Carenza medici. Il Pd risponde a Zaia: “Negare l’evidenza non aiuta a risolvere il problema”

Carenza medici. Il Pd risponde a Zaia: “Negare l’evidenza non aiuta a risolvere il problema”

Carenza medici. Il Pd risponde a Zaia: “Negare l’evidenza non aiuta a risolvere il problema”
Per il Partito democratico “il bilancio di 85 medici in più tra il 2019 e il 2021 citato dal presidente della regione mette in luce proprio quanto poco efficace sia l’azione della Regione per risolvere tale problema”. La proposta Dem è quella di istituire “una task force regionale per analizzare le cause della fuga e trovare soluzioni sostenibili. Su questo il Partito democratico è pronto a fare la sua parte”-

“In Veneto mancano almeno 1.500 medici negli ospedali, almeno 500 nei distretti e dipartimenti di prevenzione e circa 500 medici di famiglia, tanto che oramai l’8 per cento dei veneti cittadini deve fare senza. Il bilancio di 85 medici in più tra il 2019 e il 2021 citato dal presidente della regione mette in luce proprio quanto poco efficace sia l’azione della Regione per risolvere tale problema”. Così il Pd Veneto replica alle dichiarazioni di ieri del presidente della Regione Luca Zaia, secondo il quale il problema della carenza dei medici esiste ma in Veneto “non è la catastrofe che si tende a descrivere”.

Di opinione contraria il Pd. “Se da una parte vi sono oggettive carenze di medici specialisti già formati a causa di errori programmatori fatti a livello sia regionale che nazionale nei passati 20 anni -dichiara in una nota Claudio Beltramello, coordinatore del gruppo Sanità e Sociale del Pd Veneto – dall’altra parte c’è un enorme problema di fuga di medici dal sistema sanitario pubblico per dimissioni o pensionamento al primo momento utile”.

“Poiché i nuovi medici specialisti da assumere sono pochi bisogna fare in modo che chi è già dentro il sistema ci resti il più possibile e non abbia voglia di fuggire”, continua il coordinatore. “Se il presidente della Regione avesse il coraggio di entrare nel merito dei numeri che lui stesso cita scoprirebbe quanto grave sia il problema della fuga dei medici che purtroppo in Veneto è tra le più alte d’Italia”.

“Tra i 1.744 medici usciti dal sistema in questi due anni quanti sono andati in pensione con il massimo di anzianità e quanti invece si sono dimessi ben prima dell’età della pensione e quanti sono andati in pensione al primo momento utile? Rispetto ai nuovi assunti, quanti sono medici specialisti e quanti invece medici neolaureati (nelle USCA per esempio) e quanti medici già pensionati ripresi con contratti a termine che quindi non possono essere paragonati ai medici specialisti persi nel pieno della loro esperienza professionale”.

“La Regione sa bene – afferma Beltramello, già parlamentare del PD – che per il personale medico e sanitario in genere i carichi di lavoro sono insostenibili, la modalità del ‘taci e obbedisci’ ancora troppo frequente, ed è diffusa la percezione che la valorizzazione del merito sia sacrificata a favore invece della ‘fedeltà’, soprattutto nei ruoli di elevata responsabilità. Negare questo problema è un’offesa verso i medici, il personale sanitario e i sindacati di categoria. Ma significa anche prendere in giro i cittadini che segnalano oramai incessantemente liste di attesa lunghissime e carenze di servizi e prestazioni che solo fino a qualche anno fa invece erano disponibili”.

Per il Pd Veneto, “se si vuole affrontare seriamente il problema è necessario istituire una task force regionale per analizzare le cause della fuga e trovare soluzioni sostenibili. Su questo il Partito democratico è pronto a fare la sua parte senza inutili mistificazioni e per il bene dei professionisti e quindi dei cittadini”.

28 Aprile 2022

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