Prescrizioni per principio attivo. Fimp Sicilia: “No in pediatria”

Prescrizioni per principio attivo. Fimp Sicilia: “No in pediatria”

Prescrizioni per principio attivo. Fimp Sicilia: “No in pediatria”
Il segretario regionale dei pediatri ricorda che “la sperimentazione in età pediatrica è limitatissima”. Pertanto, l’obbligo di prescrivere della molecola farmacologica “non può e non deve applicato per i farmaci a uso pediatrico”.

“La crisi che stiamo attraversando è un dato di fatto consolidato, cosi com’è altrettanto evidente che lo Stato attuai delle misure di risparmio, in particolare in sanità. Ma tali logiche non possono diventare un alibi strumentale con il quale, nel tentativo di razionalizzare le spese, da un lato si compromette in modo grave lo stato sociale e dall’altro si genera confusione. La prova è lo scompiglio generato dalle disposizioni sulla prescrizione dei farmaci da parte del medico di famiglia e del pediatra di libera scelta”. Ad affermarlo è Adolfo Porto, segretario regionale Fimp Sicilia, che contesta in particolare l’obbligo di tale norma per i farmaci pediatrici, ma ricorda anche che “la rimborsabilità a carico dello Stato del farmaco prescritto dai medici, prima del decreto, era pari al costo del farmaco equivalente di minor costo. La rimanente quota era a carico del cittadino (e quindi non a carico della comunità). Ciò fa sorgere qualche ragionevole dubbio sull’effettivo risparmio che la legge in questione mira a ottenere”.

Soprattutto, “il razionale che impone la prescrivere della molecola farmacologica, piuttosto che il nome commerciale del farmaco, non può e non deve applicato per i farmaci a uso pediatrico, anche perché com’è noto la sperimentazione in età pediatrica è limitatissima. Pertanto, considerato che in pediatria sono principalmente gli sciroppi ad essere prescritti, i principali parametri come, ad esempio, la palatabilità che è l’elemento cardine per acquisire gradimento e adesione alla terapia, tutto ciò è la vera garanzia del successo terapeutico”.

“L’adesione alla terapia da parte del bambino e della sua famiglia non è facile da ottenere – aggiunge Porto – e per tale motivo la scelta del farmaco, l’esperienza del pediatra e il rapporto fiduciario con la famiglia sono fondamentali. Sull’aspetto palatabilità anche gli informatori scientifici dei farmaci brand hanno un ruolo importante. Per il farmaco generico quanto sopra, ovviamente, è improbabile e complicato da realizzare”.

In conclusione, spiega il segretario regionale della Fimp Sicilia, “l’elemento di forza del pediatra di libera scelta è la sua capacità nel prescrivere farmaci graditi e schemi posologici estremamente, che diviene elemento di sicurezza per le famiglie ed elemento di successo terapeutico, facilitato dal fatto che lo sciroppo brand, ad esempio, ha un misurino con dosaggio scrupolosamente graduato. Per la miriade di farmaci generici (non soggetti tra l’altro ad alcuna attività informativa presso il medico) tutto ciò non può essere più considerato. Nasce quindi l’indubbia difficoltà da parte del pediatra a individuare l’esatta posologia, non conoscendo il metodo di dispensazione della sostanza nel farmaco generico e la concentrazione del principio attivo. I pediatri di famiglia saranno costretti, a sostituire il generico con il brand più gradevole di gusto, inoltre a consigliare i genitori dei loro piccoli pazienti, dopo aver prescritto un generico, di leggere il foglietto illustrativo, oppure di chiedere al farmacista, ciò sgretolerà in un sol colpo quegli elementi di forza della strategia terapeutica in pediatria, faticosamente costruita negli anni”.

Porto chiede quindi “un intervento di modifica sul decreto che esoneri, per le ragioni su esposte, i pediatri da tale obblighi e vincoli prescrittivi”.
 

19 Settembre 2012

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