Aumenta massimale mmg, Snami pronto allo sciopero

Aumenta massimale mmg, Snami pronto allo sciopero

Aumenta massimale mmg, Snami pronto allo sciopero
All’indomani della delibera che propone, su base volontaria, l’aumento dei massimali da 1500 a 1800 assistiti per ogni mmg, il sindacato insorge definendo il provvedimento “assurdo e inappropriato” e chiedendo a Ulss e Regione di “ammettere i propri errori di programmazione sanitaria, ringraziando il territorio che fino ad ora ha retto e anche egregiamente, nonostante tutto”. Annunciato uno sciopero nelle prossime settimane.

Dopo la Fimmg, anche lo Snami si schiera contro la delibera di Giunta che introduce disposizioni temporanee ed eccezionali per far fronte all'emergenza Covid e alla carenza di medici sul territorio proponendo, tra le altre cose, l’aumento, su base volontaria, del massimale di assistiti dei medici di famiglia da 1500 e 1800. Un provvedimento definito “assurdo e inappropriato” dallo Snami, che invita i propri iscritti di non aderire all’aumento dei massimali proposti e fa sapere che al prossimo consiglio regionale del sindacato sarà discusso all’ordine del giorno un possibile sciopero dei medici per questi iscritti.

“La Regione Veneto – evidenziano il Presidente Regionale SNAMI Veneto, Salvatore Cauchi e la consigliera e responsabile stampa regionale SNAMI Veneto, Elisabetta Drusian – in un precedente incontro aveva presentato alcune proposte alle OO.SS. per le quali ci era stato chiesto di contribuire con proposte e progetti. Alla luce della proposta della delibera regionale è manifesto che, con tutta probabilità, ciò che avevamo suggerito noi come OO.SS. non è stato nemmeno preso in considerazione atteso che nessuno dei punti presentati è stato esaminato. Questo provvedimento ricalca esattamente solo ed esclusivamente le idee della Regione Veneto”.

Alla luce di quanto scrive SNAMI Veneto, fra le varie difficoltà che la categoria sta incontrando quotidianamente, c’è quella dell’inconciliabilità del lavoro con la famiglia dei medici donna. “Le condizioni di lavoro dovrebbero consentire al ruolo essenziale e naturale che una madre ha all’interno del proprio nucleo familiare. Capita – argomenta Drusian –  che le dottoresse in gravidanza, che si debbano assentare dal lavoro ovviamente per i tempi canonici previsti per legge e non riescano a trovare un sostituto, debbano informare l’Azienda sanitaria di appartenenza che, a sua volta, deve provvedere a designare un sostituto. Azienda che è capitato non rispondesse nemmeno alla richiesta delle dottoresse e questo non è accettabile”.  

“E come se tutto questo non bastasse, la medicina generale viene costantemente caricata di nuove incombenze – continuano i rappresentanti di SNAMI Veneto –  una volta per aiutare il SISP, un’altra volta per fare contact-tracing, recentemente per contumacie, quarantene, tamponi ecc. ecc., ma noi ricordiamo al legislatore regionale che prima di tutto dobbiamo seguire cronicità, acuzie non Covid, pazienti neoplastici, pluripatologici, defedati, sempre e comunque e se proprio vogliamo dirla tutta un giorno sì e l’altro pure leggiamo, a mezzo stampa, vere e proprie accuse di inadempienze dei mmg. Le ULSS e la Regione Veneto inizino a scoprire le carte e comincino ad ammettere i propri errori di programmazione sanitaria perduranti da anni, ringraziando il territorio che fino ad ora ha retto e anche egregiamente nonostante tutto”.

Per questi motivi lo SNAMI Veneto rimanda al mittente la proposta di innalzare i massimali da 1500 a 1800 assistiti ed assicura che, a stretto giro, sarà discusso di programmare delle giornate di sciopero.

Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

13 Gennaio 2022

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