Fimmg: “Importante impegno del ministro Speranza per la salute dei cittadini”
“Un risultato importante, che è frutto del lavoro incisivo svolto dal titolare del dicastero della Salute e che riporta il Fondo sanitario nazionale dai circa 114 miliardi di euro degli scorsi anni, agli attuali 122. Con l’impegno ulteriore ad accrescere il fondo di 2 miliardi nel 2022, di 4 nel 2023 e di 6 nel 2024. Arrivando così a 128 miliardi. «Va dato atto al ministro Speranza – prosegue Scotti – di aver tenuto fede all’impegno per un finanziamento della sanità che sempre più ci avvicina, in termini di spesa in relazione al PIL, agli altri Paesi europei. Mantenendo la promessa fatta nel pieno della prima ondata del Covid di voler fare in modo che la funzione del Servizio sanitario nazionale resti centrale nella politica del Paese; soprattutto in considerazione di un’Italia che deve fare i conti con una popolazione sempre più anziana, e che quindi ha bisogno di un Servizio sanitario pubblico efficiente e in grado di gestire al meglio le cronicità».
“Altrettanto forte e deciso è però il richiamo del segretario generale FIMMG a un corretto impiego di queste risorse che: «devono servire anche a rivalutare sotto il profilo economico i contratti di tutti gli operatori sanitari; in particolar modo – dice Scotti – dei medici di medicina generale. E’ imperativo chiudere in brevissimo tempo la discussione ormai anacronistica sul contratto 2016/2018, così da cominciare finalmente a parlare di quello successivo in un’ottica di coerenza con il PNRR». Centrale, nell’ottica della FIMMG, è un investimento nella Manovra finalizzato a garantire ai cittadini un medico di medicina generale retribuito in buona parte con quota variabile legata ai risultati di salute dei propri pazienti e al coordinamento con le altre professioni; dall’altro, la possibilità di assicurare al Servizio sanitario nazionale le esigibilità degli strumenti per rispondere a compiti che sono essenziali per il funzionamento dei nuovi modelli organizzativi”.
«Raggiungere questi obiettivi è determinante, e lo si deve fare – avverte Scotti – usando lo strumento della Convenzione, senza andare ad 'inventare' strumenti nuovi che formalmente possono apparire più semplici, ma che in realtà sono fallimentari e nascondono enormi insidie».
20 Ottobre 2021
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