Question time/1. Piede diabetico, Speranza: “Aggiornamento tariffe in approvazione alla Stato Regioni”

Question time/1. Piede diabetico, Speranza: “Aggiornamento tariffe in approvazione alla Stato Regioni”

Question time/1. Piede diabetico, Speranza: “Aggiornamento tariffe in approvazione alla Stato Regioni”
"Da parte mia naturalmente spingerò esattamente in questa direzione. Preciso tuttavia che il raggruppamento delle prestazioni in branche specialistiche, operato dal decreto in questione, ha la sola finalità di regolare la partecipazione al costo da parte del cittadino e non quella di definire le competenze dei professionisti che eseguono le prestazioni". Così il ministro della Salute rispondendo al Senato a Laniece (Aut).

“Il podologo allo stato già può affiancare il medico di base o essere inserito nell’equipe multidisciplinare che lavora nelle fasi acute della patologia. Inoltre, nell’ambito dell’assistenza specialistica ambulatoriale, rileva, come noto, l’elenco puntuale di prestazioni già definito a livello nazionale dal decreto ministeriale 22 luglio 1996, successivamente aggiornato con allegato 4 del DPCM 12 gennaio 2017, ma non ancora in vigore, in attesa dell’adozione del decreto che definisce le tariffe delle stesse prestazioni. A tal proposito faccio presente che la documentazione per l’aggiornamento delle tariffe è stata trasmessa alle Regioni, solo all’atto dell’approvazione in Conferenza Stato-Regioni le prestazioni in esame saranno garantite con omogeneità su tutto il territorio nazionale”.

Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, rispondendo al Senato al question time presentato da Albert Laniece (Aut).

Di seguito la risposta integrale del ministro Speranza.

“Signor Presidente, ringrazio il senatore Laniece per avermi dato la possibilità di toccare un tema che ritengo importante per la vita di molte persone.

Inizio ricordando che le prestazioni per la cura del piede diabetico rientrano già nei livelli essenziali di assistenza, bisogna però lavorare per garantire realmente la loro piena esigibilità.

Voglio rassicurare che il podologo allo stato già può affiancare il medico di base o essere inserito nell’equipe multidisciplinare che lavora nelle fasi acute della patologia. Inoltre, nell’ambito dell’assistenza specialistica ambulatoriale, rileva, come noto, l’elenco puntuale di prestazioni già definito a livello nazionale dal decreto ministeriale 22 luglio 1996, successivamente aggiornato con allegato 4 del DPCM 12 gennaio 2017, ma non ancora in vigore, in attesa dell’adozione del decreto che definisce le tariffe delle stesse prestazioni. A tal proposito faccio presente che la documentazione per l’aggiornamento delle tariffe è stata trasmessa alle Regioni, solo all’atto dell’approvazione in Conferenza Stato-Regioni le prestazioni in esame saranno garantite con omogeneità su tutto il territorio nazionale.

Da parte mia naturalmente spingerò esattamente in questa direzione. Preciso tuttavia che il raggruppamento delle prestazioni in branche specialistiche, operato dal decreto in questione, ha la sola finalità di regolare la partecipazione al costo da parte del cittadino e non quella di definire le competenze dei professionisti che eseguono le prestazioni e che già possono essere erogate dai podologi che operano presso gli ambulatori specialistici pubblici e privati accreditati.

Ricordo in ogni caso che il piano per la malattia diabetica, approvato in Conferenza Stato-Regioni nel 2012 e recepito da tutte le Regioni e Province autonome, fa riferimento, nell’ambito di un modello assistenziale integrato di presa in carico per una patologia complessa, alla necessità di coinvolgere altri specialisti, oltre il diabetologo, nell’equipe multidisciplinare accanto ad altre figure assistenziali.

Inoltre prevede che le problematiche connesse alla prevenzione e al trattamento del piede diabetico sono comprese tra le aree di miglioramento dell’assistenza diabetologica data la necessità di un approccio multifattoriale e multiprofessionale articolato su diversi setting assistenziali e livelli di intensità di cure. Peraltro anche le più autorevoli raccomandazioni, a partire dagli standard italiani per la cura del diabete mellito del 2014, prevedono l’inclusione di podologi nel team multiprofessionale di prevenzione e cura del piede diabetico.

Concludo segnalando che integrazione e cooperazione tra operatori sanitari sono valori al centro dell’emanando documento «Modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale» attuativo del PNRR”.

In sede di replica Albert Laniece si è dichiarato soddisfatto della risposta. “Questa iniziativa non ha solo lo scopo di valorizzare una figura professionale che peraltro negli anni si è ritagliata uno spazio peculiare. Credo però che inserendola a pieno titolo nel Servizio sanitario pubblico, sanando un vulnus, si vada a incrementare la qualità della presa in carico, soprattutto per quanto riguarda la prevenzione dei pazienti diabetici affetti da una patologia così complicata e impattante come il piede diabetico. Tutto ciò in una visione, che mi fa piacere lei abbia ricordato più volte, necessariamente multidisciplinare e moderna dell’organizzazione di tutte le figure sanitarie coinvolte nella cura di questa patologia”.

21 Aprile 2022

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