“Garantire una progressiva estensione e applicazione della telemedicina in tutti gli ambiti assistenziali in cui essa può contribuire a migliorare la qualità dell’assistenza”. È quanto ha affermato il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri rispondendo ad un’interrogazione del Pd in commissione Igiene e Sanità del Senato.
La risposta integrale di Sileri:
Con riguardo alla tematica sollevata con l’interrogazione in esame, inizio comunicando che la “Mappatura delle esperienze di telemedicina sul territorio nazionale” prevista nella direttiva del Ministro per l’anno 2019, nell’ambito dell’obiettivo strategico “Promozione delle azioni prioritarie, previste dal Patto per la sanità digitale e identificate dalla Cabina di Regia NSIS integrata, per il conseguimento degli obiettivi di efficienza, trasparenza e sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale, attraverso l'impiego sistematico dell'innovazione digitale in sanità”, è stata prevista anche al fine di definire la governance per la diffusione e il sistematico impiego della telemedicina nell’ambito dei processi di cura e assistenza al cittadino, tenendo conto delle iniziative di sanità digitale già in essere sul territorio nazionale.
Per realizzare la predetta mappatura la Cabina di Regia del Nuovo Sistema Informativo Sanitario, nella seduta del 29 maggio 2019, ha approvato l’utilizzo di una metodologia che, tenendo in considerazione le Linee d'indirizzo nazionali per la telemedicina emanate nel 2014, ha previsto l’applicazione del modello MAST (Model for the Assessment of Telemedicine), già utilizzato nell’ambito di diversi progetti europei e che ha lo scopo di fornire risultati oggettivi su utilità, efficacia e contributo effettivo alla qualità di cura dei servizi sanitari che utilizzano soluzioni di telemedicina. Nella stessa seduta la Cabina di Regia del NSIS ha anche approvato l’istituzione di un apposito gruppo di lavoro sulla telemedicina con l’obiettivo, tra gli altri, di individuare gli elementi della metodologia MAST utili alle finalità sopra richiamate da integrare in una precedente rilevazione condotta dall’Istituto Superiore di Sanità nel 2017.
Il gruppo di lavoro, cui partecipano i rappresentanti delle regioni Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte e Toscana, ha quindi prodotto un questionario di rilevazione, articolato in 65 domande tra quelle necessarie ad acquisire gli elementi informativi relativi ai 7 domini di valutazione alla base del modello MAST:
Descrizione della patologia e caratteristiche dell’applicazione
Sicurezza
Efficacia clinica
Percezione del paziente
Aspetti economici
Aspetti organizzativi
Aspetti socio-culturali, etici e legali
Per facilitare l’individuazione delle esperienze attive sul territorio, a ciascuna Regione è stato fornito, per il tramite dei referenti dei sistemi informativi sanitari, un file con le informazioni fornite in occasione della predetta rilevazione condotta dall’Istituto Superiore di Sanità nel 2017, in modo che, oltre alle nuove esperienze attivate nel corso 2018, potessero essere aggiornate anche le esperienze avviate precedentemente e ancora attive nel 2018, integrandole con le nuove informazioni previste.
I risultati della mappatura, presentati nella riunione della Cabina di regia del NSIS del 28 luglio scorso, ha rilevato ben 282 esperienze di telemedicina attive sul territorio nazionale nel 2018, di cui 31 che hanno riportato di aver effettuato tutte le valutazioni utili per applicare la metodologia MAST. Nel 33,3% dei casi si è trattato di prestazioni sanitarie erogate parzialmente in Telemedicina e nel 28,4% erogate totalmente in telemedicina. Le restanti esperienze sono progetti pilota o sperimentali. Il 29% delle esperienze sono di teleconsulto, il 23% di telerefertazione e il 22% di telemonitoraggio. L’ambito specialistico è nel 43% la cardiologia, seguito dal 19% in radiologia. Nel 55% la tipologia di pazienti sono cronici e nel 45% sono pazienti acuti. I risultati della mappatura sono stati pubblicati sul portale del Ministero della salute dallo scorso 11 agosto.
Il Gruppo di lavoro per la telemedicina della Cabina di regia NSIS ha individuato tra le 31 esperienze, cinque esperienze di differenti prestazioni in telemedicina (televisita, teleconsulto, telerefertazione, telemonitoraggio, telecooperazione sanitaria) che verranno ulteriormente analizzate con la metodologia MAST per poi essere condivise come best practice anche con le altre Regioni.
