A proposito di liste di attese: le risorse sono solo una parte del problema

A proposito di liste di attese: le risorse sono solo una parte del problema

A proposito di liste di attese: le risorse sono solo una parte del problema

Gentile direttore,
quale maturo operatore della sanità che ha avuto anche incarichi gestionali, non posso fare a meno di esprimere alcune considerazioni sulle liste di attesa. Il problema delle liste di attesa non è semplice, è molto complesso per cui la soluzione e gli interventi vanno articolati nell’analisi organica di tutte le componenti che lo determinano, cioè finanziamenti aggiuntivi, aumento delle apparecchiature, aumento degli operatori sanitari, strutture private accreditate con il SSN. Il superamento delle prestazioni in attività intramoenia a pagamento nelle strutture pubbliche rispetto a quelle rese gratuitamente o almeno con il pagamento di un ticket è segno che è impossibile afferire a una prestazione sanitaria pubblica in tempi utili per pazienti sintomatici bisognosi, pertanto, di una diagnosi o una terapia, per cui chi se lo può permettere effettua le prestazioni a pagamento.

Questo è profondamente ingiusto. Non può continuare all’infinito fingendo che il problema non esiste, perché si avverte un malessere sociale sempre più importante.

Tra l’altro sono noti i lavori scientifici in cui risulta che l’aspettativa di vita è migliore nelle fasce più abbienti. Da anni a dire il vero è stata autorizzata l’attività aggiuntiva nelle strutture pubbliche quale soluzione per abbattere le liste di attesa, cioè l’attività oltre l’orario di servizio remunerata a parte agli operatori sanitari, ritenendo che sarebbe stata la soluzione del problema. In realtà non è stato così, perché primo, non tutte le strutture pubbliche l’hanno attivata per motivi economici, secondo lo stesso numero di operatori non può lavorare all’infinito anche se remunerato, terzo senza un aumento del numero delle apparecchiature l’attività aggiuntiva è limitata.

Al riguardo si consideri che la maggior parte della Radiologie in Italia hanno una sola TAC (più correttamente TC) che deve sopperire all’attività nei confronti dei ricoverati, del pronto soccorso e parte degli esterni, per cui l’attività aggiuntiva sebbene autorizzata è molto limitata. Pertanto, la complessità delle liste di attesa va analizzata in maniera organica considerando il finanziamento aggiuntivo del SSN dedicato al problema, un organico aumento delle apparecchiature secondo le varie esigenze locali, l’aumento del numero degli operatori e il ruolo delle strutture private accreditate.

È necessario, pertanto, creare una struttura cui partecipino esperti del settore, rappresentanti degli operatori sanitari e i direttori generali regionali della salute in maniera da accorciare la filiera dei provvedimenti e portare un graduale miglioramento della situazione ponendo degli obiettivi e il controllo dei risultati attesi, evitando di ripetere gli errori della attività aggiuntiva che una volta autorizzata è stata lasciata a se stessa senza produrre i risultati sperati. Non si può semplificare invocando i finanziamenti aggiuntivi, ammesso che ci siano, come problema principale.

I finanziamenti sono una parte del problema. Tutti gli stakeholder devono valutare organicamente le apparecchiature, il personale e le strutture private accreditate con il SSN, aumentando se necessario, non diminuendo il loro budget naturalmente con le garanzie di prestazioni e della istituzione di un registro unico di prenotazione pubblico e privato convenzionato. Va considerata anche la installazione di Tomografi Computerizzati e Risonanze Magnetiche in alcuni poliambulatori specialmente nelle grosse aree metropolitane dove possono operare sia i cosiddetti specialisti ambulatori che i medici ospedalieri in attività aggiuntiva.

Ognuna di queste componenti determina un feedback il cui effetto può essere positivo ma anche negativo con riverbero sulla causa migliorandola o peggiorandola. Non ultimo andrebbero coinvolti e senti gli operatori delle strutture sanitarie pubbliche, che vengono puntualmente ignorati nel nome di un governo verticistico e politico delle Aziende Sanitarie e delle ASL, comune a tutte le parti politiche. E’ giusto in un paese libero e democratico che coesistano insieme alle strutture pubbliche, le strutture accreditate con il SSN e anche le strutture sanitarie private affinché il cittadino possa scegliere liberamente dove e come farsi curare, in relazione alle sue possibilità economiche, ma il diritto alla salute deve essere garantito gratuitamente a tutti come sancito dalla Costituzione.

Licio Iacobucci
Già Direttore di U.O.C. di Radiodiagnostica e Direttore di Dipartimento Diagnostico e dei Servizi

31 Luglio 2023

© Riproduzione riservata

“Decreto Fentanyl” e medetomidina: dagli zombie ai rinoceronti
“Decreto Fentanyl” e medetomidina: dagli zombie ai rinoceronti

Gentile Direttore,“Un eccesso regolatorio” sproporzionato e ingiustificato, è così che i veterinari italiani, rappresentati dall’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani e dalla Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani, hanno fatto sentire il...

Fortunato il Ssn che non ha bisogno di ottimisti a tutti i costi
Fortunato il Ssn che non ha bisogno di ottimisti a tutti i costi

Gentile Direttore, il confronto sulla crisi del Ssn si combatte anche a suon di indicatori. Di solito sono soprattutto i dati OCSE ad armare di più i fronti contrapposti di...

Le domande che ogni direzione sanitaria dovrebbe porsi
Le domande che ogni direzione sanitaria dovrebbe porsi

Gentile direttore,se l'IA entra in corsia, non entra da sola. Porta con sé domande che riguardano la governance, la responsabilità, la formazione. Ecco alcune che ogni direzione sanitaria dovrebbe porsi...

Prestazioni aggiuntive: perché il tetto 2021 non è più coerente con il fabbisogno del Ssn
Prestazioni aggiuntive: perché il tetto 2021 non è più coerente con il fabbisogno del Ssn

Gentile Direttore,c’è un dato, semplice ma eloquente, che oggi rivela una criticità più di molte analisi: il tetto delle prestazioni aggiuntive dei Dirigenti Medici è ancora fermo allo speso del...