Eco-ospedali contro l’inquinamento
Gestione dei rifiuti ospedalieri, traffico veicolare legato agli spostamenti di pazienti e staff, consumi energetici: ecco alcune delle principali voci di inquinamento ospedaliero. Ma progettare in modo ecosostenibile i luoghi di cura, ha detto Hay, permetterà di ridurre l'impronta ecologica di un ospedale di circa il 45%. L'impronta ecologica è un indicatore per misurare l'impatto umano sull'ambiente ed è la superficie del pianeta 'consumata' per esempio per offrire un certo servizio come quello ospedaliero. L'impronta ecologica media di un italiano è pari a circa sei campi da calcio, ovvero una superficie di 4,76 ettari, mentre quella di un ospedale è pari a circa 140-185 metri quadri per posto letto, quindi una struttura con circa 2000 posti letto peserà sulla Terra per 28-37 ettari. A gravare sono i consumi energetici, ingenti dato il funzionamento è richiesto 24 ore su 24 per 365 giorni; non a caso i costi di gestione di un nosocomio dopo tre anni raggiungono all'incirca le spese di realizzazione. Poi c'é la gestione dei rifiuti ospedalieri, soprattutto laddove si usi ancora il PVC per strumenti e pavimentazione. “Fino a pochissimo tempo fa molti materiali in plastica usati in ospedale, dai guanti di lattice ai materiali delle pavimentazioni, e a contenitori di ogni tipo, contenevano PVC – ha spiegato Roger Hay – una sostanza molto tossica". Solo un ripensamento globale del luogo di cura, dal momento della sua progettazione alla sua gestione, ha detto Hay, potrà cambiare le cose: l'ospedale ecosostenibile è fatto con materiali rispettosi dell'ambiente, funziona a risparmio energetico sfruttando al massimo la luce naturale e adottando soluzioni nanotecnologiche per produrre involucri, filtri di impianti di aerazione, pavimenti, elementi di arredo nanotecnologici, il tutto con capacità anti-inquinanti, (mangiatori di smog), antibatteriche e autopulenti.
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07 Maggio 2010
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