Con giuste regole e qualità, il privato accreditato fa bene anche al pubblico

Con giuste regole e qualità, il privato accreditato fa bene anche al pubblico

Con giuste regole e qualità, il privato accreditato fa bene anche al pubblico

Gentile Direttore,
il settore sanitario e socio-sanitario in Italia è supportato sia da strutture pubbliche che private accreditate. L’accreditamento permette alle strutture private di erogare servizi sanitari e socio-sanitari per conto del Servizio Sanitario Nazionale. Le strutture private accreditate, come gli ospedali a gestione privata, possono quindi effettuare prestazioni in nome e per conto del SSN, e sono soggette a verifiche riguardo requisiti organizzativi, tecnologici e autorizzativi, rendendole paragonabili, sotto molti aspetti, agli ospedali a gestione pubblica.

L’attività del settore privato accreditato incide sul finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale: per esempio, nel 2018 l’Italia ha speso in media 392 euro per abitante per erogare prestazioni tramite il Privato Accreditato, che rappresentava il 20.3% della spesa sanitaria complessiva.

Il quadro finanziario e normativo che regola l’accreditamento e la remunerazione delle strutture private accreditate è complesso e varia da regione a regione. Ognuna stabilisce autonomamente un limite di spesa massima per le prestazioni, limite che è determinato annualmente; e le strutture private accreditate sono pagate ex post, ossia solo dopo la verifica e la valutazione delle prestazioni erogate. Questo meccanismo può incentivare una gestione efficiente e controllata delle risorse, contribuendo potenzialmente a contenere i costi.

L’accreditamento è un processo attraverso il quale le strutture sanitarie private vengono ufficialmente riconosciute per fornire servizi secondo standard definiti dal sistema sanitario nazionale o regionale. Questo modello è spesso parte di un sistema sanitario misto, in cui il settore privato collabora con quello pubblico per offrire servizi ai cittadini.

Vorrei qui soffermarmi su alcune delle principali motivazioni che sottolineano come il settore privato accreditato possa contribuire al risparmio nella spesa sanitaria globale.

Efficienza operativa – Le strutture private accreditate tendono a operare con una mentalità orientata al risultato e possono avere maggiore flessibilità nella gestione delle risorse rispetto al settore pubblico. Questo può tradursi in una efficienza operativa e riduzione dei costi.

Specializzazione e innovazione – Il settore privato può essere rapido nell’adottare nuove tecnologie e pratiche innovative. Questa specializzazione può portare a interventi efficienti e rapidi, riducendo i tempi di degenza e migliorando i risultati per i pazienti.

Riduzione delle liste d’attesa – Il coinvolgimento del settore privato aiuta a ridurre le liste d’attesa nel sistema pubblico, permettendo un accesso tempestivo ai trattamenti e potenzialmente riducendo i costi associati a lunghe attese, come il peggioramento delle condizioni di salute che richiederebbero trattamenti più costosi.

Focalizzazione sul paziente – Il settore privato può offrire un servizio personalizzato, con attenzione alla customer satisfaction, che può migliorare l’esperienza complessiva del paziente e possibilmente condurre a migliori esiti di salute.

Concorrenza – La presenza di un settore privato accreditato introduce una forma di concorrenza che incentiva l’efficienza e la riduzione dei costi, beneficiando l’intero sistema sanitario.

Complementarità dei servizi – I privati possono offrire servizi complementari a quelli pubblici, colmando eventuali lacune e aumentando l’accessibilità alle cure per i cittadini.

Tuttavia, è importante considerare che i benefici del settore privato accreditato nel sistema sanitario sono soggetti a un’adeguata regolamentazione e a una forte governance per assicurare che la qualità dei servizi sia mantenuta e che l’accesso sia equo.

Luca Pallavicini
Presidente Confcommercio Salute, Sanità e Cura

06 Novembre 2023

© Riproduzione riservata

L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna
L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna

Gentile Direttore, la gestione dello skill mix, il benessere organizzativo e la sicurezza delle cure non si autogestiscono. Destrutturare la figura strategica del coordinatore è una deriva disfunzionale che mina...

In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto
In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto

Gentile Direttore, nel dibattito che accompagna il rinnovo del contratto della sanità pubblica torna con insistenza una tesi che merita qualche riflessione: quella secondo cui il riconoscimento economico delle specificità...

“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.
“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.

Gentile direttore, la Regione Liguria, non si sa ancora quanto efficacemente, ha fatto un manifesto in cui campeggia a grandi lettere maiuscole la scritta ”Hai la diarrea? Vai alla Casa...

Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo
Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo

Gentile Direttore, le differenze retributive tra infermieri, tecnici sanitari, OSS e personale amministrativo non nascono con l’ultimo CCNL. Sono il risultato di anni di interventi legislativi disorganici e settoriali, sollecitati...