Tumore alla prostata. Onda assegna 94 Bollini Blu

Tumore alla prostata. Onda assegna 94 Bollini Blu

Tumore alla prostata. Onda assegna 94 Bollini Blu
Prima edizione del bando nazionale promosso da Fondazione Onda sul modello dei Bollini Rosa nati per premiare gli ospedali a misura di donna. Quelli Blu sono assegnati ai centri che garantiscono un approccio multiprofessionale e interdisciplinare dei percorsi diagnostici e terapeutici per le persone con tumore alla prostata. In Italia gli uomini con tumore della prostata sono circa 564.000, ogni anno si contano circa 36.000 nuove diagnosi. L’ELENCO DEGLI OSPEDALI

Sono 94 le strutture sanitarie che oggi hanno ricevuto il riconoscimento da Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, nel quadro della prima edizione del Bollino Azzurro (2022-2023), volta ad individuare i centri che garantiscono un approccio multiprofessionale e interdisciplinare dei percorsi diagnostici e terapeutici per le persone con tumore alla prostata. L’iniziativa è patrocinata da AIRO (Associazione Italiana di Radioterapia ed Oncologia Clinica), CIPOMO (Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri), Fondazione AIOM (Associazione Italiana Oncologia Medica), ROPI (Rete Oncologica Pazienti Italia) e SIUrO (Società Italiana di Uro-Oncologia). Si tratta del primo riconoscimento, tra quelli promossi da Fondazione Onda, che ha come oggetto la salute dell’uomo, sul modello dei Bollini Rosa che già da molti anni premiano gli ospedali a misura di donna.

“Il tumore alla prostata è una tra le malattie più diffuse negli uomini: in Italia sono circa 564.000 le persone con una pregressa diagnosi di tumore della prostata, pari al 19 per cento dei casi di tumore nei maschi e ogni anno si contano circa 36.000 nuove diagnosi”, spiega Onda in una nota, rilanciando i numeri del rapporto AIOM-AIRTUM del 2021.

Tra gli scopi del Bollino Azzurro vi è quello di segnalare le strutture che favoriscono un approccio multidisciplinare nel trattamento di questa malattia, attraverso trattamenti personalizzati e innovativi e tramite la collaborazione tra diversi specialisti, quali urologo, radioterapista, oncologo medico, patologo, radiologo, medico nucleare, psicologo. Gli obiettivi invece sono: migliorare l’accessibilità ai servizi erogati dai centri, potenziare il livello di offerta terapeutica e diagnostica, migliorare la qualità della vita delle persone con tumore alla prostata e promuovere un’informazione consapevole tra la popolazione maschile sui centri in grado di garantire una migliore presa in carico del paziente.

“Questa prima edizione del Bollino Azzurro, che ha visto la partecipazione di 155 strutture italiane, rinnova il nostro impegno nel coinvolgere sia la popolazione maschile che quella femminile sulle tematiche relative alla salute e in particolare sul tumore alla prostata”, dichiara nella nota Francesca Merzagora, Presidente di Fondazione Onda. “I centri che hanno ottenuto il Bollino Azzurro costituiranno una rete di scambio di esperienze e di prassi virtuose e offriranno alla popolazione l’opportunità di essere correttamente informata attraverso campagne di comunicazione mirate e di fruire di servizi gratuiti in occasione di giornate dedicate, con l’obbiettivo di sensibilizzare e avvicinare a diagnosi e cure appropriate. Il riconoscimento del Bollino Azzurro rappresenta quindi un significativo punto di partenza per il potenziamento dei servizi in ottica multidisciplinare”.

Gli ospedali che hanno aderito all’iniziativa sono stati valutati da una commissione multidisciplinare di esperti istituita da Fondazione Onda, fra cui figurano i nomi di Giario Conti, Segretario SIURO, Orazio Caffo, Direttore oncologia medica, APSS Trento Presidio Ospedaliero S. Chiara e Rolando Maria D’Angelillo, Direttore U.O.C. Radioterapia del Dipartimento di Oncoematologia, Policlinico Tor Vergata di Roma.

