Tumore del fegato. Con regime Stride 1 paziente su 4 vivo dopo quattro anni

Tumore del fegato. Con regime Stride 1 paziente su 4 vivo dopo quattro anni

Tumore del fegato. Con regime Stride 1 paziente su 4 vivo dopo quattro anni
Al World Congress on Gastrointestinal Cancer 2023 della Società Europea di Oncologia Medica, in corso a Barcellona, sono stati presentati i risultati aggiornati dello studio di Fase III HIMALAYA, La combinazione di durvalumab con una dose singola di tremelimumab (regime STRIDE) ha prodotto, in 4 anni di follow up, un beneficio di sopravvivenza globale, stimabile in 1 paziente su 4 con tumore del fegato. Si tratta del più lungo follow-up di sopravvivenza riportato da uno studio di Fase III in questo ambito.

I risultati aggiornati dello studio di Fase III HIMALAYA hanno mostrato che la combinazione di durvalumab di AstraZeneca associato ad una singola dose di tremelimumab ha prodotto un beneficio di sopravvivenza globale (OS) clinicamente significativo e sostenuto a quattro anni nel trattamento dei pazienti con carcinoma epatocellulare (HCC) non resecabile non trattati con precedente terapia sistemica e non eleggibili a un trattamento locoregionale.

Questi risultati sono stati presentati giovedì 29 giugno al World Congress on Gastrointestinal Cancer 2023 della Società Europea di Oncologia Medica (European Society for Medical Oncology – ESMO) a Barcellona.

Al follow-up a quattro anni, i dati mostrano che una singola dose priming di tremelimumab associata a durvalumab – il cosiddetto regime STRIDE (Single Tremelimumab Regular Interval Durvalumab) – ha ridotto il rischio di morte del 22% rispetto a sorafenib (rapporto di rischio [HR] 0,78; intervallo di confidenza 95% [CI 0,67-0,92; maturità dati 78%).

In base alle stime, il 25,2% dei pazienti trattati con il regime STRIDE era vivo a quattro anni rispetto al 15,1% di quelli trattati con sorafenib. Un’analisi esplorativa post-hoc ha mostrato che gli effetti del trattamento con il regime STRIDE rispetto a sorafenib si sono mantenuti in tutti i sottogruppi clinicamente rilevanti di pazienti vivi almeno dopo tre anni, indipendentemente dalla eziologia della malattia epatica sottostante (epatite B [HBV], epatite C [HCV] o non virale) o da altre caratteristiche demografiche di base.

“I dati di sopravvivenza a lungo termine dello studio HIMALAYA sono unici nel panorama dell’epatocarcinoma avanzato – afferma Lorenza Rimassa, Professore Associato di Oncologia Medica presso Humanitas University e IRCCS Humanitas Research Hospital di Rozzano -. E’ importante osservare che un paziente su quattro trattato con il regime STRIDE, basato sulla duplice immunoterapia, è vivo a quattro anni. Nessun altro regime terapeutico ha dimostrato finora questi risultati. Se confrontato con i dati storici a disposizione, solo il 7% dei pazienti con tumore del fegato avanzato è vivo a cinque anni. STRIDE è basato su un innovativo approccio di ‘priming immunitario’ con una singola dose di tremelimumab seguita da durvalumab in monoterapia. Quest’unica somministrazione di tremelimumab, a un dosaggio superiore rispetto a quello tradizionale, è in grado di fornire una ‘spinta’ alla risposta immunitaria, offrendo contemporaneamente un miglioramento del profilo di sicurezza, e pertanto offrendo maggiore efficacia e tollerabilità. Il trattamento dell’epatocarcinoma è complesso perché bisogna trattare il tumore senza sottovalutare il fatto che il paziente molto spesso è affetto da un’altra patologia molto importante, l’epatopatia cronica. La gestione di due gravi patologie concomitanti richiede terapie tollerabili, che non peggiorino la funzionalità epatica residua”.

“Il notevole beneficio in termini di sopravvivenza a quattro anni dimostrato da durvalumab e tramelimumab in questo setting di tumore del fegato avanzato supporta l’utilizzo del regime STRIDE per il trattamento di un’ampia popolazione di pazienti eleggibili a livello globale – osserva Susan Galbraith, Vicepresidente Esecutivo, Oncology R&D, AstraZeneca – Questi ultimi risultati dello studio HIMALAYA fanno parte di una serie di studi clinici che hanno lo scopo di fornire trattamenti innovativi ai pazienti nei vari stadi del tumore del fegato”.

Nello studio HIMALAYA Il profilo di sicurezza del regime STRIDE è risultato coerente con i profili già noti di ogni farmaco, e non sono stati osservati nuovi segnali di sicurezza al follow-up prolungato. Eventi avversi legati al trattamento (TRAEs) gravi, di Grado 3 o 4 o morte, sono stati riportati dal 17,5% dei pazienti trattati con il regime STRIDE rispetto al 9,6% di quelli trattati con sorafenib, senza nuovi eventi dopo l’analisi primaria di STRIDE (17,5%).

La combinazione di durvalumab e tremelimumab è approvata per il trattamento dei pazienti adulti con HCC avanzato o non resecabile negli Stati Uniti, Unione Europea (nel setting di prima linea), Giappone e in numerosi altri Paesi. Durvalumab in monoterapia è inoltre approvato in Giappone in questo setting.

30 Giugno 2023

© Riproduzione riservata

Spesa farmaceutica. Nei primi 10 mesi del 2025 tocca quota 21 miliardi (+6,9%). La diretta sfonda il tetto di 4,2 mld. Il nuovo monitoraggio di Aifa
Spesa farmaceutica. Nei primi 10 mesi del 2025 tocca quota 21 miliardi (+6,9%). La diretta sfonda il tetto di 4,2 mld. Il nuovo monitoraggio di Aifa

La spesa dei medicinali dispensati attraverso le farmacie aperte al pubblico risulta pari a 7.208,8 milioni di euro (6,39% del FSN), invece, quella relativa ai medicinali acquistati direttamente dalle strutture...

Pneumococco negli adulti fragili: la prevenzione è una strategia complessa
Pneumococco negli adulti fragili: la prevenzione è una strategia complessa

Polmoniti, sepsi, meningiti e altre forme invasive continuano infatti a incidere in modo significativo proprio nelle fasce di popolazione più vulnerabili, rendendo essenziale una strategia preventiva solida, continuativa e appropriata....

Orticaria cronica spontanea, via libera CE a dupilumab nei bambini dai 2 agli 11 anni
Orticaria cronica spontanea, via libera CE a dupilumab nei bambini dai 2 agli 11 anni

La Commissione Europea ha approvato dupilumab per il trattamento dell’orticaria cronica spontanea (CSU) da moderata a grave nei bambini dai due agli undici anni con risposta inadeguata agli antistaminici H1...

Farmaci Biosimilari. Aifa aggiorna il Position Paper: “Intercambiabili con gli originatori, ma lo switch sia informato e tracciabile”
Farmaci Biosimilari. Aifa aggiorna il Position Paper: “Intercambiabili con gli originatori, ma lo switch sia informato e tracciabile”

I biosimilari non sono generici, ma per Aifa rappresentano ormai uno strumento irrinunciabile per garantire accesso alle terapie biologiche, sostenibilità del Servizio sanitario nazionale e continuità dell’innovazione. Con il terzo...