Aree interne. Ecco come la Asl cancella il “deserto sanitario” in provincia di Chieti

Aree interne. Ecco come la Asl cancella il “deserto sanitario” in provincia di Chieti

Aree interne. Ecco come la Asl cancella il “deserto sanitario” in provincia di Chieti
Grazie ai fondi Pnrr alle aree interne destinate 11 Case di comunità su 15, e 8 di queste “andranno a beneficio di aree periferiche e ultraperiferiche” dove vivono 98.800 abitanti sui 373 mila della provincia. Individuati quindi 13 “Punti erogativi”. Previsti poi 6 ospedali di comunità e 4 Centrali operative territoriali. Schael: “Abbiamo compiuto scelte precise e ponderate. Il Pnrr ci ha offerto una grande opportunità”.

È la volta buona. Si ribalta un destino che sembrava incancellabile e consegnava al nulla il diritto alla salute dei residenti nelle aree interne, penalizzate da assenza di servizi e collegamenti viari disagevoli. A cambiarne le sorti sarebbero le scelte compiute dalla Asl Lanciano Vasto Chieti con il PNRR, “la cui finalità – si legge in una nota – è stata interpretata alla lettera: migliorare la vita dell’entroterra, ridotta allo stremo da anni di politiche sanitarie tese ad accentrare ogni presidio di cura negli ospedali delle maggiori aree urbane”.

Con gli interventi progettati nell’ambito della Missione 6 Salute, il 71% delle strutture previste è collocato nelle Aree interne: “ad esse sono state destinate 11 Case di comunità sul totale di 15, pari al 73%, e 8 di queste andranno a beneficio di aree periferiche e ultraperiferiche”, come dire “le più disagiate tra le disagiate”, dove vivono 98.800 abitanti su una popolazione totale della provincia di Chieti che ne conta poco più di 373 mila. Queste le località: Villa Santa Maria, Castiglione M.M., Gissi, Atessa, Casoli, Guardiagrele, San Vito, e Casalbordino, oltre a Ortona, Francavilla, Vasto, Lanciano, San Salvo, Chieti Città e Scalo.

Inoltre sono stati individuati 13 Punti erogativi, di cui 9 ubicati nelle Aree interne, e 6 di questi appartengono alle zone periferiche e ultraperiferiche. Si tratta di Lama dei Peligni, Pizzoferrato, Torricella Peligna, Palena, Carunchio, Tornareccio, e cui si aggiungono Miglianico, S. Giovanni Teatino, Tollo, Orsogna, Bucchianico, Fossacesia e Paglieta.

Il piano prevede anche 6 ospedali di comunità, di cui 4 sempre nelle suddette aree: Casoli, Gissi, Guardiagrele, Atessa, Chieti e San Salvo.
A completare la mappa dei servizi sul territorio le 4 Centrali operative territoriali, a Casoli, Lanciano, Chieti e San Salvo. Si tratta di strutture che svolgono una funzione di coordinamento della presa in carico della persona e raccordo tra servizi e professionisti al fine di assicurare continuità, accessibilità ed integrazione dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria.

“Abbiamo compiuto scelte precise e ponderate – sottolinea il Direttore Generale Thomas Schael – ben consapevoli della desertificazione sanitaria sofferta da sempre dai comuni dell’entroterra, penalizzati nell’accesso ai luoghi e alle opportunità di cura. Il Pnrr ci ha offerto una grande opportunità, che la nostra Azienda ha colto guardando ai bisogni reali dei territori, con l’idea di riequilibrare per davvero una rete di servizi storicamente sbilanciati sugli ospedali e sulle città dell’area costiera”.

“La mappa che abbiamo disegnato va nella direzione auspicata da Cittadinanzattiva – prosegue il direttore generale -, che proprio in questi giorni ha posto l’accento sui deserti che affliggono il Paese in termini di servizi per la salute e sulla necessità di investire risorse sulla aree interne. A fine marzo scadono i termini per la presentazione dei progetti per le Case di comunità da parte dei tecnici incaricati, a cui seguirà la gara per l’affidamento dei lavori. Si corre, per stare nei tempi e non perdere neanche un centesimo dei fondi a disposizione”.

26 Gennaio 2023

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