Elisoccorso. Cara Siaarti, lo specialista MEU non “può raggiungere” i requisiti: li possiede

Elisoccorso. Cara Siaarti, lo specialista MEU non “può raggiungere” i requisiti: li possiede

Elisoccorso. Cara Siaarti, lo specialista MEU non “può raggiungere” i requisiti: li possiede

Gentile Direttore, faccio seguito al recente dibattito ospitato sulle vostre pagine in merito alla composizione degli equipaggi dell’elisoccorso (HEMS), con particolare riferimento alla posizione espressa dalla SIAARTI...

Gentile Direttore,
faccio seguito al recente dibattito ospitato sulle vostre pagine in merito alla composizione degli equipaggi dell’elisoccorso (HEMS), con particolare riferimento alla posizione espressa dalla SIAARTI. In tale documento si afferma che i requisiti per operare in elisoccorso sarebbero “parte integrante del core curriculum” per gli anestesisti-rianimatori (ARTID), mentre per i medici di emergenza-urgenza (MEU) rappresenterebbero un traguardo solo “raggiungibile”.

È necessario ristabilire un piano di realtà tecnica e normativa, poiché tale distinzione non trova riscontro nei decreti ministeriali che regolano le scuole di specializzazione. Al contrario, il profilo dello specialista MEU è l’unico ad avere il soccorso territoriale codificato come pilastro fondante e obbligatorio della propria formazione.

Come sancito dal Decreto Interministeriale 68/2015, lo specialista MEU deve maturare competenze specifiche proprio nel “primo inquadramento diagnostico e primo trattamento delle urgenze mediche, chirurgiche e traumatologiche” sia in ambito intra che extraospedaliero. Non si tratta di un’integrazione a scelta dell’allievo, ma di un obiettivo formativo primario per “operare con piena autonomia nel sistema integrato dell’Emergenza-Urgenza”.

L’analisi dei requisiti numerici obbligatori (il “libretto-diario”) per il conseguimento del titolo MEU smentisce l’idea di una competenza solo “raggiungibile”:
• Gestione avanzata delle vie aeree: Il curriculum MEU impone padronanza dell’intubazione oro-tracheale in urgenza, della cricotiroidotomia chirurgica.
• Procedure invasive e monitoraggio critico: Sono richieste obbligatoriamente competenze nel posizionamento di cateteri venosi centrali, agocannule arteriose per il monitoraggio invasivo e l’esecuzione di accessi intraossei.
• Diagnostica avanzata POCUS: Lo specialista MEU deve possedere competenze ecografiche cliniche d’urgenza (EFAST, RUSH, PoCUS), competenza oggi essenziale in elisoccorso per la stabilizzazione dei politraumi.
• Gestione della ventilazione non invasiva: il MEU padroneggia la metodica tecnica e le competenze decisionali sulle varie opzioni
• Gestione della terapia sedativa ed analgesica in urgenza: il MEU possiede le conoscenze e le competenze per somministrare farmaci per la gestione del dolore e la sedazione del paziente in emergenza-urgenza
• Soccorso territoriale: A differenza di altri percorsi, il MEU ha l’obbligo di trascorrere almeno 3 settimane all’anno per 3 anni (9 settimane totali) in turni di emergenza territoriale 118, partecipando direttamente ai processi decisionali delle Centrali Operative.

Come sottolineato dalla SIMEU, alzare “barricate” per difendere un’esclusività di categoria appare oggi anacronistico e scollegato dalla realtà operativa di numerose regioni italiane, dove la piena integrazione tra le due figure garantisce standard assistenziali elevatissimi. La posizione di AAROI-EMAC è altrettanto chiara: il conflitto è inesistente sul piano clinico perché il paziente critico non chiede il badge dello specialista, ma la migliore assistenza possibile.

Sostenere che le competenze rianimatorie non siano “core” per chi viene formato specificamente per l’emergenza significa ignorare l’evoluzione normativa degli ultimi dieci anni. Lo specialista MEU non “può raggiungere” tali requisiti: li possiede per legge e per percorso di studi, essendo il professionista specificamente disegnato dal legislatore per governare la complessità del soccorso preospedaliero.

Con i Colleghi di SIAARTI condividiamo appieno l’obiettivo della qualità e della sicurezza delle cure, motivo per il quale siamo più che disponibili a un confronto trasparente: sarebbe l’occasione per affrontare il tema dell’intera emergenza pre-ospedaliera in Italia che ancora oggi (tema molto più pesante di sottili distinguo sull’elisoccorso) è istituzionalmente assegnata alla Medicina Generale, con buona pace della tanto invocata continuità tra territorio e ospedale e della qualità delle cure in emergenza-urgenza.

Cordiali saluti

Alessandro Riccardi
Presidente nazionale Simeu

06 Febbraio 2026

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