Salute mentale. Dobbiamo fare di più per i giovani, l’Europa è al lavoro

Salute mentale. Dobbiamo fare di più per i giovani, l’Europa è al lavoro

Salute mentale. Dobbiamo fare di più per i giovani, l’Europa è al lavoro

Gentile Direttore,
l’Unione Europea sta facendo grandi passi avanti in tema di salute, in modo particolare la Commissione Europea che ha avviato un percorso normativo alla salute mentale, invitando gli Stati membri ad intervenire rapidamente per affrontare le sfide in questo campo. Si stima che più di 84 milioni di persone in Europa soffrano di salute mentale. Prima della pandemia 1 persona su 6 ne soffriva di problemi. Un lavoratore su 4 soffre di stress legato all’attività lavorativa e 600 miliardi di euro all’anno è il peso economico delle malattie mentali nell’Unione Europea.

La Commissione Salute Pubblica del Parlamento Europeo sta lavorando ad una relazione d’iniziativa proprio su questo tema, evidenziando la necessità di identificare i gruppi più vulnerabili per prevenire e curare i problemi di salute mentale e garantire che l’azione europea abbia un impatto ampio ed efficace. Tra questi, i giovani sono indubbiamente alcuni tra i soggetti più esposti ai fattori di rischio:

Il consumo di cannabis ad alta concentrazione di Thc, per esempio, aumenta il rischio di sviluppo di disturbi psicotici, schizofrenia che rappresenta la forma con esito cronico invalidante, aumenta i tassi di suicidio e ha un impatto negativo sulla loro capacità di agire e funzionare cognitivamente per raggiungere risultati accademici.

Il suicidio è la seconda causa di morte in Europa tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 19 anni, preceduto solo dai decessi causati da incidenti stradali. Secondo una recente OMS, lo stigma sociale, il tabù di discutere apertamente di suicidio, portano a una scarsa qualità dei dati disponibili sia in tema di suicidio sia per i tentativi di suicidio.

Nove milioni di adolescenti in Europa (di età compresa tra 10 e 19 anni) convivono con disturbi mentali. Ansia e depressione rappresentano oltre la metà dei casi; considerando che il 50%dei problemi di salute mentale si manifestano entro i 14 anni e il 75% entro i 24 anni. Il 10% dei bambini e dei giovani (dai 5 ai 16 anni) ha un problema mentale clinicamente diagnosticabile, il 19%, quasi un ragazzo europeo su cinque di 15 e di 19 anni, soffre di disturbi mentali, seguiti da oltre il 16% delle ragazze della stessa età, ma il 70% dei bambini e degli adolescenti che presentano problemi di salute mentale non hanno ricevuto interventi adeguati in età sufficientemente precoce.

L’onnipresenza degli smartphone, della messaggistica online e dei socialnetwork favorisce la socializzazione online a scapito di quella di persona e aumenta il rischio di progressione dal bullismo al cyberbullismo e quindi le vittime del cyberbullismo corrono un rischio maggiore di depressione e di ideazione suicidaria.

Come membro della Commissione Salute Pubblica, sto partecipando ai tavoli di lavoro della Commissione sul tema ed ho presentato alcuni emendamenti, che riguardano in particolare:

• l’individuazione delle categorie vulnerabili: giovani, donne vittime di violenza fisica e abusi sessuali, migranti, vittime di catastrofi naturali) e le relative misure d’azione:

• introduzione di una strategia di prevenzione del suicidio giovanile con programmi educativi e campagne di informazione su consumo e abuso di droghe e alcol

• ricerca studi sulle nuove patologie dei giovani

• ricerca, studi sugli effetti del consumo di cannabis geneticamente modificata (ad alta concentrazione di THC) anche in relazione al consumo di alcol e medicinali come antidolorifici,

• ricerca, studi e implementazione di nuovi strumenti per il trattamento dello stress post traumatico come l’EMDR, per le vittime di catastrofi naturali

• studio e ricerca sul disturbo narcisistico della personalità e sviluppo di trattamenti e farmaci avanzati

• l’introduzione di un supporto per gli studenti, che si trovino in Stati membri europei o in altri Paesi aderenti al Programma Erasmus, come spesa strutturalmente inserita nel piano finanziario Erasmus, con un’ulteriore categoria di spesa relativa alle spese di supporto psicologico e assistenza agli studenti.

Non c’è più tempo da perdere, bisogna sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni e fare promozione, prevenzione e interventi precoci per i problemi di salute mentale.

Maria Angela Danzì
Eurodeputata Gruppo dei Non Iscritti del Parlamento Europeo

29 Settembre 2023

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