Carenza personale. Cimo: “In un anno assunti solo 12 specializzandi, e le Università non aiutano”

Carenza personale. Cimo: “In un anno assunti solo 12 specializzandi, e le Università non aiutano”

Carenza personale. Cimo: “In un anno assunti solo 12 specializzandi, e le Università non aiutano”
Gli ospedali piemontesi sono in sofferenza per mancanza di personale medico. Il “decreto Calabria” offre la possibilità alle aziende sanitarie di avvalersi di specializzandi, “ma in Piemonte sono stati assunti solo 12 specializzandi, le università piemontesi invece di agevolare questa pratica la frenano disincentivandola tra gli studenti.”, denuncia la Cimo regionale. Chiesto con urgenza un incontro con il presidente Cirio.

“Mancano i medici in Piemonte. I principali nosocomi della regione sono in sofferenza, il personale sanitario non è sufficiente a coprire le esigenze, dai pronto soccorsi ai reparti, e così chi è in prima linea è costretto a turni massacranti. Serve fare qualcosa!”. E’ l’allarme lanciato in una nota dal sindacato dei medici, Cimo Piemonte, che evidenzia come il “decreto calabria” ovvero il DL del 2019 che offre la possibilità alle aziende sanitarie di assumere studenti specializzandi grazie agli accordi stipulati tra le regioni e le università, venga visto dagli atenei piemontesi come “sabbia negli occhi” e pertanto “disincentivata verso i propri studenti di medicina”.

Questo ha portato come conseguenza, evidenzia la Cimo, che “il Piemonte a livello nazionale sia tra le regioni con meno specializzandi assunti, solo 12 nell’ultimo anno.”

“La carenza di personale sanitario in tutti gli ospedali piemontesi – dichiara il Segretario di Cimo Piemonte, Sebastiano Cavalli – è un problema che si riversa anzitutto su chi è in prima linea, medici e infermieri costretti a turni massacranti, e conseguentemente sulla gestione delle patologie dei pazienti, con liste d’attesa che si allungano. Se almeno, grazie al decreto calabria, si riuscisse a trovare un po’ di ossigeno inserendo gli specializzandi, la situazione potrebbe migliorare. Il problema è il freno delle università piemontesi, restie a lasciare i propri studenti. Non lo riteniamo un comportamento corretto per la collettività”.

Per questo la Cimo ha chiesto “con urgenza un incontro con il presidente della Regione, Alberto Cirio, al fine di capire come costruire una collaborazione profittevole per tutti, in primis per il servizio sanitario regionale”.

12 Aprile 2022

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