Per quanto riguarda gli indirizzi per la telemedicina, facendo seguito all'Intesa sancita in data 20 febbraio 2014, in sede di Conferenza Stato – Regioni, sul documento recante “Telemedicina – Linee di indirizzo nazionali” e ai Rapporti dell’Istituto Superiore di Sanità COVID-19 n. 12/2020 “Indicazioni ad interim per servizi assistenziali di telemedicina durante l’emergenza sanitaria COVID-19” del 13 aprile 2020 e n.60/2020 “Indicazioni ad interim per servizi sanitari di telemedicina in pediatria durante e oltre la pandemia COVID- 19” del 10 ottobre 2020, nella riunione della Cabina di regia del NSIS del 28 luglio 2020 il Ministero della salute e le Regioni hanno condiviso la necessità di fornire indicazioni uniformi sull’intero territorio nazionale per l’erogazione delle prestazioni a distanza, con particolare riguardo alle attività specialistiche, estendendo la pratica medica e assistenziale oltre gli spazi fisici in cui usualmente si svolge secondo le tradizionali procedure, anche in relazione alle iniziative avviate da alcune regioni nel periodo dell’emergenza Covid.
La pandemia Covid-19 ha reso indispensabile ripensare l’organizzazione del SSN, in particolare a livello territoriale. Nell’ottica di limitare il contagio, nella prima fase di gestione dell’emergenza sanitaria, sono state sospese le visite specialistiche, di controllo, gli interventi di elezione; questa riduzione delle attività ordinarie ha comportato, verosimilmente, una diminuzione dell’assistenza rivolta alle persone con patologie croniche, spesso multiple, aumentandone la condizione di fragilità. Compatibilmente con l’andamento epidemiologico, la ripresa a regime dell’attività ambulatoriale, se erogata in presenza del paziente, avverrà con importanti limiti organizzativo-strutturali, quali a titolo esemplificativo e non esaustivo le postazioni di pre-triage all’accesso delle strutture, i limiti logistici (spazi ridotti dove far attendere o visitare i pazienti), la necessità di ridurre le potenziali occasioni di contagio (incremento delle procedure di sanificazione degli ambienti ad ogni prestazione ed il mantenimento del “distanziamento sociale”).
Questa situazione di indubbia criticità ha rappresentato, comunque, l’opportunità per favorire l’attivazione degli strumenti di sanità digitale, per un servizio sanitario più in linea con i tempi e le necessità individuali e dell’organizzazione.
In questo momento storico è essenziale, infatti, un rinnovamento organizzativo e culturale teso ad una diffusa ed uniforme traduzione operativa dei principi di primary health care raccomandati dall’OMS e la riorganizzazione delle attività sanitarie, clinico-assistenziali e di riabilitazione deve poter garantire contemporaneamente la massima continuità assistenziale ed empowerment del paziente, con il minimo rischio di diffusione del virus ad utenti, operatori e familiari.
Il Gruppo di lavoro sulla telemedicina della Cabina di regia NSIS, integrato anche da esperti e da rappresentanti di FNOMCeO e FNOPI, ha quindi predisposto il documento "Indicazioni nazionali per l'erogazione di prestazioni di telemedicina" finalizzato a fornire le indicazioni da adottare a livello nazionale per l’erogazione di alcune prestazioni di telemedicina quali la televisita, il teleconsulto medico, la teleconsulenza medico-sanitaria, la teleassistenza da parte di professioni sanitarie, la telerefertazione, così che la possibilità di utilizzare le prestazioni di telemedicina (esempio la televisita per le visite di controllo) rappresenti un elemento concreto di innovazione organizzativa nel processo assistenziale.
Il documento è stato approvato dalla Cabina di regia del NSIS nella seduta del 28 ottobre 2020 e adottato con Accordo in Conferenza Stato Regioni del 17 dicembre 2020. A questo documento recante indicazioni nazionali ne seguiranno altri simili relativi ad ulteriori prestazioni di telemedicina, a partire dalla teleriabilitazione, al fine garantire una progressiva estensione e applicazione in tutti gli ambiti assistenziali in cui essa può contribuire a migliorare la qualità dell’assistenza.