Campus Bio-Medico. Al via master per formare nuovi professionisti della lotta al dolore

Campus Bio-Medico. Al via master per formare nuovi professionisti della lotta al dolore

Campus Bio-Medico. Al via master per formare nuovi professionisti della lotta al dolore
Il Master sulle Cure Palliative partirà a gennaio. L’obiettivo è quello di avere infermieri, fisioterapisti e terapisti formati al meglio per non confondere le cure palliative con il fine vita e per curare gli aspetti comunicazionali e psicologici fondamentali nella lotta al dolore e alla malattia.

A due anni e mezzo dall’approvazione della legge sulle cure palliative parte il primo Master universitario in linea con i requisiti ministeriali che puntano ad avere infermieri, fisioterapisti e terapisti formati per affrontare quella malattia chiamata dolore. A partire per prima è l'Università Campus Bio-Medico di Roma, in collaborazione con Antea, con un Master di Primo Livello in linea con il decreto del Ministero dell’Istruzione del 4 aprile scorso, che ha 'dettato' requisiti e contenuti per uniformare su scala nazionale i corsi di alta formazione sulle terapie del dolore.

Una novità che consentirà di avere operatori sanitari più preparati a gestire le cure palliative come un alleato contro il dolore in tutti gli stadi della malattia e non solo nel 'fine vita'. Il Master, infatti,  punta alla gestione di strategie assistenziali interprofessionali e di elevata qualità sia per la cura di chi non può contare su terapie in grado di garantire un prolungamento significativo della vita, che per quel buon numero di pazienti affetti da patologie curabili, ma comunque contrassegnate da dolore acuto e cronico.

Il Corso, diretto da Maria Grazia De Marinis, Coordinatrice del Corso di Laurea in Infermieristica del Campus Bio-Medico di Roma, punterà a sviluppare non solo le competenze cliniche necessarie a combattere il dolore sia acuto che cronico, ma anche a sviluppare capacità comunicativo-relazionali e psicosociali, indispensabili a garantire la dignità e la volontà del paziente e a migliorare le condizioni dell’ambiente di vita, prima di tutto familiare. Il tutto rispettando le diversità individuali, culturali e spirituali di pazienti a famiglie.

“Una corretta comunicazione e la comprensione dei problemi del malato e dei suoi familiari – ha spiegato De Marinis – sono il punto di partenza per trattare correttamente i sintomi. Questo perché se ci si concentra troppo sulla cura della malattia si finisce per trascurare quello che essa significa per il malato e la sua famiglia, considerando il dolore come prezzo inevitabile dapagare nella lotta contro il male”. “E quando non è più possibile sconfiggere la malattia – ha proseguito – è ancora più importante curare la persona e il suo entourage trattando al meglio i sintomi, non solo combattendo il dolore, ma anche la depressione che spesso lo accompagna”.
 
Principi importanti in un Paese dove le ultime indagini dicono che ancora oggi un malato su tre sopporta il dolore per mesi o anni, anche perché nel 30% dei casi non è riconosciuto dai medici. Soprattutto quelli che non si occupano abitualmente di cure palliative e che, di fronte al dolore, hanno paura a utilizzare terapie a base di oppioidi. Magari perché influenzati dal falso mito della dipendenza. “Ma dall’approvazione, nel 2010, della legge sulle cure palliative un cambiamento culturale è in atto e una spinta verrà anche dalla formazione specifica degli altri professionisti sanitari al giusto approccio alla terapia del dolore”, ha chiosato De Marinis.
 
Il Master partirà a gennaio e c’è tempo fino al 23 novembre per iscriversi. È riservato ai laureati infermieri, infermieri pediatrici, fisioterapisti e terapisti occupazionali. Il percorso formativo durerà 18 mesi e si muoverà lungo sette direttrici: storia e filosofia delle cure palliative; valutazione e gestione dei sintomi nel bambino; valutazione e gestione dei sintomi nell’adulto e dell’anziano; terapia del dolore negli adulti e nel bambino; i contesti di cura; la famiglia e il volontariato; illavoro in team.
 
L’attività formativa sarà supportata anche dal tirocinio 'sul campo', per avere professionisti più attrezzati a combattere una malattia chiamata dolore.

30 Ottobre 2012

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