Covid. Schillaci: “Asintomatici a lavoro dopo 4-5 giorni senza bisogno del tampone”. E su Gemmato: “Ha chiarito. Sua posizione in linea con il governo”

Covid. Schillaci: “Asintomatici a lavoro dopo 4-5 giorni senza bisogno del tampone”. E su Gemmato: “Ha chiarito. Sua posizione in linea con il governo”

Covid. Schillaci: “Asintomatici a lavoro dopo 4-5 giorni senza bisogno del tampone”. E su Gemmato: “Ha chiarito. Sua posizione in linea con il governo”
"Siamo in una fase endemica del Covid, dobbiamo avere le stesse accortezze che avevamo prima per l'influenza per tornare alla normalità. Quando si stava male, con l'influenza, si restava a casa". Sulle multe per quegli over 50 che non si sono vaccinati contro il Covid nonostante l'obbligo: "Per ora le sanzioni sono rimaste, vediamo se ci saranno provvedimenti in tal senso da parte del Parlamento". E sulla carenza di medici: "Dobbiamo ridare attrattività al Ssn e aumentare il numero di accesso a medicina programmandolo in base alle esigenze". Così il ministro della Salute a Porta a Porta.

“Stiamo mettendo a punto un’ordinanza con le nuove regole per la quarantena dei positivi al Covid. Dopo 4 o 5 giorni i pazienti asintomatici positivi al Covid possono rientrare alla loro attività normale”. Inoltre, anche chi ha una sintomatologia lieve “potrà rientrare prima”, considerando però “almeno 24 ore di assenza di febbre, magari con qualche precauzione come la mascherina per proteggere i fragili”.

Lo ha affermato, come riportano le agenzie di stampa Agi, Ansa e AdnKronos, il ministro della Salute, Orazio Schillaci, nel corso della registrazione della puntata di Porta a porta che andrà in onda questa sera su Rai 1.

“Siamo in una fase endemica del Covid, dobbiamo avere le stesse accortezze che avevamo prima per l’influenza per tornare alla normalità. Quando si stava male, con l’influenza, si restava a casa. Appena i sintomi finivano, si rientrava a lavoro. Oggi siamo ancora più responsabilizzati in questo – sottolinea Schillaci – con l’uso della mascherina quando siamo con le persone più fragili. In questo modo possiamo tornare alla tanta auspicata normalità”.

A tal proposito, il ministro ha confermato che a partirà una campagna per sensibilizzare sull’importanza della vaccinazione per Covid e influenza. Probabilmente già a partire dalla prossima settimana. Quanto poi alle dichiarazioni del sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, in tema di vaccinazioni contro il Covid e alle polemiche scaturite per tutta la giornata di ieri, Schillaci ha puntualizzato: “Il sottosegretario Gemmato ha chiarito il suo pensiero, la sua posizione sui vaccini, che è chiara ed in linea con quanto affermato dal presidente Meloni”.

Il ministro è intervenuto anche sulle multe per quegli over 50 che non si sono vaccinati contro il Covid nonostante l’obbligo: “Gli unici due Stati che hanno messo multe ai non vaccinati e le hanno revocate sono Austria e Grecia. In Italia per ora le sanzioni sono rimaste, vediamo se ci saranno provvedimenti in tal senso da parte del Parlamento”.

Sul tema della carenza dei medici Schillaci ha spiegato: “La carenza di medici è il risultato di una programmazione sbagliata degli ultimi 10 anni e riguarda anche gli infermieri. Bisogna aumentare il numero di accesso alle facoltà di medicina e programmarlo in base alle esigenze. Ci siamo accorti che servivano i medici quando è arrivata la pandemia. Dobbiamo ridare attrattività al Ssn, uno dei migliori. È importante operare in questo sistema e dobbiamo farlo capire ai giovani. Sui `medici a gettone´, trovo assurdo che nella stessa struttura ci sono persone che svolgono lo stesso lavoro e abbiano diversi compensi – aggiunge il ministro – inoltre medici e infermieri hanno stipendi che sono tra il 30 e il 40% di meno rispetto ai paesi europei. Dobbiamo anche far capire ai giovani che il Ssn è attrattivo”.

Infine, sul tema della ricerca: “In questa tragedia della pandemia abbiamo però imparato quanto sia importante la ricerca scientifica. E’ fondamentale. E credo che dobbiamo dare un maggior impulso per ridurre la burocrazia e far sì che i medicinali nuovi salvavita possano arrivare anche ai pazienti italiani come una tempistica più breve. Questo credo che sia anche un aspetto molto importante, oggi ci sono farmaci innovativi, si va verso la medicina del Terzo Millennio. E poi dobbiamo curare i malati e non la malattia: la stessa malattia si presenta in persone diverse in modo completamente diverso. Abbiamo gli strumenti per personalizzare la cura. C’è bisogno anche di rispettare le regole, però, magari, di avere un percorso più veloce, come avvenuto per i vaccini”, conclude.

16 Novembre 2022

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