Codacons: “Il diesel è cancerogeno, ritirate tutte le vetture”. Esposto alla Procura di Milano 

Codacons: “Il diesel è cancerogeno, ritirate tutte le vetture”. Esposto alla Procura di Milano 

Codacons: “Il diesel è cancerogeno, ritirate tutte le vetture”. Esposto alla Procura di Milano 
Le emissioni dei motori diesel sono state classificate come cancerogene dall’Oms. Da qui la decisione dell'associazione di chiedere il sequestro di tutti i veicoli diesel a Milano e provincia. Un'azione provocatoria o basata su rischi reali? Ecco le risultanze degli studi del National Cancer Institute.

Che lo smog e i fumi dei tubi di scappamento delle nostre macchine non facciano bene è qualcosa che sapevamo o immaginavamo da tempo. Tuttavia, nonostante quanto si possa pensare il diesel è stato classificato come sicuramente dannoso per la salute umana solo un mese fa: in particolare la sostanza aumenterebbe il rischio di tumore ai polmoni e probabilmente anche di quello alla vescica. Ecco il motivo per cui il Codacons ha presentato oggi alla Procura della Repubblica di Milano un esposto per chiedere il sequestro di tutti i veicoli diesel esistenti sul territorio della città di Milano e provincia.
 
Una misura che potrebbe sembrare radicale, ma che deriva – come già accennato – da studi clinici. Esperti dell’Oms e nello specifico della Commissione internazionale per la ricerca sul cancro (Circ), hanno infatti aggiunto i fumi esausti dei motori diesel alla lista dei cancerogeni certi, dopo molti altri che già conosciamo: amianto, fumo di sigaretta, alcool. In precedenza, i gas di scarico erano definiti solo "probabilmente" cancerogeni.
 
La decisione dell’Oms
Gli studi su cui si è basata la scelta dell’organizzazione internazionale (uno studio di coorte e uno caso-controllo sul cancro al polmone) erano stati condotti dal National Cancer Institute statunitense su 12mila minatori esposti per 50 anni ai fumi dei mezzi con cui lavoravano. Dai dati emergeva che gli operai non fumatori pesantemente esposti per anni a questi fumi avevano un rischio maggiore di sette volte rispetto ad altri non fumatori di sviluppare un cancro ai polmoni. “Oggi le prove scientifiche sono inconfutabili e le conclusioni del gruppo di lavoro sono state unanimi: le emanazioni dei motori diesel causano il tumore del polmone", aveva aggiunto il presidente del Circ Christopher Portier. “Per questo i gas di scarico sono stati classificati nel ‘gruppo 1’, quello appunto delle sostanze cancerogene certe, mentre in precedenza erano annoverati nel ‘gruppo 2’ delle sostanze probabilmente cancerogene per l’uomo.”
Secondo quegli stessi studi però, il rischio riguardava prevalentemente alcune classi di lavoratori esposti in maniera massiccia alle emissioni, come appunto i minatori o chi lavora nel trasporto di merci su rotaia o su gomma. Il che, spiegano gli esperti, non limita certo la preoccupazione rispetto alla salute pubblica: "La lezione che abbiamo imparato da altri agenti cancerogeni, come il radon, è che agli studi iniziali che illustrano i rischi in specifiche classi di lavoratori fanno spesso seguito altri riguardanti gli effetti sulla popolazione in generale", aveva dichiarato al momento della decisione dell’Oms Kurt Straif , membro della commissione.

 
La richiesta del Codacons
Sulla base della dichiarazione dell’Oms, l'associazione di consumatori chiede alla Procura non solo di ritirare tutti i veicoli a motore diesel  presenti sul territorio della città di Milano e provincia, ma anche di "accertare la responsabilità del Sindaco pro tempore di Milano e del Presidente della Lombardia per le ipotesi di violazione di legge che si evincono in narrativa", in particolare rispetto ai reati di omissione di atti d'ufficio (328 c.p.) e getto pericoloso di cose (674 c.p.).
La mancanza di una prova certa della correlazione tra smog e patologie aveva infatti prima di oggi reso difficile poter procedere penalmente nei confronti dei sindaci e dei presidenti di regione eventualmente inadempienti. Ma ora questo studio la decisione dell’Oms rende possibile procedere con maggior successo sia per il reato di getto pericolose di cose che per quello di omissione d'atti d'ufficio. "La prova inconfutabile del legame tra i gas di scarico dei motori diesel e la diffusione del cancro rende necessario un intervento straordinario da parte della Procura, a tutela della salute dei cittadini. Da qui la richiesta di sequestro dei veicoli diesel, dato che sono una fonte di morte certa" ha dichiarato il presidente del Codacons, avv. Marco Maria Donzelli.
 
Le reazioni alla decisione dell’Oms
Bisogna anche dire che alcuni tra gli stessi esperti internazionali nella ricerca sul cancro avevano già tentato di smorzare la preoccupazione. "Non penso sia un male avere automobili con motore diesel e non sono particolarmente in pensiero per le persone che camminano per strada”, aveva affermato Otis Brawley, direttore dell'American Cancer Society, in un’intervista al New York Times a giugno. “Sono invece abbastanza preoccupato per altre categorie come per esempio i casellanti autostradali e lo sono molto per quanti, come i minatori, si trovano a lavorare dove questi fumi sono particolarmente concentrati".
E contemporaneamente altri cancerogeni certi non sono stati banditi, come ad esempio l’alcool e il fumo di sigaretta. Né la stessa battaglia è stata avviata contro la benzina, sorella del diesel nei tubi di scappamento delle nostre macchine: se una battaglia va intrapresa contro le sostanze cancerogene forse andrebbe ripensato tutto il sistema di sviluppo.
In ogni caso, anche in Italia l’attenzione sul tema delle sostanze cancerogene si è ultimamente fatta sempre più pressante, anche grazie al processo Eternit giunto qualche mese fa alla storica sentenza che fa ha fatto esultare tutto il paese, stabilendo la condanna degli imprenditori della Eternit AG che per interessi e profitti personali avevano continuato ad avvelenare con emissioni di amianto la zona di Casal Monferrato ed altre regioni italiane.
 
Insomma la vicenda è tutt’altro che semplice. Quel che è certo è che è ancora presto per dire come finirà: che ripercussioni avrà l’esposto del Codacons lo si potrà scoprire solo nei prossimi mesi. Per quelle sulla salute, probabilmente, ci vorrà molto di più.
 
Laura Berardi

10 Luglio 2012

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