La partecipazione all’iniziativa era aperta a tutti gli ospedali partendo da quelli del network Bollini Rosa di Fondazione Onda. La valutazione delle 155 strutture ospedaliere candidate e la conseguente assegnazione del Bollino Azzurro si sono basate sulla compilazione di un questionario di mappatura articolato su 10 domande, volte a misurare la qualità e la multidisciplinarità dei servizi. Tra queste, 5 fanno riferimento a requisiti definiti essenziali dalla commissione, ovvero: il numero medio di nuovi casi di tumore alla prostata trattati dalla struttura che deve essere superiore a 100, l’offerta di un approccio multidisciplinare per la gestione della malattia, il core team composto da urologo, oncologo medico e oncologo radioterapista, a cui devono aggiungersi anatomo patologo e specialista in diagnostica per immagini. Infine, risulta fondamentale la partecipazione a sessioni e programmi di aggiornamento in tema di tumore alla prostata. Sulla base di questi criteri, 94 strutture hanno ottenuto il riconoscimento.

Inoltre, 33 strutture sono state insignite di una menzione speciale, pur non avendo tutti i requisiti per l’ottenimento del Bollino Azzurro, in prospettiva di un miglioramento futuro del percorso multidisciplinare nel trattamento del tumore alla prostata.

“La comunità scientifica internazionale – commenta Giario Conti, Segretario SIURO, Società Italiana di Uro-Oncologia – ha da tempo sottolineato il ruolo fondamentale dell’approccio multidisciplinare alle patologie oncologiche e non solo. Tale approccio si è rivelato vincente sotto molteplici aspetti, dai percorsi diagnostici alle scelte terapeutiche, dalla maggiore conoscenza e aderenza alle linee guida alla crescita culturale dei membri del team. La domanda che ci poniamo oggi, nell’era della medicina di precisione, non è più se dobbiamo utilizzare questa filosofia nell’approccio alle malattie neoplastiche ma come possiamo realizzarla utilizzando modalità efficienti ed efficaci. team multidisciplinari stanno diventando sempre più ‘multiprofessionali’, i modelli organizzativi possono essere diversi, in relazione alle diverse realtà regionali e territoriale: dalle ‘Unit’ d’organo, dove tutte le figure professionali e le risorse tecnologiche sono presenti in un’unica entità geografica, alle reti di patologia, spesso costruite su modelli del tipo ‘hub and spokes’ che prevedono la realizzazione di strutture di comunicazione che consentano ai protagonisti di cooperare strettamente per poter offrire ad ogni paziente la proposta terapeutica più ‘personalizzata’ non solo sulla sua malattia ma su di lui come persona”.

Orazio Caffo, Direttore Oncologia Medica APSS Trento, Presidio Ospedaliero S. Chiara, Trento sostiene che “la partecipazione al progetto del Bollino Azzurro supporta lo sviluppo della cultura multidisciplinare nel trattamento del tumore della prostata. L'anticipazione di alcune strategie terapeutiche in fasi più precoci della malattia richiede questo cambio di passo culturale non solo nel trattamento della malattia in fase iniziale ma anche in quello della fase avanzata”.
 
“Abbiamo considerato requisiti essenziali per l’assegnazione del Bollino Azzurro l’approccio multidisciplinare, con la presenza di un core-team che comprenda almeno un urologo, un radioterapista oncologo, un oncologo medico, un anatomo patologo, uno specialista in diagnostica per immagini e un volume minimo di pazienti trattati all’anno”, spiega infine, Rolando Maria D’Angelillo, Direttore UOC Radioterapia, Dipartimento di Oncoematologia, Policlinico Tor Vergata, Roma, “poiché esiste una correlazione tra il volume di casi osservati e gestiti e la qualità del trattamento offerto; ed infine l’aggiornamento o formazione continua del team, che rende dinamico e sempre più attuale la formulazione di una proposta terapeutica”.

23 Febbraio 2022

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