A Tor Vergata presentato un modello per contrastare le infezioni correlate all’assistenza

A Tor Vergata presentato un modello per contrastare le infezioni correlate all’assistenza

A Tor Vergata presentato un modello per contrastare le infezioni correlate all’assistenza
D’Amato: “Il contrasto alle infezioni ospedaliere e all’antibiotico resistenza oggi è il pericolo pubblico numero” è quindi “importante avere un modello che possa essere replicato anche su base nazionale e che consenta tutti quei miglioramenti progressivi seguendo l’andamento dei dati sulle infezioni”. Dati Oms, solo in Europa, oltre 670mila infezioni l’anno, 33mila i decessi, un terzo in Italia: circa 11mila morti l’anno.

È stato presentato questa mattina al Policlinico Tor Vergata un modello che si basa su un approccio risk-based, con il supporto di una piattaforma web-based che considera i diversi fattori contribuenti a contrastare il fenomeno I.C.A., analizza ed interpreta i dati e, sulla base di evidenze oggettive, consente all’organizzazione di agire pro attivamente o di reagire in caso di situazioni a rischio non accettabili.

Presenti l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, il direttore generale del Policlinico Tor Vergata Giuseppe Quintavalle e il direttore sanitario Andrea Magrini; oltre a loro Francesco Vaia, Direttore Generale dell’INMI L. Spallanzani, Massimo Andreoni, Direttore Scientifico della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali e Guido Rasi, Professore Ordinario di Microbiologia dell’UTV.

I dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità affermano solo in Europa, ogni anno si verificano più di 670mila infezioni da batteri resistenti agli antibiotici e 33mila decessi sono la diretta conseguenza di queste infezioni. Oggi un terzo dei decessi in Europa si verificano in Italia, dove ogni anno muoiono circa 11mila persone: il 5% dei pazienti ospedalizzati contrae una infezione durante il ricovero e il 7% – 9% di tutti i pazienti ricoverati risulta infetto.

“Il contrasto alle infezioni ospedaliere e all’antibiotico resistenza oggi è il pericolo pubblico numero uno ecco perché è importante avere un modello che possa essere replicato anche su base nazionale e che consenta tutti quei miglioramenti progressivi seguendo l’andamento dei dati sulle infezioni. Quella di Tor Vergata in collaborazione con l’Istituto Spallanzani è una iniziativa importante basti pensare che lo studio presentato evidenzia come siano oltre 10 mila le giornate di degenza in più causate da complessità derivanti dall’antibiotico resistenza”, ha argomentato D’Amato.

Il professor Andreoni, direttore scientifico della Simit, afferma che “in questi ultimi anni si è assistito all’allargarsi del fenomeno dell’infezioni da germi multi-resistenti e questo dato conferma l’importanza di una sorveglianza microbiologica di tutti i pazienti all’ingresso in ospedale per evitare di catalogare non correttamente infezioni acquisite durante la degenza con tutti gli importanti risvolti medico-legali e quindi economici che ne derivano”.

“Un articolato strumento di sorveglianza che si tradurrà in indicatori di performance utili al miglioramento continuo di questi processi. È necessario puntare sulla cultura dei professionisti della salute e per questo è necessario fare formazione per ridurre i rischi e aumentare la sicurezza dei pazienti. Grazie a questi dati – sottolinea il dg del PVT Quintavalle -, oltre ad avere una enorme rilevanza in termini di sanità pubblica, pongono rilevanti problemi in termini di costi: infatti, la banca mondiale ha calcolato che l’antibiotico-resistenza costerà all’Italia 13 miliardi di dollari da qui al 2050 con un impatto economico che potrebbe avere ripercussioni molto pesanti. In questo scenario è indispensabile un intervento immediato con l’attuazione di politiche che prevedano l’avvio di procedure e protocolli finalizzati alla riduzione della circolazione di germi multiresistenti”.

“La pandemia ha sottolineato l’importanza di questi rischi e la necessità di mantenere alta l’attenzione ai comportamenti ed alle pratiche sanitarie nella quotidianità. Combattiamo le infezioni per una sanità più sicura”, ha commentato quindi Vaia.

Numerosi sono i fattori coinvolti nello sviluppo delle infezioni correlate all’assistenza (ICA) e “solo un intervento globale e coordinato può permettere di contrastare tale fenomeno” sottolinea il professor Tonino Marsella, Ordinario di Medicina Legale dell’Università degli studi di Roma Tor Vergata.

“Di rilevante interesse, all’interno di questo scenario”, interviene l’accademica Loredana Sarmati, U.O.C. di Malattie Infettive del PTV, “la piattaforma risk based, uno strumento pensato per procedure, processi e protocolli, che permette di creare un sistema informatico di supporto alle decisioni integrato nei processi di risk management, incrementare la sicurezza per gli operatori sanitari rispetto alle ICA efficientando la gestione dei posti letto e delle risorse”.

A tirare le somme della presentazione del modello, la professoressa Sarmati ha quindi specificato: “Avremo uno strumento che ci permetterà di attivare un sistema di sorveglianza attiva delle infezioni/colonizzazioni da CRE e una più efficace implementazione dei programmi di Antimicrobical Stewardship, disponendo altresì di maggiori evidenze oggettive atte a dimostrare la riduzione del rischio clinico e del rischio infettivo, utili anche in sede di procedimenti giudiziari”.

La prevenzione e il controllo delle ICA in tutte le strutture assistenziali rappresentano interventi irrinunciabili per ridurre l’impatto di queste infezioni. Uno dei punti cruciali per il contrasto alle ICA è la definizione e l’applicazione di buone pratiche di assistenza e di altre misure, secondo un programma integrato che deve essere adattato a ogni ambito assistenziale e questo modello sembra rispondere a concorrere alla riduzione del rischio.

15 Dicembre 2022

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