Covid. Iss: “Scudo vaccini contro infezione cala già dopo il 5° mese (43,9% vs 75,3%) anche se resta all’85% per ricovero e decesso”. Ma per i “no vax” probabilità di ammalarsi restano comunque molto più elevate a tutte le età

Covid. Iss: “Scudo vaccini contro infezione cala già dopo il 5° mese (43,9% vs 75,3%) anche se resta all’85% per ricovero e decesso”. Ma per i “no vax” probabilità di ammalarsi restano comunque molto più elevate a tutte le età

Covid. Iss: “Scudo vaccini contro infezione cala già dopo il 5° mese (43,9% vs 75,3%) anche se resta all’85% per ricovero e decesso”. Ma per i “no vax” probabilità di ammalarsi restano comunque molto più elevate a tutte le età
A seguito della decisione del Governo di abbassare a 5 mesi l’intervallo per la dose di richiamo l’Iss ha pubblicato nuovi dati sull’efficacia vaccinale che confermano come il calo della copertura si manifesti effettivamente già dopo i primi cinque mesi. Resta comunque altissimo il divario tra chi ha completato il ciclo vaccinale e i non vaccinati: rischio di ospedalizzazione sette volte più alto; terapie intensive otto volte di più e decessi nove volte di più. IL RAPPORTO.

Per la prima volta dall’avvio della campagna di vaccinazione e in considerazione del passaggio a 5 mesi dell’intervallo per la terza dose stabilito recentemente dal ministero della Salute l’Istituto superiore di sanità fornisce i dati di efficacia vaccinale a cinque mesi dal completamento del ciclo (due dosi o monodose).
 
Il dato è contenuto nell’ultimo aggiornamento epidemiologico settimanale sulla pandemia pubblicato questa mattina: dopo cinque mesi dal completamento del ciclo vaccinale, l’efficacia del vaccino nel prevenire la malattia, sia nella forma sintomatica che asintomatica, scende dal 73,5% al 43,9% mentre a sei mesi è del 40%.
 
Rimane invece elevata l’efficacia vaccinale nel prevenire casi di malattia severa, che dopo 5 mesi si assesta all'84,8% (80,9% dopo sei mesi) anche se questo dato è comunque inferiore al 92,5% di efficacia che si registra prima dello scadere dei 5 mesi dalla conclusione del ciclo vaccinale. 
 
Si conferma così il calo progressivo dell’efficacia che giustifica la necessità della terza dose.
 

 
Contagi in crescita in quasi tutta Italia. Una necessità motivata del resto dall’avanzare dalla costante crescita dei contagi anche in Italia (per la situazione in Europa vedi qui) come testimoniano i dati dell’incidenza a 14 giorni che aumenta in tutte le regioni ad eccezione della Calabria e della Puglia.
 
Il Friuli-Venezia Giulia e la Provincia Autonoma di Bolzano registrano un’incidenza a 14 giorni compresa fra i 500- 799 casi per 100.000 abitanti, i valori più alti rispetto alla media nazionale di 202,59 casi ogni 100mila abitanti.
 
Dall’analisi dell’incidenza a 7 giorni per provincia, si osserva che nella provincia di Trieste l’incidenza ha raggiunto i 644 casi per 100.000 abitanti, seguita dalla provincia di Gorizia e dalla Provincia Autonoma di Bolzano.
 
Tutte e tre sono province di confine caratterizzate da flussi giornalieri di lavoratori in ingresso e in uscita. L’Austria e la Slovenia, confinanti rispettivamente con la PA di Bolzano e il Friuli Venezia Giulia, sono attualmente caratterizzate da alta incidenza (1.992 e 2.136 casi per 100.000 abitanti, rispettivamente) e da bassa copertura vaccinale (64,6% e 54%, rispettivamente). Si osserva un’incidenza sopra a 300 casi per 100.000 abitanti anche nella provincia di Forlì-Cesena.
 

 
Per i no vax rischio di ospedalizzazione sette volte più alto. Tornando all’efficacia dei vaccini resta sempre forte la differenza sui contagi e sugli esiti della malattia tra vaccinati e no vax. In particolare il tasso di ospedalizzazione per i non vaccinati (264 ricoveri per 100.000) è circa sette volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo da meno di sei mesi (36 ricoveri per 100.000) e sei volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo da oltre sei mesi (47 ricoveri per 100.000).
 
E nelle terapie intensive la percentuale di no vax otto volte più alta. Analizzando il numero dei ricoveri in terapia intensiva e dei decessi negli over 80, si osserva che il tasso di ricoveri in terapia intensiva dei non vaccinati (15 ricoveri in terapia intensiva per 100.000) è circa otto volte più alto di quello dei vaccinati con ciclo completo da meno di sei mesi (2 ricoveri in terapia intensiva per 100.000) e da oltre sei mesi (1,8 ricoveri in terapia intensiva per 100.000).
 
Tasso decesso per no vax 9 volte più alto. Mentre, nel periodo 1/10/2021 – 31/11/2021, il tasso di decesso nei non vaccinati (82 per 100.000) è circa nove volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo entro sei mesi (9 per 100.000) e sei volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo da oltre sei mesi (11 per 100,000).
 
Ma anche fermandosi alla possibilità di infettarsi i dati parlano chiaro: un non vaccinato tra i 60 e i 79 anni ha un tasso di infezione triplo (656,4 a fronte di 205,5 ogni 100mila persone) rispetto a un vaccinato entro i primi sei mesi e di quattro volte e mezzo più alto se è un over 80 (772,2 a fronte di 173,9) e lo stesso vale anche per le fasce di età più giovani.
 

 
Contagi nei bambini in aumento. Nella classe di età 6-11 anni si evidenzia, a partire dalla seconda settimana di ottobre, una maggiore crescita dell’incidenza rispetto al resto della popolazione in età scolare, con un’impennata nelle ultime due settimane. Si evidenzia, inoltre, un aumento del tasso di ospedalizzazione nella fascia <3 anni (poco sopra i 2 ricoveri per 100.000 abitanti) nelle ultime settimane, mentre nelle altre fasce di età risulta stabile.
 
Nell’ultima settimana, si conferma l’andamento osservato nella precedente settimana, con il 27% dei casi diagnosticati nella popolazione di età scolare (<20 anni). Il 51% dei casi in età scolare è stato diagnosticato nella fascia d’età 6-11 anni, il 32% nella fascia 12-19 anni e solo il 11% e il 6% sono stati diagnosticati, rispettivamente tra i 3 e i 5 anni e sotto i 3 anni.
 

 
Operatori sanitari. Continua infine a scendere la percentuale di operatori sanitari che si infettano rispetto a quanto si infettano tra la popolazione generale passando da una percentuale del 3,1% della settimana precedente al 2,7% di oggi per un totale di 1.054 operatori neo infetti rispetto ai 977 della settimana precedente.

04 Dicembre 2021

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