Decreto Balduzzi. Fsi: “Nessun riferimento ai professionisti sanitari che non siano medici” 

Decreto Balduzzi. Fsi: “Nessun riferimento ai professionisti sanitari che non siano medici” 

Decreto Balduzzi. Fsi: “Nessun riferimento ai professionisti sanitari che non siano medici” 
La Federazione dei sindacati indipendenti evidenzia come nella bozza del decreto Balduzzi non vi sia “un solo riferimento alle migliaia di professionisti sanitari che non siano medici” e propone di aggiungere nel testo alcune norme ad hoc tra cui la libera professione e l’individuazione di percorsi magistrali in organizzazione sanitaria.

Più che una critica alle norme contenute nel testo, quella della Federazione Sindacati Indipendenti è un giudizio negativo su ciò che non c’è nel testo. “Nel documento – si legge in una nota del segretario generale Adamo Bonazzi –  trapelato non vi è, infatti,  un solo riferimento alle migliaia di professionisti sanitari che quotidianamente erogano assistenza all'interno del SSN che non siano Medici, i quali potrebbero essere un ottima alternativa alla medicocentricità del SSN”.

"Per il nostro sindacato – prosegue Bonazzi – è fondamentale e prioritario che qualsiasi rivisitazione del modello sanitario debba essere necessariamente legata e subordinata ad un riordino normativo del contesto dell'organizzazione sanitaria regionale e che preveda dei percorsi che possano vedere tutte le Professioni sanitarie del comparto realmente protagoniste del cambiamento del sistema, con il pieno accesso all'area dirigenziale, al pari di quanto oggi già avviene, nelle due diverse aree dirigenziali, per le altre figure sanitarie munite di equivalente percorso formativo di laurea". 

Secondo il segretario dalla Fsi ci è "l'esigenza di riconoscere una pari dignità e pari diritti alle professioni sanitarie, non solo nell'eventuale direzione dei dipartimenti, ma soprattutto, nella previsione dell'esercizio della libera professione con il superamento di quelle odiose disparità oggi espresse dalle incompatibilità previste in leggi e contratti, che oggi la consentono esclusivamente a  medici, veterinari ed equiparati".
"In via generale – conclude – riteniamo sia un peccato, per i cittadini utenti, che essi non possano godere direttamente di prestazioni professionali adeguate e specifiche, ma anche uno schiaffo pesante ad una  grande categoria che, a parità di studi, sembra dover essere destinata al garzonato a  vita. E che non è disponibile a questo ruolo all’infinito".  

Per queste ragioni il segretario della Fsi ritiene necessario e prioritario andare oltre, e affrontare esigenze concrete quali (Vedi testo completo con le proposte aggiuntive al Dl Sanità indirizzate al Ministro Balduzzi):

  • La definizione di linee guide nazionali di riorganizzazione dei SSR che tengano conto delle formazione di base che le professioni hanno acquisito.  Con anche l'eventuale introduzione della figura dell'Infermiere di famiglia. Ciò in quanto tali Professioni e tali professionalità nei piani sanitari di alcune regioni non risultano – a tutt'oggi – equamente riconosciute e qualificate .
  • Inserimento, all'interno del documento in via di approvazione,  dei dipartimenti per le professioni sanitarie, a livello territoriale.
  • L'individuazione di un percorso magistrale in management in organizzazione sanitaria aperto a quanti in possesso di un diploma di laurea abilitante alle professioni sanitarie per l'accesso alla direzione sia dei dipartimenti qui richiesti che delle neo costituende associazioni monoprofessionale e multiprofessionali.
  • la libera professione per tutti i professionisti sanitari.

30 Agosto 2012

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