Gli infermieri e il diabete

Gli infermieri e il diabete

Gli infermieri e il diabete

Gentile Direttore,
il diabete rappresenta una malattia cronica, che richiede una scrupolosa e competente “continuità di cura”, ma soprattutto ripetuti rinforzi educativi e formativi, rivolti non solo ai pazienti, ma indirizzati a tutti gli operatori sanitari, coinvolti nella gestione della malattia, con l’obiettivo di rendere il paziente proattivo, responsabile ed educato in un percorso di self care. In questa epoca altamente tecnologica sono stati compiuti notevoli progressi per consentire una adeguata assistenza sanitaria a soggetti affetti da tale patologia.

Le evoluzioni in ambito tecnologico e l’interessamento mediatico hanno elevato il livello di conoscenza della malattia nella popolazione diabetica, con conseguente miglioramento della qualità di vita. L’Infermiere oltre ad essere garante di un’adeguata assistenza, è promotore di interventi educativi qualificati con l’obiettivo di determinare un miglior controllo metabolico. Ecco che l’educazione al paziente con malattia cronica, come il diabete, riveste un ruolo determinante per consentire di acquisire e praticare l’utilizzo di strumenti tecnologici da utilizzare nel quotidiano. Il soggetto con diabete, dunque oggi, possiede gli strumenti per tamponare situazioni di emergenza e controllare quotidianamente il proprio stato di salute e di compenso glicemico in tempo reale condividendo il tutto con il team in cura.

Si tratta quindi di un’assistenza tecnologica a 360°, dove il paziente sarà attivamente coinvolto e propositivo nelle sue scelte di aderenza terapeutica.

L’evoluzione tecnologica ha contribuito nell’evoluzione dell’assistenza infermieristica: l’infermiere rappresenta il talento dell’arte e scienza in evoluzione; slogan centrato appieno in questo 12 Maggio 2023, in occasione della Giornata Internazionale dell’Infermiere.

Nel DM n°77/2022 sono stati disegnati vari modelli sperimentali per l’assistenza sanitaria dove l’infermiere svolge un ruolo molto importante soprattutto in quelle che sono le reti di prossimità. Ma quali sono le competenze specifiche per l’infermiere che lavora in ambito diabetologico? Oltre alle competenze assistenziali, abbiamo quelle Organizzative; di Prevenzione primaria e secondaria delle complicanze del diabete; la Terapia educazionale strutturata; l’Assistenza e l’addestramento per l’utilizzo delle tecnologie; la Programmazione della Telemedicina attraverso il teleconsulto e la teleassistenza.

Dunque l’infermiere, oggi, che lavora con il paziente cronico è il professionista che basa la sua attività assistenziale su interventi educativi efficaci e mai improvvisati, ciò richiede conoscenze, competenze e sviluppo di abilità relazionali ed educazionali dedicate. Ogni intervento educazionale mancato in ambito diabetologico rappresenta un fallimento per operatori sanitari, pazienti, collettività, ma anche per la sostenibilità, l’accessibilità e l’equità del Sistema Sanitario Nazionale.

Questo comporta conoscenza di base, studio continuo e confronto, poiché utilizzare conoscenza scientifica serve per dare risposte efficaci ai pazienti; diventa quindi fondamentale la continua analisi dei processi assistenziali e terapeutici. Le Società Scientifiche, in questo percorso ci sostengono come OSDI, Operatori Sanitari Diabetologia Italiani, nata con lo scopo di migliorare la cultura professionale degli infermieri che operano in campo diabetologico. La società è accreditata dal 2017 tra le società scientifiche presso il Ministero della Salute, e opera in tutto il territorio nazionale.

Perché è importante formare ed essere formati? L’infermiere ha riconosciute come funzioni proprie la prevenzione, l’assistenza e l’educazione sanitaria. Riteniamo che la formazione sia alla base di una buona qualità dell’assistenza, un infermiere preparato è la garanzia per la sicurezza del paziente e per l’applicazione di standard di cura ottimali. In questi lunghi anni di storia associativa, abbiamo realizzato molti eventi formativi e su tantissimi argomenti aventi per oggetto l’assistenza del paziente portatore di patologie croniche come il diabete. In questo modo abbiamo contribuito a trasferire conoscenze e abilità che, probabilmente, con altri flussi formativi non era facile conseguire. Inoltre, riteniamo che, l’esperienza accumulata negli anni non deve andare persa, ma messa a disposizione dei nuovi associati o dagli infermieri che si affacciano al complesso mondo dell’assistenza alla cronicità e in particolare al diabete.

Dott.ssa Raffaella Fiorentino
Presidente OSDI (Operatori Sanitari di Diabetologia Italiani)

Raffaella Fiorentino

24 Aprile 2023

© Riproduzione riservata

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