Aneurisma dell’aorta. Intervento mini invasivo al Cardinal Massaia

Aneurisma dell’aorta. Intervento mini invasivo al Cardinal Massaia

Aneurisma dell’aorta. Intervento mini invasivo al Cardinal Massaia
La protesi, fatta su misura e munita di “fenestrature” in corrispondenza dei vasi viscerali, è stata inserita con piccole incisioni e posizionata all’interno dell’aorta stessa allo scopo di rinforzarla. Asti diventa così uno dei pochi centri del Piemonte in grado di effettuare questo tipo di intervento. In passato, il trattamento di questa patologia comportava un alto tasso di complicanze e un recupero lento. In questo caso, il paziente è stato dimesso 5 giorni dopo la procedura.

Nelle scorse settimane all’ospedale di Asti è stata impiantata con successo su un paziente di 75 anni una mini-protesi interna all’aorta, con la quale è stato trattato un aneurisma esteso sopra le arterie renali. L’operazione è stata compiuta con trattamento endovascolare, a bassa invasività e quindi a impatto minore per il paziente.
 
Non è stato necessario,
come avveniva con le tecniche tradizionali, effettuare un taglio di grandi dimensioni sull’addome e quindi intervenire dall’esterno sul tratto dell’aorta indebolito a causa dell’aneurisma. La protesi, fatta su misura e munita di “fenestrature” in corrispondenza dei vasi viscerali, è stata invece inserita con piccole incisioni e posizionata all’interno dell’aorta stessa allo scopo di rinforzarla.
 
“È la prima volta che accade al Cardinal Massaia”; evidenzia una nota della Asl di Asti. “Asti diventa così uno dei pochi centri del Piemonte in grado di effettuare questo tipo di intervento". L’operazione si è svolta presso il reparto di Chirurgia Vascolare diretto dal dottor Alberto Pecchio, ad opera del gruppo dei chirurghi vascolari, degli anestesisti, dei tecnici di radiologia, del personale di sala operatoria e del personale di reparto.
 
Per introdurre la mini-protesi, in lega metallica ricoperta di tessuto, è stato sufficiente effettuare piccole incisioni all’altezza dell’inguine. La protesi è stata quindi inserita attraverso i vasi femorali e collocata nel tratto di aorta coinvolto dall’aneurisma. Successivamente sono stati introdotti due stent e proprio grazie alle “fenestrature”, piccoli buchi nella protesi che consentono il passaggio dei vasi sanguigni, sono stati posizionati nelle arterie renali.
In passato, il trattamento di questa patologia comportava un alto tasso di complicanze e un recupero lento. In questo caso, il paziente è stato dimesso 5 giorni dopo la procedura, in salute e senza complicazioni.
 
“Si tratta di una importante dimostrazione di come oggi sia possibile sempre di più limitare l’impatto delle terapie sui pazienti e quindi migliorare l’umanizzazione delle cure – sottolinea il direttore generale Asl At, Flavio Boraso -. Ed è un esempio della qualità della sanità astigiana e dei professionisti che operano al suo interno”.

06 Maggio 2021

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