Fnofi: “No a libri dei sogni. Serve cultura sociale e politica, concretezza e strumenti economici”
“L’allarme lanciato anche dall’OMS che parla di ‘bomba ad orologeria’ circa la sofferenza e il calo di attrattività delle professioni sanitarie riguarda tutta l’Europa”, ha esordito Ferrante, “La questione riveste carattere di urgenza e richiede quindi la messa in campo di misure strategiche. La professione del Fisioterapista, in controtendenza con le altre, si dimostra ad oggi ancora attrattiva e i nostri corsi di laurea continuano ad essere tra i più scelti dai giovani, ma è indubbio che il lavoro all’interno del SSN sia in forte crisi, pertanto anche noi monitoriamo con attenzione e preoccupazione l’andamento complessivo. Per dare nuovo impulso al settore è necessario costruire veri percorsi di carriera all’interno delle aziende sanitarie, che siano in grado di riconoscere il livello di preparazione e l’ambito di specializzazione. Non è più possibile pensare che tutti facciano tutto allo stesso modo. La nostra professione, in particolare, segue le persone durante tutto l’arco di vita ed è progredita in maniera incredibile grazie alla ricerca scientifica: riteniamo che questa competenza vada riconosciuta e sostenuta nei fatti”.
“Nello specifico del tema proposta da Nino Cartabellotta e da GIMBE, per rilanciare le politiche per il personale sanitario”, ha proseguito il presidente FNOFI, “bisogna evitare di scrivere ‘libri dei sogni’, bensì operare prima di tutto affinché il sistema salute e la società intera siano consapevoli della posta in gioco: carenza di operatori significa carenza di cure, e questo è un pericolo per tutto il Paese, una situazione che occorre in ogni modo evitare con scelte e politiche di medio-lungo periodo”. Nel suo intervento Ferrante ha presentato alla Conferenza di Bologna una serie di proposte-riflessioni che partono da una considerazione di governance: “per rilanciare le politiche del capitale umano del SSN occorre intervenire per aumentare la motivazione dei dirigenti, del middle management e dei professionisti con strumenti specifici ed anche con una valorizzazione economica adeguata, concedendo se necessario alle Regioni, l’aumento dei fondi a disposizione. Poi è indispensabile rendere davvero tangibili i percorsi di carriera nel SSN, anche attraverso un vincolo nel fondo aziendale dirigenti finalizzato all’attivazione di ruoli dirigenziali per le professioni sanitarie in maniera proporzionale al numero di operatori del comparto presenti. Da ultimo occorre Finanziare adeguatamente il CCNL affinché le ipotesi presentate siano rese percorribili”.
Fin qui il pensiero FNOFI in una prospettiva di lungo periodo. Ma sul breve termine? Come contrastare la carenza di personale? La proposta di Ferrante qui è ampia e non tocca i temi del “Decreto bollette”: in primis occorre implementare lo strumento contrattuale dell’affidamento di incarichi ai liberi professionisti, senza intermediazioni di terzi (cooperative o società di somministrazione di personale….) che “pesano” sui costi senza alcun valore aggiunto. In contemporanea occorre “rivedere in maniera condivisa alcuni processi assistenziali, rideterminando le responsabilità in ragione delle specifiche competenze, assegnando anche alcune attività a professionisti sanitari al momento esclusi dalle stesse”. Sempre secondo Ferrante è utile generare un efficientamento e miglioramento dell’appropriatezza dei percorsi di prevenzione, cura e riabilitazione finalizzato a determinare il fabbisogno reale di professionisti nelle varie aree, in collaborazione con gli Ordini professionali e le società scientifiche”.
Ma il tema dell’attrattività riguarda da vicino anche le tematiche di formazione delle competenze ed in questo ambito il presidente FNOFI ha lanciato due suggerimenti di sistema che partono dalla necessità di “sviluppare in collaborazione con Ordini e società scientifiche, nuovi modelli di valutazione della competence professionale, aggiornati rispetto all’evoluzione dei bisogni di salute e della ricerca in ogni specifica area, rispetto ai quali orientare le politiche del personale del SSN nonché i percorsi di formazione aziendale/regionale”. A partire da questa considerazione è importante, ha concluso Ferrante, “rivedere i percorsi formativi universitari, per implementare percorsi biennali di specializzazione, in linea con i paesi UE ed intervenire su MIUR e ANVUR per assicurare un maggior equilibrio tra strutturati e iscritti al Corso di Laurea”. Oltre a Ferrante sono intervenuti al Forum anche Filippo Anelli (FNOMCEO), Teresa Calandra (Federazione TSRM e PSTRP), Andrea Mandelli (FNOFI), Nausicaa Orlandi (FNOCS), Pierpaolo Pateri (FNOPI), Gaetano Penocchio (FNOVI) e Silvia Vaccari (FNOPO).
31 Marzo 2023
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