Question time/1. Speranza su Fondo disturbi  alimentazione: “Le Regioni dovranno presentare piani biennali di attività”

Question time/1. Speranza su Fondo disturbi  alimentazione: “Le Regioni dovranno presentare piani biennali di attività”

Question time/1. Speranza su Fondo disturbi  alimentazione: “Le Regioni dovranno presentare piani biennali di attività”
"Acquisiti i suddetti piani procede all'erogazione della prima quota, pari al 60 per cento del finanziamento totale; entro il 5 dicembre del 2023, il Ministero eroga la seconda quota del finanziamento complessivo, pari al 40 per cento del fondo; a fine ottobre del 2023 è previsto poi un report sulle attività svolte". Così il ministro della Salute rispondendo alla Camera a Grande (Ipf).

Il 21 giugno scorso è stata sancita in sede di Conferenza Stato-regioni l’intesa sulla ripartizione e l’erogazione delle risorse del Fondo per il contrasto dei disturbi dell’alimentazione e della nutrizione. 

Ora “le regioni e le province autonome, entro sessanta giorni dalla data in cui è stata sancita l’intesa, cioè il 21 giugno del 2022, dovranno presentare al Ministero della Salute i propri piani biennali di attività. Il Ministero della Salute, acquisiti i suddetti piani, dopo apposita verifica della coerenza con le linee di intervento, procede all’erogazione della prima quota, pari al 60 per cento del finanziamento totale, con le modalità previste dall’intesa; entro il 5 dicembre del 2023, il Ministero eroga la seconda quota del finanziamento complessivo, pari al 40 per cento del fondo; a fine ottobre del 2023 è previsto poi un report sulle attività svolte e una rendicontazione sull’utilizzo della prima tranche di finanziamento che deve essere risultata impegnata per almeno l’80 per cento”.

Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, rispondendo alla Camera al question time sul tema presentato da Marta Grande (Ipf).

Di seguito la risposta integrale del ministro Speranza.

“Ringrazio molto gli interroganti, perché mi consentono di chiarire il percorso che abbiamo messo in campo su un tema che ritengo di assoluta attualità e che deve essere centrale, sicuramente, nella nostra azione di governo. La legge 30 dicembre del 2021, n. 234, la legge di bilancio, ha istituito presso il Ministero della Salute il Fondo per il contrasto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, con una dotazione di 15 milioni di euro per il 2022 e di 10 milioni di euro per il 2023 e ha previsto che alla ripartizione dello stesso si provveda mediante intesa Stato-regioni.

Per garantire la compiuta e tempestiva attuazione della norma in esame e ripartire in tempi rapidi il fondo, presso il Ministero della Salute è stato istituito un apposito gruppo di lavoro tecnico-scientifico, con qualificati referenti in tema di disturbi della nutrizione e dell’alimentazione individuati dalle regioni, dalle province autonome, dalle associazione dei familiari e dalle società scientifiche di settore. Al menzionato gruppo di lavoro è stata affidata la predisposizione del provvedimento, finalizzato a definire i criteri, le modalità e le linee di intervento per l’utilizzo del Fondo per il contrasto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, nonché l’individuazione delle procedure per la presentazione, da parte delle regioni e delle province autonome, dei piani delle attività biennali, volti al miglioramento dell’assistenza alle persone con disturbi della nutrizione e dell’alimentazione.

Proprio il 21 giugno scorso, è stata sancita in sede di Conferenza Stato-regioni l’intesa sul provvedimento in questione.

Aggiungo che, in considerazione della delicatezza della materia in esame, nell’ambito della citata intesa è stato disciplinato anche il percorso di identificazione e di presa in carico assistenziale dei pazienti minori e adulti. Proprio ai fini della prevenzione, l’intesa individua anche gli strumenti e le procedure per la valutazione precoce dei bisogni terapeutici ed assistenziali dei pazienti che soffrono di tali disturbi e, nel contempo, sollecita le regioni e le province autonome ad adeguare la propria offerta assistenziale alla reale domanda di cura posta dalle persone.

Quanto alla procedura avviata, ora, le regioni e le province autonome, entro sessanta giorni dalla data in cui è stata sancita l’intesa, cioè il 21 giugno del 2022, dovranno presentare al Ministero della Salute i propri piani biennali di attività. Il Ministero della Salute, acquisiti i suddetti piani, dopo apposita verifica della coerenza con le linee di intervento, procede all’erogazione della prima quota, pari al 60 per cento del finanziamento totale, con le modalità previste dall’intesa; entro il 5 dicembre del 2023, il Ministero eroga la seconda quota del finanziamento complessivo, pari al 40 per cento del fondo; a fine ottobre del 2023 è previsto poi un report sulle attività svolte e una rendicontazione sull’utilizzo della prima tranche di finanziamento che deve essere risultata impegnata per almeno l’80 per cento.

Concludo, comunicando che l’intesa prevede, inoltre, che le regioni e le province autonome nell’ambito del territorio di competenza provvedano alla costituzione di un tavolo tecnico di confronto con le aziende sanitarie, con esperti del settore, con referenti tecnici regionali individuati per la tematica e con le associazioni e la comunità scientifica di riferimento, affinché sia garantito un monitoraggio attento sull’adeguatezza degli investimenti avviati relativi al fondo.

Garantisco, da parte del Governo, il massimo impegno perché tutto possa essere svolto nel più breve tempo possibile e la massima attenzione del Governo e, in modo particolare, del Ministero della Salute su una tematica che riteniamo davvero essenziale per il nostro Paese”.

In sede di replica, Marta Grande (Ipf) ha dichiarato: “Grazie, Ministro. Questo è esattamente il tipo di risposta che le persone si stavano aspettando; è la risposta che la politica deve dare a tutte quelle persone che durante la pandemia hanno iniziato a soffrire o che già soffrivano di questo tipo di patologia. La pandemia ha aumentato all’incirca del 40 per cento il numero di persone che nel nostro Paese, soprattutto giovani, ma non solo, soffrono di disturbi del comportamento alimentare. È la prima causa di morte, dopo gli incidenti stradali, tra i giovani, quindi, è assolutamente fondamentale per il Governo e per la politica dare risposte a delle persone che sono in sofferenza, in sofferenza per una serie di motivi – i più vari – e per la quale è necessario dare una risposta che sia gestita in maniera integrata. Quindi, grazie per questa risposta, grazie per il lavoro svolto; continueremo a seguire il tema, continueremo a interrogare il Ministero della Salute, perché riuscire a dare una risposta concreta, a risolvere e a curare queste persone è veramente l’emergenza dei prossimi decenni”.

06 Luglio 2022

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