oggi rischia di trovare una sponda nelle scelte istituzionali. Per tamponare i vuoti d’organico generati da una carente programmazione e da livelli retributivi non competitivi, lo Stato ha prolungato oltre l’emergenza pandemica i meccanismi di assunzione in deroga. Permettere l’ingresso di personale sanitario extra-UE bypassando le verifiche ordinarie degli Ordini professionali e sottovalutando l’impatto delle barriere linguistiche rappresenta una scorciatoia rischiosa, che rischia di svalutare la professione e di esporre i cittadini a inutili rischi.

In questo contesto, assume un valore straordinario il recente protocollo d’intesa siglato tra la FNOPI, guidata da Barbara Mangiacavalli, e l’AMSI (Associazione Medici di Origine Straniera in Italia) presieduta da Foad Aodi, in sinergia con il Movimento Uniti per Unire e l’UMEM.

L’alleanza tra la Federazione Nazionale e i professionisti di origine straniera da tempo integrati nel nostro Paese per ribadire un fermo “no” alle deroghe selvagge rappresenta la conferma della bontà delle tesi sostenute dieci anni fa a Firenze. L’integrazione è un valore fondamentale, a patto che si sviluppi nel perimetro della legalità, della verifica linguistica e dell’iscrizione obbligatoria all’Albo. L’accordo dimostra che l’inserimento professionale non può limitarsi a un mero atto burocratico d’ingaggio, ma richiede percorsi strutturati di mentoring, tutoring e accesso alla formazione continua (ECM) per garantire l’appropriatezza delle cure.

Questo passo in avanti tutela la dignità di chi lavora nella sanità e, di riflesso, il diritto alla salute della collettività. Frenare la logica delle deroghe è l’unico strumento concreto per preservare gli standard assistenziali nei nostri ospedali. La risposta alla crisi del sistema sanitario non può basarsi sul ribasso delle tutele: curare è un atto complesso che esige tempo, competenza, comunicazione e dignità. Valori su cui non è possibile ammettere deroghe.

Dott. Abukar Aweis Mohamed
Dottore Magistrale in Management delle Organizzazioni Pubbliche e Sanitarie
Infermiere Forense – Management per le Funzioni di Coordinamento.
Già Consigliere IPASVI di Firenze
Già Professore a contratto – Università degli Studi di Firenze

Abukar Aweis Mohamed

21 Maggio 2026

© Riproduzione riservata

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